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Antigone, carceri italiane le più affollate d’Europa

di redazione
da www.articolo21.org, 28 maggio 2010

Carceri italiane le più affollate del continente. Questa la denuncia avanzata dall’associazione Antigone, che, questa mattina, presso il carcere di Rebibbia ha presentato uno studio sull’argomento. Stando ai dati presentati, il sovraffollamento nelle carceri ha ormai raggiunto la percentuale record di 157%, contro una media europea pari al 96%.

Dati da brivido soprattutto quando vengono convertiti in termini economici: considerando che la popolazione carceraria in Italia ha ormai raggiunto quota 67.593 ( con la drammatica prospettiva di arrivare a 73.000 entro la fine dell’anno) e che ogni detenuto costa in media allo Stato italiano 157 euro al giorno, va da se, che tornando ad uno standard normale ( ovvero ai 43.000 posti disponibili) il risparmio sarebbe enorme.

La custodia cautelare in carcere, riguarda il 44% dei detenuti e il 64,2% degli stranieri, “il ricorso quasi sistematico alla carcerazione preventiva per le persone in attesa di giudizio per spaccio, come nel caso di Stefano Cucchi” e l’utilizzo di metri di giudizio diversi dell’assegnazione delle misure alternative tra stranieri e italiani, sono i motivi che portano il nostro Paese in cima a una assai poco lusinghiera classifica.

Questa la denuncia pesante di Antigone, a fronte della bocciatura netta del cosiddetto “ddl svuotacarceri”. In Italia, sottolinea il rapporto, gia’ solo scarcerando i 3.500 imputati o condannati per contravvenzione (una forma di reato minore) si avrebbe un effetto decongestionante. Rispetto al numero complessivo il 37,4% dei detenuti e’ straniero.

“Alla fine del 2005 gli stranieri in carcere erano il 33% dei 59 mila detenuti; alla fine del 2006, nonostante l’indulto che incidendo su pene brevi ha portato alla scarcerazione di molti piu’ detenuti stranieri che italiani, gli stranieri erano gia’ tornati al 34%, e da li’ in poi sono ulteriormente cresciuti”.

Da questi numeri e’ evidente , sostiene ancora Antigone, come “esista una palese discriminazione nell’uso degli strumenti cautelari” e delle misure alternative (solo il 12,5% degli affidati in prova nel 2009 erano stranieri). 2.500 persone sono dentro per aver violato la legge sull’immigrazione ma molti di piu’, 12 mila, sono transitati dai penitenziari. Infine 26.000 sarebbero i detenuti per droga. Il 27% del totale risulta essere tossicodipendente, mentre il 38% è in carcere per detenzione e spaccio.

Un aumento dei detenuti inversamente proporzionale ai reati commessi, che, come evidenziato dal rapporto pubblicato dalla comunità di Sant’Egidio, poco più di un mese fa, per il 2009 risultano in calo del 9%.

Le nuove carceri non sembrano essere la soluzione, il mondo dell’associazionismo condivide questa veduta, e sostiene con forza le misure alternative alla detenzione; anche in questo caso i dati parlano abbastanza chiaro: fra coloro che scontrano regolarmente la pena, la recidiva è pari al 66%, per quanti invece hanno usufruito di misure alternative la recidiva crolla al 5%.

Insomma “C’è più sicurezza nell’inventare alternative che puntare sul carcere” sosteneva Marazziti portavoce della Comunità di Sant’Egidio nell’aprile di quest’anno. Con nessun riscontro da parte politica.

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