Home Politica e Società L’economia futura è la prima sfida

L’economia futura è la prima sfida

di Frida Roy

A luglio il tema principale sarà la regolazione dei prestiti bancari, su cui la Commissione punta a proporre una direttiva. In autunno la Commissione presenterà delle proposte legislative per accrescere la trasparenza nel mercato dei CDS, credit default swaps, tra i prodotti derivati più negoziati degli ultimi anni, e per creare una stanza di compensazione per ridurre i rischi insiti in questi strumenti. Tra i temi che dovrebbero tornare presto sul tavolo c’è quello della class action, le regole sull’orario di lavoro che imporrebbero ai datori di lavoro europei di mettere un tetto a 48 ore settimanali, e il problema del congedo di maternità, che si puntava ad armonizzare a 18 settimane in tutta l’Unione europea

Con la crisi economica e finanziaria più grave dal secondo dopoguerra ad oggi che dovrebbe, si spera, uscire dalla fase acuta per lasciare spazio ad una riflessione più pacata su come evitarne il ritorno, il Parlamento europeo che uscirà dalle elezioni del 6 e 7 giugno troverà nell`economia l`argomento più importante da dover trattare. Ma non saranno solo i temi legati alla crisi a tenere banco: dalle questioni fiscali a quelle sociali, Strasburgo dovrà operare a 360 gradi per dare delle risposte ai problemi sorti negli ultimi anni.

A partire dalla riforma dell’architettura di supervisione finanziaria, ispirata dal rapporto presentato a febbraio dall’ex direttore del Fondo monetario internazionale Jacques de Larosière e che la Commissione europea vuole vedere varata l’anno prossimo. Le proposte dell’esecutivo comunitario, presentate il 27 maggio scorso, dovranno ora passare all’esame del Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo del 18 e 19 giugno, per poi, nella prima metà del 2010, essere approvate in co-decisione tra il Consiglio e il Parlamento Ue.

E’ però l’intero sistema finanziario europeo che man mano dovrà essere ammodernato. A luglio il tema principale sarà il `responsible lending`, ossia la regolazione dei prestiti bancari, su cui la Commissione punta a proporre una direttiva. Inoltre si tornerà a discutere della controparte centrale europea per il clearing dei `credit default swaps`, i CDS. Su sollecitazione della precedente assemblea di Strasburgo, in autunno la Commissione presenterà delle proposte legislative per accrescere la trasparenza nel mercato dei CDS, credit default swaps, tra i prodotti derivati più negoziati degli ultimi anni, e per creare una stanza di compensazione, sotto controllo dell’UE, per ridurre i rischi insiti in questi strumenti. Verranno inoltre presentate delle proposte legislative sulla gestione della liquidità di rischio delle banche e sull`eccesso di effetto-leva.

Sempre a ottobre si inizierà la revisione della direttiva sul market abuse, ossia sull`abuso di informazioni privilegiate e sulle manipolazioni del mercato, e si arriverà ad una proposta di direttiva sul `responsible lending`, tema intavolato a luglio. Verranno poi discusse le misure per rafforzare la tutela del depositante, dell`investitore e del detentore di polizze assicurative. Inoltre le linee guida della Commissione per riformare il sistema di remunerazione dei manager diventeranno una proposta legislativa. E ancora a ottobre, vero mese di inizio dei lavori, verranno presentate le proposte per la piena realizzazione della Sepa, l’area unica dei pagamenti in Europa.

A dicembre verrà presentato un rapporto della Commissione sulla eccessiva pro-ciclicità nella CRD, la direttiva sui requisiti di capitale delle banche, e sempre a dicembre ci sarà la revisione dell`adeguatezza dei sistemi esistenti di depositi di garanzia nel settore bancario e assicurativo, con l`introduzione di apposite misure legislative. Infine, entro fine anno, verranno approvate delle misure per prevedere dei finanziamenti per facilitare la rappresentanza degli interessi degli investitori a livello europeo. Tra i temi che dovrebbero tornare sul tavolo prima della pausa estiva c`è infine quello della class action: tra giugno e luglio verrà infatti presentata una proposta di direttiva.

Infine ci sono gli argomenti rimasti in sospeso dalla precedente assemblea, ossia le regole sull’orario di lavoro che imporrebbero ai datori di lavoro europei di mettere un tetto a 48 ore settimanali, e il problema del congedo di maternità, che si puntava ad armonizzare a 18 settimane in tutta l’Unione europea.

Inoltre, durante il prossimo periodo legislativo, il Parlamento dovrà adottare il quadro finanziario per il bilancio comunitario 2014-2020. Le proposte della Commissione verranno delineate in un Libro bianco che verrà pubblicato ad ottobre. Il tema principale riguarda la voce `Risorse naturali`, che include agricoltura e pesca e che rappresenta il 42,8% del bilancio Ue, a fronte di un impatto sul pil pari solo al 2,5%.
In secondo luogo ci sono le misure sulla competitività e la coesione, che contano per il 44,4% ma che non sempre hanno dato i risultati sperati.

Altro tema chiave sarà quello fiscale. A febbraio scorso la Commissione ha presentato delle proposte per abolire il segreto bancario per i non residenti da Austria, Belgio e Lussemburgo. Bruxelles vorrebbe anche rafforzare la cooperazione tra gli agenti del fisco, permettendo ispezioni in un altro Paese Ue e introducendo “l’obbligo di scambio spontaneo delle informazioni” sui rimborsi fiscali concessi ai non residenti. Infine la proposta della Commissione, in caso di accordi fiscali tra uno Stato membro e un Paese terzo, prevede l’obbligo di fornire “lo stesso livello di cooperazione” agli altri membri dell’Ue.

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.