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Silenzi e grida

di Aldo Antonelli, parroco di Antrosano

Quanti temevano per una chiesa muta che sambrava aver perso la parola, vengono puntualmente smentiti.

Tutto d’un tratto scopriamo il miracolo e ne prendiamo atto: quando vogliono, i nostri vescovi sanno alzare la voce.

Ma il miracolo sa di eresia, di adesione quasi feticistica ad un vangelo rovesciato per cui ciò che conta non è la coscienza del paese quotidianamente coartata dalle scelte scellerate di questo governo, ma gli interessi di bottega di una chiesa chiavistellata.

Si ha l’impressione che la gerarchia cattolica abbia definitivamente perso la capacità di tastare il polso della situazione, impiastrata nella figura mafiosa del “Non vedo, Non sento, Non parlo”!

Non hanno percezione della realtà nella quale siamo ingolfati: disprezzo per le regole, insofferenza per le critiche, clandestini sinonimizzati come delinquenti, ronde, gabbie salariali, minorenni usate come vuoti a perdere, candidature caramellate, il parlamento ridotto ad uno zoo di animali di ogni sorta, istituzionalizzazione della cortigianeria come dovere e chi più ne può più ne metta.

L’Italia tutta è diventata una discarica di rifiuti tossici che nessuna strategia di raccolta differenziata riuscirà a smaltire, almeno a breve raggio di tempo.
Di fronte a questo squallido panorama cosa ci tocca vedere?

Un chiesa ammutinata e viscidamente passiva che reagisce solo quando le si toccano le tasche.

I suoi incerti e flebili vagiti fanno spazio al grido di scandalo solo quando si vedono in gioco i suoi privilegi acquisiti: scuola di religione e leggi ad moralem.

Queste le interessano molto più che lo stato di coscienza dei cittadini per i quali soltanto ha senso il suo esserci.

Dove sono finiti i vescovi che nel Concilio, con orgoglio, scrivevano: “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo” (Gaudium et Spese)?

Non più sentinelle e profeti, ma taccagni contabili di una chiesa sempre più somigliante ad una azienda.

“Se questi taceranno grideranno le pietre” abbe a dire Gesù di fronte al tentativo dei farisei di zittire i suoi discepoli.

Noi da buoni discepoli non taciamo e gridiamo alto il nostro dissenso: al degrado politico delle istituzioni e del paese e al silenzio mafioso della chiesa, nonchè ai soi interessi di bottega

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