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Barrot: Dovere di protezione per richiedenti asilo

di Mo. Ma
da www.peacereporter.net

Per affrontare il problema dell’immigrazione clandestina “serve la solidarietà di tutti i Paesi”. Lo ha detto il commissario europeo per la giustizia, libertà e sicurezza, Jacques Barrot il quale ha anche evidenziato che il principio del non respingimento non viene applicato da tutti i Paesi in maniera uniforme e la questione va approfondita. Quanto alla cooperazione con la Libia, ha detto di attendere con ansia le risposte di Tripoli alle proposte avanzate da tempo dall’Ue. Ieri l’Onu aveva denunciato la politica dei respingimenti

Il commissario Ue alla Giustizia, libertà e sicurezza, ha ribadito oggi a Strasburgo, durante un dibattito nella plenaria dell’Europarlamento, che gli Stati membri hanno un “dovere di protezione” nei riguardi dei richiedenti asilo, e che il diritto comunitario impone il ‘principio di non respingimento’ nei confronti di coloro che potrebbero trovarsi fra i migranti clandestini e avrebbero diritto alla protezione internazionale.

Il commissario ha fatto un chiaro riferimento ai respingimenti nel Mediterraneo. “Abbiamo inviato – ha riferito – una lettera a luglio alle autorità italiane per avere informazioni sul respingimento di imbarcazioni intercettate in acque internazionali. Ora abbiamo ricevuto una risposta, e i miei servizi la stanno esaminando”.

“La legislazione comunitaria – ha osservato Barrot – dice che queste operazioni devono essere effettuate sulla base del principio di non respingimento. Questo significa che gli Stati devono astenersi dal respingere una persona dove potrebbe correre il rischio di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti. Inoltre i richiedenti asilo i profughi non possono essere respinti alle frontiere di territori in cui la loro vita o la loro libertà potrebbero essere minacciate. Questo dovere di protezione – ha sottolineato il commissario – deve essere rispettato”.

Barrot ha informato l’Europarlamento sulle proposte della Commissione per un rafforzamento della politica di cooperazione fra gli Stati membri per il controllo alle frontiere esterne dell’Ue attraverso l’agenzia Frontex. “Dobbiamo chiarire meglio le regole del diritto comunitario e internazionale che si applicano”, ha detto, dopo aver spiegato che “le operazioni di controllo alle frontiere devono essere fatte nel rispetto del codice di Schengen, e soprattutto del principio di non respingimento”. E’ previsto che l’attività di Frontex si svolga nel rispetto del diritto internazionale, “ma le regole non vengono applicate uniformemente dagli Stati membri”, ha osservato il commissario.

La Commissione propone, fra l’altro, di stabilire un’Agenzia Ue per l’asilo, con un accordo che ha auspicato possa essere raggiunto ancora sotto la presidenza di turno svedese dell’Ue (e quindi entro la fine dell’anno), “in modo che il nuovo ufficio sia operativo dal 2010”. Il rafforzamento dei controlli coordinati da Frontex, inoltre, comporterà “regole chiare per il pattugliamento comune, per lo sbarco delle persone salvate e per le operazioni di rimpatrio. I finanziamenti per Frontex sono arrivati a 36 milioni di euro nel 2009, e ora stiamo valutando – ha continuato Barrot – come possa organizzare il rimpatrio dei clandestini”.

Le proposte dalla Commissione riguardano anche la collaborazione con i principali paesi di origine e di transito, e in particolare con Libia e Turchia. Con questi due “paesi chiave por l’immigrazione clandestina nel Mediterraneo”, ha detto Barrot, “stiamo intensificando il dialogo e la cooperazione: alle autorità libiche abbiano scritto una lettera proponendo una collaborazione per arrivare alla gestione congiunta ed equilibrata dei flussi. Abbiamo spiegato loro che siamo disposti ad assisterle per rafforzare la loro capacità di contrasto all’immigrazione clandestina, per il miglioramento del rispetto del diritto internazionale, e per l’identificazione e l’assistenza” ai rifugiati in territorio libico, con programmi che la Commissione già co-finanzia, anche tramite il Ministero italiano. “Ma solo con l’impegno chiaro delle autorità libiche su potrà dare una svolta concreta, e non vi nascondo – ha sottolineato Barrot – che attendo con impazienza le la risposta della Libia”.

Il commissario ha ricordato, inoltre, che insieme all’Alto Commissariato Onu ai rifugiati si sta lavorando con i paesi della sponda Sud del Mediterraneo a procedure che permetterebbero ai veri richiedenti asilo di non rivolgersi ai trafficanti, e di vedere esaminate direttamente in quei paesi le loro domande. “A questo importante dialogo – ha annunciato Barrot – ci dedicheremo nei prossimi tre mesi, io e Billstroem”, il ministro svedese per l’asilo e le politiche migratorie, che rappresenta la presidenza di turno svedese dell’Ue.

Il commissario ha sottolineato, infine, che “la solidarietà fra gli Stati membri deve essere più attiva: l’immigrazione irregolare riguarda tutti gli Stati membri, non solo quelli periferici. Dobbiamo riconfermare questa solidarietà su base volontaria, ma questa base volontaria – ha concluso – deve diventare una risposta al problema”.

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