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Basta guerre “umanitarie”

1) No all’intervento militare contro uno stato sovrano

Dopo il voto,  inaccettabile, del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che ha  autorizzato, insieme alla no-fly  zone, il ricorso a “tutte  le misure necessarie” (di fatto il via libera  ai bombardamenti), si moltiplicano le notizie di un imminente intervento  militare anglo-francese (con una misera foglia di fico araba) sulla Libia.

Noi,  che siamo cittadini di un paese che porta grandi responsabilità per la  situazione che storicamente si è creata in quel paese, ci dichiariamo  disponibili a sostenere ogni azione legittima che contribuisca a fermare lo spargimento di sangue e a trovare una soluzione politica alla crisi, mentre dichiariamo la nostra ferma contrarietà a ogni azione bellica condotta dall’esterno contro un paese sovrano.

Quale che sia il regime, quale l’ordinamento che lo regge, la Libia resta un paese sovrano. Un paese diviso, in  preda a una guerra civile assai grave, che ha già prodotto migliaia di vittime, ma non vi sono tribunali esterni, tanto meno armati, che potranno sciogliere legittimamente i nodi che vi si sono aggrovigliati. Non c’è alcuna legittimità in questa impresa, se verrà tentata.

L’obiettivo è consegnare la Libia a un partner affidabile in qualità di fornitore di materie prime energetiche. Sappiamo già che la no-fly zone sarà presa come pretesto per bombardamenti, come al solito “chirurgici”, di cui altri morti, militari e civili, saranno il prezzo che il popolo libico dovrà pagare.

Ironia della sorte, toccherà di nuovo a Francia e Inghilterra il ruolo infausto che assunsero nella lontana crisi di Suez. Allora agirono apertamente nel loro interesse. Oggi fingono di farlo per ”ragioni umanitarie”.

La Libia vive giorni drammatici. Sia le forze popolari, che l’apparato di potere, appaiono divisi lungo linee geografiche e tribali in battaglia fra loro. Il rischio è che i paesi occidentali strumentalizzino questo contesto, già di per se foriero di lutti e sofferenze, per giustificare l’ennesimo intervento militare. L’ Iraq e l’ Afghanistan mostrano ogni giorno, in modo inequivocabile, come i cosiddetti “interventi umanitari” siano in realtà tappe di un progetto strategico finalizzato al controllo delle risorse (soprattutto energetiche).

Si tratta di vere e proprie guerre sanguinose, che il nostro Paese combatte in violazione della Costituzione e della volontà popolare, e che hanno portato ulteriori sofferenze a popolazioni già provate. Non facciamoci coinvolgere in un altro intervento militare. Non partecipiamo all’ennesima guerra illegale, e dalle conseguenze irreparabili.

Marino Badiale
Maria Bonafede
Gennaro Carotenuto
Angelo Del Boca
Tommaso Di Francesco
Giulietto Chiesa
Massimo Fini
Maurizio Pallante
Fernando Rossi
Alex Zanotelli
Monnia Benini
Rete Provinciale Torinese dei Movimenti e Liste di Cittadinanza

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2) Basta guerre, basta lutti, basta distruzioni, no alla follia di tutte le guerre

Redazione www.ildialogo.org

Mobilitiamoci contro la guerra. Scendiamo nelle piazze a chiedere la cessazione della guerra contro la Libia ed il ritiro immediato di tutti i soldati italiani impegnati in fronti di guerra a cominciare dall’Afghanista. Impediamo che basi militari poste sul nostro territorio possano servire da luoghi di atterraggio e partenza di azioni militari contro la Libia.

Non esistono le guerre umanitarie. Le bombe ammazzano e distruggono. I missili cruise non sono pillole ma oggetti di morte e fanno strage quando esplodono.

Che l’Italia rispetti la sua Costituzione che all’art. 11 sancisce inequivocabilmente il ripudio della guerra per la risoluzione delle controversie internazionali.

Vergogna Vergogna Vergogna

per tutti coloro che stanno violando la legalità costituzionale e che con il loro voto in Parlamento lo hanno consentito.

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