Home Politica e Società Campionati di nuoto: tra stelle mondiali e impianti abusivi

Campionati di nuoto: tra stelle mondiali e impianti abusivi

di Carta.org

Iniziano oggi i Mondiali di nuoto che per due settimane faranno dimenticare le inchieste e gli illeciti relativi agli impianti. 2600 atleti in rappresentanza di 185 nazioni. Il sindaco Alemanno brinda al successo, ma ringrazia il governo Berlusconi per l’ennesima sanatoria.

Lo spettacolo, per ora, è assicurato. Le stelle del nuoto mondiale ruberanno la scena, almeno per due settimane, alle vicende politiche e giudiziarie che gravano sui mondiali di nuoto, che si aprono ufficialmente oggi nell’impianto del Foro italico. Tanti i nomi famosi in gara, dal fenomeno statunitense Michael Phelps al francese Alain Bernard, dai nostri Filippo Magnini, Federica Pellegrini e Tania Cagnotto fino alla 42enne americana Dana Torres, ancora pronta a gareggiare con atleti più giovani di venti anni. I numeri parlano da soli: 2556 atleti in rappresentanza di 185 nazioni. Altri numeri, invece, poco digeribili dall’amministrazione comunale e dalla Fin [Federazione italiana nuoto], descrivono il percorso a ostacoli che ha riguardato la costruzione degli impianti di nuoto. Pietralata, Valco San Paolo e Polo natatorio di Ostia sono le tre strutture comunali [ultimate malamente solo pochi giorni fai] coinvolte nelle linchieste della magistratura per violazione delle normative urbanistiche. Resta incompiuto, invece, l’impianto di Tor Vergata. Il mega progetto dell’architetto Calatrava [38 ettari di impianti, sei piscine, palestre, foresterie, ristori, campi da calcio, pista di atletica, un palazzetto dello sport da 13mila posti] è stato bloccato per mancanza di fondi. A Valco San Paolo, mancano le previste foresterie, mentre a Ostia non tutti i lavori sono stati completati.

La vicenda del polo natatorio di Ostia, 60 mila metri cubi che si estendono per oltre 400 metri fronte mare, rappresenta lo scandalo fra gli scandali. Si tratta dell’unico impianto pubblico previsto nel municipio XIII, tutti gli altri [Le Cupole in via Bonichi a San Giorgio di Acilia, l’Eschilo 1 in via Eschilo all’Axa e Babel in via Traetta all’Infernetto] sono privati ma hanno ricevuto fondi pubblici per l’ampliamento. Solo nel municipio XIII [250 mila abitanti], per i mondiali di nuoto, sono sorte quattro nuove strutture, in un territorio già servito da 32 piscine omologate, sia private che pubbliche. Il polo natatorio, guarda caso, sorge proprio davanti allo stabilimento Le Dune, di proprietà dell’ingegner Renato Papagni, presidente dell’Assobalneari locale, legato a Confindustria, membro della Fin, progettista dell’impianto di Ostia, di Valco San Paolo e di Pietralata e uomo di fiducia del presidente della Federnuoto, Paolo Barrelli. Quest’ultimo, senatore berlusconiano e candidato alla presidenza del Coni, è a sua volta legato politicamente a Maurizio Perazzolo, ex consigliere del municipio XIII di Forza Italia, imprenditore e presidente del consorzio Le Cupole di Acilia. Perazzolo, che per l’ampliamento del suo impianto sportivo ha ricevuto un finanziamento di 3 milioni di euro, è riuscito anche a realizzare una struttura nuova di zecca al Torrino, ampliata in fase successiva grazie all’intervento di Claudio Rinaldi, commissario ai mondiali di nuoto 2009 e indagato nell’inchiesta sugli abusi edilizi.

L’impianto di Ostia è costato 26 milioni di euro [a fronte dei 13 stanziati inizialmente] per cinque giorni di gare a mare. Nel corso dell’inaugurazione, avvenuta a cantiere ancora aperto, ai giornalisti sono state fatte vedere solo due piscine e due stanze della foresteria. Tutto il resto, gli spogliatoi, gli uffici, la cucina, e la zona notte, era ancora incompleto. Gli atleti, per questo, si sono allenati in alcune delle 32 piscine omologate già presenti sul territorio e hanno dormito in altri alberghi tra Ostia e Roma. Dopo i Mondiali l’impianto diventerà un centro federale aperto solo a competizioni agonistiche e a eventi Fin. La foresteria, invece, un albergo che una delibera comunale ha stabilito di dare in gestione esclusivamente ai membri della Fin, di cui, guarda caso, Papagni fa parte. Uno scenario di illegalità e illeciti su cui è calato il sipario del governo Berlusconi che ha imposto una sanatoria preventiva – accolta con entusiasmo dal sindaco Alemanno – che ha allargato a dismisura i poteri del commissario straordinario Giovanni Malagò. Meno male che Silvio c’è.

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