Home Comunità Cristiane di Base Preti sposati: sì, ma…

Preti sposati: sì, ma…

Vitaliano Della Sala

I preti anglicani, sposati e conservatori, accolti nella Chiesa cattolica, a differenza di quelli cattolici sposati!

Nella Chiesa anglicana i problemi nascono dalle troppe scelte progressiste, soprattutto per quanto riguarda il clero: i preti anglicani possono sposarsi, anche le donne possono diventare prete e, da qualche anno, anche un gay convivente può essere ordinato presbitero. Ma queste aperture, soprattutto l’ultima, stanno provocando una “fuga” dei settori più conservatori e reazionari del clero, verso la Chiesa cattolica. La Santa Sede, ovviamente, ha dato la disponibilità ad accoglierli. Dopo il ritorno degli ultra tradizionalisti lefebvriani, ci ritroveremo nella Chiesa cattolica anche migliaia di preti reazionari anglicani!

Quello dell’accoglienza del “peggio” del clero anglicano è un ulteriore segnale della direzione intrapresa da papa Ratzinger verso una sorta di nuova controriforma che sta demolendo, pezzo dopo pezzo, tutte le timide aperture del Concilio Ecumenico Vaticano II. E il peggio è che tutto avviene senza che i vescovi siano stati consultati in qualche modo e, ovviamente, nemmeno i fedeli laici. Se le decisioni del Concilio furono prese da tutto l’episcopato mondiale, “ispirato” dallo Spirito Santo, come risposta alle attese e alle speranze della base della Chiesa, le decisioni conservatrici attuali da chi sono ispirate e prese?

È triste costatare che solo i conservatori vengono accolti con tutti gli onori, mentre i preti e i fedeli progressisti si sbatterebbero volentieri fuori; la rimozione di don Alessandro Santoro dalla sua comunità delle Piagge di Firenze, è solo l’ultimo esempio dell’accanimento delle gerarchie cattoliche verso i progressisti.

Invece, solo in una logica di inclusività per tutti, è l’avvenire della Chiesa. La parabola evangelica del piccolo granello di senape che diventa un albero frondoso, «e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra» (Luca 1, 51-53) è il paradigma della Chiesa-altra che sempre più cattolici sognano e si impegnano a costruire. Una Chiesa inclusiva, che non emargina, non usa la pesante scure del giudizio su nessuno; una Chiesa degli esclusi e non dell’esclusione, capace di accogliere, di portare tutti nel suo seno.

E infine, visto che si accolgono nella Chiesa cattolica i preti anglicano, nonostante siano coniugati, non sarebbe ora di (ri)accogliere i tanti preti cattolici che hanno dovuto lasciare il ministero solo perché si sono sposati? Quello che vale per i preti anglicani, perché non farlo valere anche per i preti cattolici sposati?

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