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ACCANIMENTO “MEDIOLOGICO”

di Marcello Vigli, Controinformazione ecclesiale – Roma

Per riparare al danno d’immagine subito dalla presenza cattolica nella scuola, lo staff clericodiretto della Gelmini è ricorso alla disinformazione nella diffusione della notizia della pubblicazione sulla Gazzetta del regolamento, pronto da tempo, che regola la valutazione degli studenti nel prossimo anno scolastico.

In esso si conferma che il docente di religione cattolica partecipa ai lavori del Consiglio di classe. Nessuno lo ha mai negato tanto meno il Tar nella sua recente sentenza sull’argomento, pur se può intervenire solo in merito alla valutazione generale degli studenti che si avvalgono del suo insegnamento. Può intervenire, pertanto, anche sull’assegnazione dei crediti scolastici o formativi proposti da altri docenti di discipline per le quali è consentita tale proposta. Non può proporre l’assegnazione di crediti acquistati nell’ambito del suo insegnamento. Trattandosi di disciplina la cui frequenza attiene alla libertà di coscienza degli alunni, è stato convenuto nelle Intese con le confessioni non cattoliche che, per evitare discriminazioni, non si possono acquisire meriti attraverso una disciplina che, per il motivo suddetto, alcuni non possono frequentare per non tradire la propria coscienza. Si tratta infatti di un insegnamento confessionale – tale è perché impartito da personale selezionato e controllato dalle autorità ecclesiastiche, che segue programmi da esse elaborati pur se d’intesa con le autorità scolastiche – anche se si cerca di mistificarne il carattere “catechistico” vantandone il carattere “culturale”.

Deriva da ciò anche il secondo limite vincolante imposto ai docenti di religione all’interno dei Consigli di classe: il loro voto non è conteggiato, come quello degli altri, se diventa determinate per la promozione o la bocciatura di un alunno. Tale voto, corredato di una scheda che ne illustra le motivazioni, viene inserito nel verbale della seduta del Consiglio.

Con questi due limiti il docente di religione partecipa al Consiglio di classe in ogni sua seduta, quindi anche a quelle di scrutinio finale.

Questa normativa è frutto del compromesso faticosamente raggiunto per riparare in parte ai colpi inferti alla laicità della scuola della Repubblica dall’approvazione degli Accordi craxiani del 1984 e che oggi gli integralisti cattolici, e le gerarchie che li sostengono, intendono rimettere in discussione grazie alla compiacenza del governo retto da un Presidente autoritario oltre che un po’… chiacchierato.

Ogni riferimento al clericofascismo del ventennio è volutamente casuale!

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