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Colombia: Il fumo uccide; due volte

di Antonio Marafioti
da www.peacereporter.net

Quanto vale un pacchetto di sigarette a Yondó, Colombia? Secondo le ultime stime, aggiornate ieri dalla cronaca, il prezzo ammonta alla vita di due ragazzi.

Alexander Martinez Piñeres e suo cugino Yeison Piñeres Rueda non erano membri delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia e nemmeno due pericolosi e ricchi narcotrafficanti di Bogotà. I colpi sparati su di loro dai soldati della Seconda Divisione del Settimo Battaglione speciale dell’esercito colombiano sono stati solo un “errore militare”. Alexandere e Yeson di 13 e 16 anni sono morti per la leggerezza umana di chi avrebbe dovuto garantire la loro incolumità. Di chi è pagato per garantire la loro incolumità. I due ragazzi non appartenevano ad alcuna baby-gang, non sono stati colti in flagranza di reato, nè erano intenti a commettere alcun grave illecito per reprimere il quale sarebbe stato necessario l’uso della forza. Erano semplicemente due studenti di nono grado nel Colegio Concentración Educativo del quartiere San Miguel di Yondó, Antioquia.

A volte in una terra come la Colombia per sopravvivere si è costretti spesso a delinquere fin da bambini. Probabilmente Alexander e Yeison rappresentavano una bella eccezione a questa regola. Quando le raffiche dei mitra sparate dai soldati li hanno raggiunti, uccidendoli, i due stavano cercando di scappare da ciò che credevano essere una delle tante sparatorie fra i governativi e le Farc. I testimoni hanno raccontato che non è andata così. Il generale Ricardo Vargas, comandante della seconda divisione, ha confermato che si, si è trattato di un errore dei suoi uomini. Precisamente di due soldati che litigavano per la sparizione di un pacchetto di sigarette. Erano le 19.30 di ieri quando il presunto derubato iniziava a esplodere dei colpi in aria per costringere il compagno a riconsegnare il maltolto.

In quel momento Alexander e Yeison stavano transitando in motorino accanto alla scena dei fatti. Dopo aver sentito gli spari i due accelleravano la marcia per trovare riparo quando un secondo check-point dall’altra parte della strada ha iniziato a far fuoco su di loro credendoli due guerriglieri in fuga. Alexander è morto sul colpo mentre Yeison si è spento in un centro ospedaliero dopo qualche ora di agonia.

Un abitante del luogo ha raccontato: “nel parco del quartiere si stava celebrando un compleanno e tutti siamo usciti correndo, però dall’altro lato del paese altri soldati hanno pensato ad un attacco e hanno iniziato a sparare ripetute volte contro i ragazzi”. Secondo un altro testimone: “l’errore dei due è stato quello di accellerare la loro marcia per provare a salvarsi e poi sono morti in un errore deplorevole”.

Il generale Vargas ha sostenuto: “In prima istanza reputo questa azione militare come un errore per il quale la giustizia ordinaria deve aprire un regolare processo. Questi soldati erano a San Miguel, perchè questo luogo è diventato un corridoio di mobilitazione di guerriglieri delle Farc che arrivano dal sud della Bolivia”. Questa la ricostruzione di quello che ha tutta l’aria di essere l’ennesimo errore/orrore dell’esercito di Bogotà.

Non è passato neanche un anno dalla morte di Edwin Legarda Vazquez ucciso il 16 dicembre del 2008 mentre percorreva a bordo della sua auto la strada tra Inza, Tierradentro e Totora. Alle quattro del mattino i membri della Terza Divisione dell’esercito hanno sparato diciassette volte contro la vettura dell’uomo raggiunto da tre proiettili e morto dopo il trasporto all’ospedale San José di Popoyan. I soldati hanno sempre sostenuto che Legarda non si sarebbe fermato al posto di blocco. Ma secondo le ricostruzioni del Consiglio regionale indigeno di Cauca – organizzazione per i diritti degli indigeni presieduta da Aída Quilcué, moglie di Legarda – in quel tratto di strata non c’era, né ci sarebbe mai stato alcun posto di blocco.

Nel 2005, infine, l’uccisione di Luis Eduardo Guerra, leader della comunità di San Josè, non fu un errore e neanche una presunta manovra standard di un invisibile posto di blocco. Il 22 febbraio il corpo dell’uomo, trentacinque anni, venne ritrovato a pezzi in una fossa comune vicino alla casa dell’amico Alfonso Bolivar, membro della comunità di Mulatos. All’interno del fossato giacevano oltre i corpi trucidati dei due uomini, quelli delle loro compagne e dei loro figli Deiner Andres Guerra di 11 anni, Santia e Natalia Bolivar di 2 e 6 anni. Tre giorni prima il ritrovamento dei loro cadaveri Luis Guerra uscirono di casa insieme alla compagna, al figlio e al fratellastro per raccogliere il cacao nella sua finca di Mulatos a sette ore da San Josè. Lì vennero fermati e trattenuto dall’undicesima brigata dell’esercito che li minacciò di morte e decise di portarli verso la casa di Bolivar. Questa è la storia che è riuscito a raccontare agli inquirenti il fratellastro di Eduardo che riuscì miracolosamente a scappare prima di essere ucciso.

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