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Sindone di B.Manni

di Beppe Manni, 19 maggio 2010

Pochi lo sanno. A Nonantola, a dieci chilometri da Modena, nel museo abbaziale, è esposto un prezioso reliquiario d’argento del 1679 che accoglie un pezzo della croce di Gesù di centimetri 29 per 18 per 2. Sembra il secondo per grandezza dopo il frammento nella chiesa di Santa Croce a Roma. La reliquia nonantolana è coperta di una lamina d’oro con quattro clipei, medaglioni, che rappresentano santi orientali.

La reliquia infatti proviene da Costantinopoli e arriva nell’Abbazia, almeno cento anni prima della Sindone in Italia, quando giunsero allora in occidente molte altre reliquie legate alla crocefissione di Gesù, come chiodi, spine, la lancia, la colonna della flagellazione, la scala santa, e la casa della Madonna di Loreto, portate dai crociati dopo il saccheggio di Costantinopoli nella IV crociata del 1204.

Noi modenesi amiamo la reliquia di Nonantola ma facciamo fatica a credere alla sua autenticità. Se mettessimo insieme tutti i pezzi della croce di Gesù che ci sono nelle chiese, si farebbero almeno quattro metri cubi di legno. Tra l’altro al tempo di Gesù non c’era l’abitudine di conservare ‘reliquie’ (‘resti’, in latino), specialmente di un povero e sconosciuto carpentiere giustiziato dai romani.

Non si capisce allora perché alla prima ostensione della Sindone a Torino, tremila modenesi si sono precipitati al grande spettacolo. Anche questo misterioso lenzuolo era apparso in Italia proprio nel XIII secolo e l’esame al carbonio 14, mostra che il tessuto ha meno di mille anni.

Si dice: anche se quello non è il lenzuolo del corpo di Gesù, ci ricorda la sofferenza di Cristo e di qualsiasi uomo innocente torturato.

Ora facciamo un ragionamento. Per vedere la Sindone ci vogliono tre giorni e si spendono 200 Euro. “Caro modenese in fila da tre ore per vedere per un minuto il sacro lenzuolo, ti suggerisco un’alternativa più economica e specialmente più cristiana. Quelle 80 ore che hai messo a disposizione per contemplare commosso la sindone, usale per guardare i volti dei crocefissi intorno a te.

Guarda con simpatia la faccia senza speranze dei vecchi del tuo condominio; osserva con pietà i volti distorti dei disabili del tuo quartiere. Visita con compassione le facce smagrite dei malati terminali. Vai alle mense pubbliche e prova ad osservare il disoccupato che umiliato chiede un pasto. Immagina i cento volti disperati, degli inquilini del carcere e del CPT (Centro di Permanenza Temporanea).

E poi guarda qualche volta allo specchio anche il tuo volto segnato dalle preoccupazioni e dalla sofferenza. I duecento Euro che hai risparmiato, usali per fare un regalo a un operaio disoccupato e poi va’ a venerare la croce nostrana a Nonantola e ricorda tutte le croci che gli uomini, le donne e i bambini, devono portare.

E da quella via che sei lì, visita la bella Abbazia millenaria con la sua suggestiva cripta dalle cento colonne. E poi vai a mangiare una pizza con tua moglie e i tuoi figli, lasciando a casa la televisione.

Chissà quando i cattolici italiani con i loro papi, le loro televisioni e i loro vescovi, dimenticheranno per un momento le ostensioni di sindoni miracolose, i segreti minacciosi delle madonne di Medjugorie, le truci profezie di Fatima, i misteri angoscianti di padre Pio, per cercare di fare il vero miracolo: creare posti di lavoro per i giovani e i disoccupati, e allontanare i politici corrotti. Abbiamo bisogno di ritrovare il sorriso.

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