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Freedom Flottilla

di Nino Lisi , (cdb San Paolo – Roma)
per la Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese, sabato 29 maggio 2010

Un breve aggiornamento schematico della situazione della Freedom Flotilla composta da nove navi che trasportano materuiali da costruzione e generi di prima necessità da consegnare alla società civile di Gaza.

L’operazione non ha solo carattere di aiuto umanitario ma ha una grande valore politico: l’affermazione che l’assedio di Gaza è illegittimo e che anche Israele deve rispettare le norme del diritto internazionale. I termini della situazione sono:

1. le navi si stanno ricongiungendo in acque internazionali per puntare versi Gaza dove non è chiaro quando arriveranno. Dipende dalle difficoltà che incontreranno. Sinora sono state molteplici ed hanno provocato un ritardo enorme sul programma. Cipro ha impedito che una ventina di deputati europei lasciassero l’isola per raggiungere la motonave turca Ottomila che incrociava al largo per imbarcarli. L’attesa è durata più o meno un giorno e mezzo. Poi i mancati passeggeri hanno lasciato che la nave partisse per recarsi al meeting point, ciò che è avvenuto oggi, a pomeriggio inoltrato. Delle altre navi non so gran che di preciso.

2. Israele ha ripetutamente affermato che non consentirà il’arrivo a Gaza della Flotilla, usando se necessario la forza e ricorrendo all’arrembaggio per dirottare le navi verso un porto israeliano. Poiché la Flotilla lascerà le acque internazionali per entrare direttamente su quelle di Gaza, su cui Israele non ha alcun potere, qualsiasi azione di contrasto si configurerebbe (configurerà) com atti di pirateria. Lungo la costa israeliana sono state montate gigantesche tende bianche per accoglire i 600passeggeri della Flotilla che vi saranno condotti a viva forza. 40 aerobus sono pronti per trasportarli negli aereoporti da dove saranno espulsi. Chi non accetterà la espulsione sarà passibile di arresto al termine del quale sarà di nuovo espulso. La procedura è stata già sperimentata in passato.

3. La popolazione di Gaza ha preparato grandi festoni per accogliere la Freedom Flotilla.

4. TG3 e Giornale Radio 3, nonché il Manifesto e l’Unità hanno dato resoconti corretti e veritieri della questione. Altri media o l’hanno ignorata o hanno dato versioni false.

5. A Parigi si è svolta sulla Senna una manifestazione di solidarietà con la Freedom Flotilla. Sono sfilati alcuni barconi con a bordo bandiere palestinesi e grandi striscioni. E’ stata bellissima. Anche a Roma c’è un fiume in parte navigabile. Si chiama Tevere.

6. Nei giorni scorsi è stata inviata per posta elettronica una lettera a tutti i parlamentari italiani con la quale li si è avvertiti delle minacce di Israele alla Freedom Flotilla sollecitandoli a prendere posizione. Altrettanto si è fatto con un fax indirizzato al sottosegretario Gianni Letta. Qualsiasi cosa accada, nessuno, né parlamentari né il governo, potrà dire di non averlo saputo.

7. Se vi sarà (ed è molto probabile) un attacco alla Freedom Flottilla bisognerà manifestare indignazione e protesta ovunque. Non sarebbe male prepararsi a farlo.

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