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L’atomo russo di papi

di Carlo Benedetti
da www.altrenotizie.org

Le credenziali dei russi ex sovietici, quanto a centrali nucleari, non sono proprio doc. C’é sempre aperta quella pagina di Cernobyl. Ma a Villa Gernetto, in Brianza, (dimora settecentesca del premier italiano) nessuno ha voluto ricordare quella tragica avventura del 26 aprile del 1986, quando esplose il reattore numero quattro della centrale nucleare sovietica di Chernobyl. E così Putin e compagni (i boss del “Gazprom” e del ministero dell’Energia Nucleare) arrivati da Berlusconi in qualità di commessi viaggiatori della nuova elite dominante, hanno messo a segno il loro obiettivo.

Berlusconi ha accolto tutte le proposte russe e ha siglato l’accordo che segna l’avvio di un progetto nucleare di conio russo, unico nel suo genere. Tutto nel segno della “profonda amicizia ed affetto” che lo lega a Putin. In pratica una intesa in famiglia per lo sviluppo della fusione nucleare con la creazione di un reattore sperimentale, denominato Ignitor, che porta alla nascita della prima partnership pubblico-privata del settore in Russia.

Il memorandum di Villa Gernetto – siglato dal Ceo dell’Enel Conti e da Boris Kovalchuk, presidente della russa Inter Rao Ues – prevede l’avvio di una cooperazione sul nucleare, in vista della costruzione di nuovi impianti e di una collaborazione su innovazione tecnica, efficienza energetica e distribuzione sia in Russia che nei Paesi dell’Est europeo. Il frutto della prima partnership pubblico-privata sul settore nucleare sarà la realizzazione della centrale nucleare di Kaliningrad, che utilizzerà la tecnologia di ultima generazione Vver 1200 e che sarà composta da due gruppi da 1170 megawatt l’uno.

L’avvio della produzione è previsto tra il 2016 e il 2018, con una quota rilevante dell’energia prodotta destinata ai mercati europei. Inter Rao Ues detterà i termini e le condizioni per la partecipazione di investitori stranieri al nuovo progetto di reattore nucleare mentre ad Enel toccherà studiare gli aspetti tecnici, economici e normativi del progetto valutando condizioni e modalità di una possibile partecipazione. Nel corso di una conferenza stampa Berlusconi ha annunciato che i lavori per la costruzione di nuove centrali nucleare “inizieranno entro la legislatura”.

Per quanto riguarda invece l’altro tema affrontato nel vertice, Putin, ricordando che nel progetto South Stream, partecipano pariteticamente Eni e Gazprom, ha spiegato che “tutto procede bene”. In Turchia “sono terminati i lavori nella zona economica speciale”, ha aggiunto il primo ministro russo. Per il gasdotto, ha continuato, “abbiamo già un progetto realizzato per posare i tubi sul fondo del Mar Nero e abbiamo già costruito il gasdotto in Turchia”. South Stream “avrebbe una tratta un po’ diversa, ma niente di particolarmente nuovo”.

Il primo ministro russo ha poi annunciato che il gruppo francese Edf “parteciperà al progetto e ha chiesto di avere una partecipazione del 20%”. Stesso discorso per la pipeline North Stream, Putin ha infatti sottolineato che “non ci sono disguidi o ritardi” e “anche se l’Italia non è azionista del progetto, partecipa con le tecnologie”. Berlusconi ha invece ricordato che la costruzione del South Stream è prevista per il primo semestre 2012.

Quindi l’annuncio che entro la legislatura verrà avviata la costruzione della prima centrale nucleare in Italia. Nel frattempo, l’Eni potrà ampliare la sua collaborazione con il colosso energetico russo Gazprom anche fuori dall’Europa, ad esempio in Africa, così come l’Enel dà vita alla prima partnership pubblico-privata con la società russa Inter Rao Ues. Il tutto in un clima in cui ciò che viene esaltato è, appunto, il grande legame Berlusconi – Putin.

Berlusconi, intanto, si affretta a spiegare che l’energia nucleare «potrà essere creata per fusione e non più per scissione», in un programma che «potrà cambiare gli scenari per la produzione di energia per le nuove generazioni». Nessuna notizia, comunque, sul luogo in cui il governo italiano intende edificare la centrale, però per il premier va avviata un’opera di «convincimento», visto che la gente è terrorizzata all’idea di vivere accanto ad un sito. Eppure, rassicura, «noi eravamo all’avanguardia, tanto che nel 1967, avevamo ben tre centrali funzionanti, ma poi sotto la spinta degli ecologisti estremi abbiamo dovuto rinunciare. Oggi – puntualizza il Cavaliere attraverso la radio di Mosca – non è possibile restare fuori da questa opportunità».

La Russia, dal canto suo, è disponibile a collaborare al progetto di ritorno al nucleare in Italia attraverso «linee di credito» o di una eventuale «cessione di combustibile», secondo quanto anticipa Putin, spiegando che nel suo Paese è stato adottato «un programma ambizioso, che prevede uno sviluppo dell’energia atomica» con l’obiettivo di farla crescere dal 15-16 per cento del totale al 25 per cento. Tutto questo per dire e ribadire che Cernobyl è preistoria.

Intanto a Mosca i maggiori media – riferendo dell’intesa Berlusconi-Putin sul nucleare – riportano anche le posizioni dell’italiana “Legambiente”. E in proposito ricordano che l’incidente, avvenuto nella centrale ucraina, causò, secondo il rapporto ufficiale redatto da agenzie dell’ONU, sessantacinque morti accertati con sicurezza e altri quattro mila presunti, per tumori e leucemie, su un arco di ottanta anni, ma che numerose associazioni stimano in una cifra di gran lunga più alta il prezzo pagato in vite umane. Il governo italiano – notano alcuni commentatori russi – si appresta ora a rilanciare l’energia atomica in Italia, affermando che le centrali di ultima generazione sono sicure”. C’è però chi alla stazione radio Eco di Mosca lancia un “Auguri!” che non sappiamo come definire…

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