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Le liste bloccate del Pd

di Pier Giovanni Trossero
da L’Eco del Chisone, 9 settembre 2009

Molti sollecitano il ritorno alle preferenze o almeno ai Collegi uninominali per le elezioni politiche. C’è, invece, chi sostiene le liste bloccate decise dai vertici dei partiti o dai soliti capicorrente. Il Pd, almeno a parole, è schierato tra chi sostiene collegi e preferenze. Solo che non mi pare stia dando il buon esempio.

C’è una lotta serrata, in queste settimane, per la segreteria nazionale, così come per le segreterie regionali. A settembre voteranno gli iscritti, ma il loro voto sarà pressoché ininfluente, perché quel che conta sono le Primarie del 25 ottobre. Tre candidati, altrettante liste, un uomo ed una donna alternati in lista (ma i candidati ai massimi vertici nazionali sono tutti uomini!).

La curiosità è questa: le liste sono bloccate e, se un elettore volesse scegliere un candidato, dovrà rinunciarvi. Una mozione ha il 10 per cento dei mille posti nell’assemblea nazionale o dei 400 dell’assemblea regionale? Allora otterrà l’elezione di coloro che sono primi in elenco. La scelta, preventiva, l’avrà già fatta qualcuno. Non l’elettore delle Primarie.

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