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Ahi, mia Firenze…

di Enzo Mazzi – Cdb Isolotto
da l’Unità, 28 novembre 2009

Ahi, mia Firenze che calpesti il povero e ti inchini al potente e consideri questo addirittura una gesto di buon senso; che colpisci la mano importuna che si tende a volte senza gentilezza per chiedere aiuto e stringi patti con la mano inguantata che si allunga sulla città per avvolgerla con le sue brame; che gridi la tua sconfitta di fronte al montare dell’insicurezza e della paura e ti pieghi fino a diventare esemplare a livello nazionale di una politica repressiva e intollerante; che accetti di affidarti, anche tu, al collaudato meccanismo del capro espiatorio, risorsa potente dell’impotenza politica incapace di aggredire le vere cause dell’insicurezza e del disagio.

Ahi, mia Firenze pronta a colpire le comunità più fedeli al Vangelo che al Diritto canonico e quindi capaci di mettere al primo posto non il “sabato” ma i diritti degli ultimi e il loro riscatto sociale.

Ahi, mia Firenze che plaudi all’ordinanza contro gli accattoni mentre lasci che gnomi senz’anima e senza volto continuino a occupare i crocevia col commercio illegale e mafioso e si comprino Firenze riciclando danaro sporco e spesso anche insanguinato.

Forse in un momento di smarrimento d’identità collettiva e di crisi economica e sociale non sarebbe male rivisitare le esperienze singolari che hanno fatto di Firenze una “città sul monte”, esemplare per i valori di accoglienza, mitezza, solidarietà. Esperienze legate principalmente ma non solo all’amministrazione La Pira e alle realizzazioni sociali impensabili per quel tempo.

Ho collaborato con Giorgio La Pira dagli anni di San Procolo fino al momento della sua emarginazione politica ed ecclesiale. Posso testimoniare che era inorridito per le politiche emarginanti e sono certo che lo stesso orrore avrebbe espresso per l’ordinanza contro i mendicanti importuni.

E’ facile santificare La Pira. Più difficile seguire il suo esempio nel concreto. “La presenza di Giorgio La Pira è ancora viva, presente e significativa in città …un luogo che dice molto dell’arte, della storia della bellezza di Firenze, ma che è particolarmente segnato dagli atti amministrativi, oltre che dalla capacità di visione strategica, del professor Giorgio La Pira”.

Ho apprezzato questo che ha detto il sindaco Matteo Renzi nel suo saluto di apertura de “La Pira lecture 2009” nel Salone de’ Dugento in Palazzo Vecchio, il 19 scorso. Sì, è vero, la presenza di La Pira è viva in tante realtà associative di base che come lui spesso pagano prezzi alti per il loro coraggio, meno negli atti amministrativi come questa ordinanza contro gli accattoni.

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