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La Lega come la mafia

di Peacereporter.net

A colloquio con Giovanni impastato al termine dell’imponente manifestazione di protesta per la deposizione della targa dedicata a Peppino

Alla fine della manifestazione che sabato 26 pomeriggio ha portato più di settemila persone a Ponteranica, a protestare contro la deposizione della targa che intitolava la biblioteca comunale a Peppino Impastato, PeaceReporter ha parlato con Giovanni, fratello di Peppino, che ne ha ereditato l’impegno, sul significato politico di quel gesto.

Settemila persone a Ponteranica per Peppino, che effetto le fa questa manifestazione?
“Esco da questo giorno con più coraggio e con più entusiasmo perché ho capito che c’è molta gente che si interessa alla causa di Peppino e che si indigna, perché da un po’ di tempo non si indignava più nessuno. Di fronte ad un’azione così incivile e per nulla democratica, come quella di togliere l’intitolazione della biblioteca a Peppino, a Ponteranica abbiamo dato una bellissima risposta, una risposta che ora ci spinge ad andare avanti, e non solo perché questo sindaco riposizioni la targa e si dimetta. Dobbiamo riempire la nostra indignazione di contenuti, contro il razzismo, contro le discriminazioni e contro il fascismo”.

Avete in programma delle altre manifestazioni di protesta?
Si stiamo lavorando ad un’iniziativa nazionale contro la Lega, che secondo noi costituisce una grave minaccia alla nostra democrazia, perchè ciò che hanno fatto qui, a Ponteranica, rientra perfettamente nel disegno che stanno portando avanti in tutto il Paese, con il secessionismo, con le ronde, con la discriminazione degli immigrati e con il pacchetto sicurezza. Tutti atti incostituzionali.

Cosa c’è nella figura di Peppino che sopravvive ancora oggi e che porta tante persone a mobilitarsi in suo nome?
Peppino non è solo l’espressione di un ideale, ma è una figura a tutto tondo nella quale le nuove generazioni possono riconoscersi ancora. Peppino rappresenta la ribellione contro la famiglia e contro un certo tipo di società, la lotta alla mafia e la militanza politica. Ma anche un diverso modo di fare informazione e di comunicare. Era un artista e usava l’arte per far arrivare il suo messaggio: la poesia, l’ironia, i concerti rock, le mostre fotografiche per promuovere le battaglie ecologiste … Il suo linguaggio creativo ha saputo aggregare tante persone. Per questo, quando si tocca la sua figura si mobilitano in tanti, perché era una persona completa.

A maggior ragione, qual è stato, secondo lei, il motivo che ha spinto un sindaco a cancellare la memoria di Peppino, come primo atto di governo del territorio?
La Lega ha detto: “Il territorio è nostro. Lo controlliamo noi e non vogliamo che vengano intestate delle vie o dei luoghi a dei terroni. Dobbiamo decidere noi sul nostro territorio”, perché hanno una cultura anticostituzionale. Non è stato un fatto isolato. Il sindaco non si è svegliato una mattina con l’idea di cancellare la memoria di Peppino a colpi di delibera. No, questa è stata un’azione politica mirata a dare un messaggio politico forte a quanti sono impegnati ad avviare un percorso di legalità e di cambiamento sociale.

“Territorio e controllo” mi sembra un espressione vagamente nota..
Perfetto, ma è nella logica della Lega. La Lega ragiona così.

Ma è la stessa logica mafiosa…
E’ la stessa logica mafiosa, per questo noi stiamo lottando contro la mafia, contro la Lega e contro il fascismo

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