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“Sì” alla ricerca sulle cellule staminali embrionali

COMUNICATI STAMPA SINODO
(da: www.chiesavaldese.org)

Comunicato stampa n. 9, , 26 agosto 2010
“Sì” alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Innovativa decisione del Sinodo

Il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi dice “sì” alla ricerca sulle staminali embrionali. Approvando a stragrande maggioranza l’orientamento di fondo del documento “Cellule staminali. Aspetti scientifici e questioni etiche” – elaborato dalla Commissione bioetica della Tavola valdese – il Sinodo per la prima volta prende posizione su un tema così delicato.
La speranza del Sinodo è che “la ricerca scientifica sulle cellule staminali, anche embrionali, possa contribuire a proporre nuove possibilità terapeutiche, anche per patologie molto gravi”.

Il documento lancia un messaggio audace: “L’annuncio evangelico ci chiama al rischio dell’interpretazione del messaggio cristiano”. Pertanto il pool di teologi, giuristi, medici, scienziati e ricercatori che lo hanno stilato, si dice favorevole “alla possibilità che la ricerca si avvalga di embrioni ‘sovrannumerari’, altrimenti destinati alla distruzione”.

La Commissione bioetica nel documento giunge alla seguente conclusione: “Qualsiasi soluzione si voglia dare a una questione così annosa e controversa, a noi sembra evidente che la blastocisti non possieda alcuna caratteristica che permetta di identificala con un essere umano”. Meglio rinunciare a ogni “atteggiamento pregiudizialmente difensivo” e guardare al progresso scientifico “in una prospettiva laica, in grado di coglierne i limiti e le potenzialità emancipative”.

“Da un punto di vista dell’etica protestante le questioni attinenti alla vita dell’essere umano non sono mai soltanto di natura biologica, ma devono tener conto sempre della biografia del soggetto, nonché della sua capacità di scelta libera e responsabile”, è quanto ha spiegato nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi a Torre Pellice, la pastora Erika Tomassone, membro della Commissione bioetica.

La conferenza stampa, incentrata sui temi della bioetica, è stata l’occasione per presentare un’iniziativa portata avanti dalle chiese valdesi e metodiste di Torino, Milano, Bologna, Trieste, Napoli, quella cioè della istituzione di un registro di testamenti biologici. “Vuol essere un segnale concreto che le chiese offrono ai cittadini, a prescindere dal loro orientamento religioso o non” ha spiegato Michel Charbonnier, che a Trieste è stato promotore di tale iniziativa.

“Chi desidera depositare le sue direttive di fine vita, può farlo, presentandosi ai nostri sportelli, – ha spiegato il pastore, sottolineando come l’iniziativa abbia già riscosso molto successo presso la cittadinanza. “Seppur simbolicamente, cerchiamo di colmare un vuoto legislativo che esiste nel nostro paese, dando una risposta evangelica alla domanda sulla dignità della vita, della morte e una testimonianza di laicità”, ha concluso. (Per informazioni: www.milanovaldese.org)

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