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Non possiamo più tacere!

Noi Siamo Chiesa
Gruppo romano

Come cristiani adulti, appartenenti al gruppo romano del movimento internazionale “Noi Siamo Chiesa” non possiamo più tacere sullo scandalo che stanno vivendo nei quartieri della nostra città molte famiglie, dove il volto solidale della chiesa che è in Roma viene nascosto dietro l’obiettivo di massimizzare i profitti derivanti dell’immenso patrimonio immobiliare di enti religiosi e dello stesso Vaticano (IOR, APSA, Propaganda Fide, solo per citarne i maggiori).

È in corso in modo frazionato, ma progressivo un’azione di sfratti a larga scala che spesso colpisce persone in stato di bisogno, oppure famiglie in difficoltà, invogliate negli scorsi anni a investire in opere di ristrutturazione sotto la promessa di rinnovi contrattuali periodici.

Non possiamo più tacere e non denunciare che detto provvedimento viene adottato prescincendo da qualsiasi accertamento sull’effettivo stato di bisogno, sulla reale possibilità delle famiglie sfrattate di fare fronte ai maggiori oneri, senza avere tentato di concordare con esse soluzioni alternative con spirito di solidarietà umana e cristiana troppo spesso citata, ma di fatto ignorata.

Al riguardo chiediamo con forza alla Chiesa che è in Roma di far proprie le parole e i valori dell’’Enciclica “Sollecitudo rei socialis”del 1997 e l’Angelus pronunciato da Giovanni Paolo II il 16 giugno 1998, nonché il richiamo di numerosi esponenti del Magistero ecclesiale che s’ispirano al messaggio evangelico.

Invece gli amministratori degli Enti proprietari, pur di evitare reazioni clamorose tramite i mezzi di informazione (vedi Report ed Exit di Maggio 2010) proseguono nella loro opera non evangelica di sfratti e di massimizzazione dei profitti, in modo totalmente silenzioso.

Il gruppo romano di Noi Siamo Chiesa ha interessato più volte, durante lo scorso anno, il Card. Vallini, vicario di Roma, chiedendo un incontro per porre almeno un rinvio a questa azione speculativa e seppur di sfuggita il cardinal Vallini ci aveva assicurato un suo interessamento e di essere intervenuto in merito, affermando che l’APSA e gli altri enti ecclesiastici non starebbero agendo azioni di sfratto. Questo purtroppo non risponde ai fatti di questi giorni.

Chiediamo con forza, come credenti, di porre fine a queste azioni e che nelle prossimi occasioni di incontri e riunioni a livello diocesano si ponga al centro della discussione il tema della solidarietà con la nostra città, che è il nostro territorio che ci è stato affidato, non ultimo il problema degli sfratti.

Non possiamo più come cristiani impegnati sul territorio nasconderci e peccare di omissione e di silenzio come in occasione dell’ultimo convegno diocesano del 16 giugno 2010 su “Celebrazione dell’Eucaristia domenicale e la testimonianza della carità”, dove non una parola è stata pronunciata sul dramma dei fratelli e delle sorelle sotto sfratto.

Tale iniziativa del nostro movimento intende, infatti, evitare che la Chiesa rimanga lontana dalle sofferenze del mondo, dalle sofferenze delle donne e degli uomini, dalle sofferenze che nascono dalla negazione del diritto ad una casa di molte, troppe, famiglie oggi sfrattate, le stesse famiglie oggetto costante di molti documenti del Magistero che rimangono, purtroppo, solo soggetti di attenzione e di diritti nei testi vaticani,e non nella prassi delle diocesi o degli enti ecclesiastici.
Chiediamo quindi con forza alla Chiesa di Roma di assolvere a quel ruolo essenziale di testimonianza della carità, ove “la chiesa si fa serva degli uomini ed ove la persona nella sua individualità, non è un numero, non è un anello di una catena né un ingranaggio di un sistema” (Esortazione Apostolica sinodale di Giovanni Paolo II – Christi fideles laici, nn. 36 e 37). Altrimenti la chiesa istituzione risulterà arricchita finanziariamente, ma gravemente pregiudicata nella sua missione di luce del mondo!
Non possiamo servire Dio e mammona

Roma, 15 gennaio 2011

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