Home LGBTQ: fede, diritti, lotta all'omofobia Parascientifica

di Rosa Salamone

Le dichiarazioni del cardinale Bertone in Cile, secondo le quali esiste una precisa relazione tra omosessuali e pedofili, (poi corretta, ma la sostanza non cambia), non sono dichiarazioni estemporanee e frutto di uno svarione come erroneamente si crede. Secondo me rispondono, invece, ad una precisa strategia comunicativa di difesa che risulta nuova solo qui in Italia, dove lo scandalo della pedofilia comincia appena a lambire le nostre cronache.

La persecuzione degli omosessuali, messa in atto dalla chiesa cattolica da diversi anni, ha volutamente creato un capro espiatorio su cui addossare le proprie colpe, evitando l’assunzione di ogni responsabilità. Volutamente perché, anche a volere credere che la chiesa sia stata mal consigliata dagli psichiatri e dai medici che frequenta, oggi, in conseguenza della linea politica adottata, si potrà dire d’avere combattuto con tutte le proprie forze la pedofilia combattendo l’omosessualità, dichiarandola intrinsecamente disordinata.

Questo, però, non esime i vertici della chiesa cattolica da un uso piuttosto ideologico della scienza. Fin dal 1973 l’OMS ha infatti depennato l’omosessualità dalla lista delle malattie e dei disturbi psichici. La chiesa cattolica ha di solito dichiarato che tale presa di posizione non è scientifica, ma è da attribuirsi ad una fantomatica lobby gay che avrebbe corrotto medici e psichiatri.

La conseguenza di questo rifiuto è stata da una parte l’uso disinvolto di terapie riparative, che nulla hanno di scientifico, il cui scopo sarebbe quello di cambiare l’orientamento sessuale delle persone. Dall’altra il rifiuto di riconoscere che gli omosessuali sono capaci di relazioni sane e mature tra adulti. E’ la natura insomma che deve adeguarsi agli schemi mentali costruiti a priori dagli uomini, secondo una linea tomistica e aristotelica. Non viceversa.

Il tentativo di conciliare questo uso ideologico della scienza con il messaggio evangelico ha portato a distinguere tra tendenze omosessuali e atti omosessuali. La chiesa cattolica invita i fedeli all’accoglienza e al rispetto degli omosessuali, ma al contempo al rifiuto dei loro atti. Ciò ha generato tragiche contraddizioni. Tali idee parascientifiche hanno portato tra gli LGBTQ alla pratica del nascondimento e delle relazioni saltuarie.

Una cosa infatti è per un omosessuale cattolico vivere una relazione duratura e stabile con il proprio partner, atto per il quale difficilmente si riceve l’assoluzione, un’altra avere ceduto alla tentazione di un atto omosessuale per un breve istante. La seconda contraddizione nefasta è spiegata bene dalla teoria del doppio legame, termine coniato dall’antropologo ed esperto di cibernetica Bateson.

Il doppio legame consiste, così come spiega Fabio Regis nel suo libro L’amore forte, nell’inviare messaggi contraddittori e antitetici ad una persona. Da una parte ti accetto e ti accolgo, dall’altra ti rifiuto. Da una parte proclamo di amarti, dall’altra ti dichiaro malato psicologicamente. L’esposizione a questo tipo di prescrizioni contraddittorie è la persona scissa, divisa e frammentata.

Nei casi di maggiore fragilità e delicatezza umana, è come se molti LGBTQ credenti cattolici, e non solo, fossero rinchiusi in un legame relazionale per nulla adulto, che non è né sano né equilibrato, perché finisce col danneggiare la loro salute fisica e mentale.

Tali legami non favoriscono affatto l’autostima personale, la crescita emotiva, l’equilibrio psicofisico come nota il sacerdote cattolico James Alison nel suo libro “ Fede oltre il risentimento”. Forse, chissà, è stato questo tentativo di scindere la tendenza omosessuale dall’atto omosessuale che ha portato vescovi e cardinali a non intervenire con durezza nei casi dei preti pedofili? E che cosa accadeva nei casi di un prete eterosessuale pedofilo, veniva giudicato meno responsabile e dunque tollerato?

Mi sembra, dunque, che oggi la chiesa cattolica debba fare ammenda non solo per i reati di pedofilia, ma anche per un uso distorto della scienza che non le ha consentito di inquadrare in alcun modo il problema della pedofilia né di ricorrere ai ripari più adeguati.

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