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Il progetto di Milano per i Rom

di Gruppo EveryOne

Il Comune di Milano diffonde una notizia che dovrebbe destare soddisfazione da parte delle organizzazioni per i Diritti Umani: il ministro degli Interni ha stanziato 13 milioni di euro per i Rom. Cè in effetti chi esulta e si spertica in lodi verso la giunta Moratti e un De Corato finalmente illuminato, folgorato da Dio (o da… Gianfranco Fini) sulla strada di Damasco. La realtà, purtroppo, è diversa e per saggiarne la tragica consistenza, basta chiedere ai Rom più “fortunati”, ritenuti dalle autorità “degni” di abitare nei campi-ghetto, esibendo un badge sul petto e tenuti sotto controllo 24 ore su 24, pena l’espulsione dal campo alla prima violazione del Regolamento per i Rom degli Insediamenti Autorizzati. Senza contare la schedatura con fotosegnalazione e rilievo delle impronte digitali per adulti e bambini, secondo quanto ha recentemente stabilito il Consiglio di Stato.

Oppure, se si vuol conoscere la condizione delle famiglie Rom nella Milano odierna, si può fare la stessa domanda (“Come state, all’ombra della Madonnina?”) a quelli che la sorte non ha “baciato sulla fronte” e sopravvivono nascosti in case diroccate o in luoghi malsani, braccati dalle forze dell’ordine e sempre a rischio di evacuazione, di aggressione da parte di razzisti o di abuso poliziesco/giudiziario. Per fortuna, sono ormai poche decine, perché gli altri si sono rifugiati via da Milano e quasi sempre dall’Italia.

Ma allora, se non è cambiato nulla, come verranno spesi i 13 milioni? Il Comune di Milano ne investirà 12 per sgomberi, bonifiche e messa in sicurezza di luoghi “a rischio” di ritorno dei Rom: edifici abbandonati, ponti ecc. Resta circa 1 milione, metà del quale andrà impiegato per progetti di inserimento professionale, progetti che di fatto non tengono conto della realtà sociale e delle competenze dei Rom, ma prevedono semplicemente l’apertura di un ufficio adibito alla ricerca di una collocazione per adulti di etnia Rom (richiestissimi sul mercato del lavoro, come tutti sanno!).

I cinquecentomila euro, facile prevederlo, svaniranno come neve al sole. Resta ancora mezzo “testone”, che il Comune vorrebbe investire in microcredito rivolto alle famiglie Rom italiane che abbiano una casa di proprietà da ristrutturare oppure non dispongano di tutto il denaro necessario all’acquisto di un appartamento.

La cifra, che comprende anche tutte le spese e i costi annessi, basterebbe – se correttamente impiegata, senza sprechi – si e no per 3 o 4 famiglie, ma nonostante questo, la Pdl e Lega Nord si sono opposti all’iniziativa (“Eh no, nessun canale preferenziale, per questi Rom che ormai la fanno da padroni”) e si può scommettere che andrà a finire – come da Pdl e Lega richiesto – che anche tali fondi serviranno alla “messa in sicurezza”.

Risultato finale, come sempre: fondi investiti per la persecuzione, l’apartheid e la creazione di veri e propri ghetti, cercando di salvare la faccia con l’Ue.

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