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Christian De Vito, Mondo operaio e cristianesimo di base. L’esperienza dell’Isolotto, EDIESSE Comunità dell’Isolotto-CEP

prefazione di Enzo Mazzi
postfazioni di Domenico Maselli e Alessio Gramolati


Indice

Prefazione di Enzo Mazzi 9

Introduzione 29

Capitolo primo
Parrocchia, comunità missionaria (1954-1962) 31
Progetti comunitari nella «città satellite» 31
Spinte dal basso 41
La parrocchia dell’Isolotto e i «lontani» 48

Capitolo secondo
Il «Popolo di Dio» dell’Isolotto (1962-1968) 59
L’Isolotto e il Concilio 59
«I poveri non bussano più alla porta del ricco» 67
«La Chiesa che rifiuta di farsi povera» 73
Capitolo terzo
Una comunità in cammino (1969-1972) 81
Dall’Isolotto al mondo 81
Storie d’Italia 88
L’Isolotto e l’Autunno caldo 98

Capitolo quarto
Egemonia operaia (1973-1982) 107
Movimenti di base nei primi anni Settanta 107
«Una nuova nascita della Comunità» 114
Cristianesimo e lotta di classe 119

Capitolo quinto
La Comunità e il «vuoto» (1983-2010) 129
Riflusso e nuove sensibilità 129
Il rapporto con i «nuovi movimenti sociali» 139
Una comunità in ricerca 147

Bibliografia 151
Elenco delle interviste 158
Risposte scritte a questionari elaborati
per la presente ricerca 158

Postfazione
di Domenico Maselli 159

Postfazione
di Alessio Gramolati 171

4a copertina

La ricerca di Christian De Vito, compiuta attingendo a un notevole patrimonio umano e documentario di memoria, analizza il rapporto fra Comunità dell’Isolotto e mondo operaio come momento emblematico del cambiamento di paradigma relativo al rapporto fra mondo operaio e mondo cattolico: dall’estraneità aspramente contrappositiva alla reciproca positiva contaminazione.
In quello storico cambiamento di paradigma essa individua lo snodo fondamentale per la definizione dell’identità della Parrocchia/Comunità dell’Isolotto nell’intero periodo dal 1954 al 2010. Scorrono così in successione nelle pagine del libro i molteplici significati assunti dall’esperienza di comunità: quella missionaria ed ecumenica degli anni Cinquanta, alla quale succedono prima la «Chiesa dei poveri», del periodo conciliare e del Sessantotto, e via via la comunità quartiere degli anni 1969-72, la comunità di base degli anni successivi, fino alla comunità in ricerca di fronte alle trasformazioni indotte dalla globalizzazione e al rapporto con i nuovi movimenti sociali dei giorni nostri.
La ricerca di De Vito analizza l’esperienza specifica dell’Isolotto, ma supera intenzionalmente la frattura tra storia religiosa e storia sociale, traendo ispirazione e confrontandosi idealmente con una tradizione di studi a livello internazionale che hanno indagato la questione del rapporto tra la storia delle classi subalterne e la religiosità popolare.

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