Home Politica e Società Profughi, la Regione Lazio non chiude la porta: “Accoglieremo subito 500 minori”

Profughi, la Regione Lazio non chiude la porta: “Accoglieremo subito 500 minori”

Giovanna Vitale
http://roma.repubblica.it/cronaca 31 marzo 2011

La Polverini: “Il Lazio garantirà l’accoglienza ai bambini non accompagnati”. Ma pone condizioni: “Nessuna accoglienza fino alla beatificazione di Wojtyla: la protezione civile è troppo impegnata nella preparazione dell’evento”

Ha posto delle condizioni, Renata Polverini. Alla Conferenza delle Regioni e poi al vertice di Palazzo Chigi, la governatrice del Lazio ha detto a chiaro e tondo che «fino al primo maggio, giorno della beatificazione di Giovanni Paolo II, noi non siamo in condizione di farci carico dei profughi perché abbiamo la Protezione civile totalmente impegnata nella gestione dell´evento, che prevede anche l´allestimento di alcune tendopoli dove accogliere i papa-boys». Un´indicazione condivisa dai colleghi «che porterà ad abbassare la quota di mille migranti per milione di abitanti prevista dal ministro Maroni».

Non ha chiuso la porta, Polverini, tutt´altro. «Il Lazio garantirà l´accoglienza ai bambini non accompagnati», rivela al termine della riunione l´assessore regionale Aldo Forte. «Pur parlando al momento di soli 500 minori, si tratta di un numero destinato a salire. E, soprattutto, di un problema molto delicato, sia sotto l´aspetto umano che economico», aggiunge il responsabile delle Politiche sociali. «L´assistenza dei minori è infatti più costosa di quella degli adulti e più duratura, poiché parliamo di soggetti che non possono essere espulsi ma vanno assistiti per un tempo più lungo. Per queste ragioni il governo ha accolto la nostra richiesta di finanziare la loro accoglienza nel bilancio pluriennale. Così eviteremo che, superata l´emergenza di questi giorni, il pagamento delle case famiglia provochi il dissesto finanziario dei Comuni che ospiteranno i minori». Tra i quali ci sarà «pure Roma», sottolinea la governatrice: «I bambini andranno laddove ci sono le strutture che possono ospitarli».

Un modo, anche, per prendere tempo, in attesa che passi la buriana, l´ondata migratoria si attenui e i 50mila profughi stimati in arrivo vengano magari dirottati altrove. Preoccupata, la Polverini, per le ricadute sul territorio: «È necessario che venga chiarito una volta per tutte chi fa cosa», ha sollecitato gli altri governatori nel corso del vertice. «C´è troppa confusione, ognuno di muove per conto suo, i prefetti ordinano la ricognizione dei siti disponibili, la Protezione civile effettua sopralluoghi e i cittadini si allarmano. È necessario un tavolo nazionale: il governo deve coordinare le Regioni e i Comuni nella scelta delle strutture di accoglienza». Tanto più che «sulle quote non c´è ancora nulla di deciso».

L´unica cosa certa è che, fra le migliaia di migranti già sbarcati in Italia o in procinto di farlo, «moltissimi sono clandestini», ha puntualizzato il ministro Maroni, spiegando che verranno tutti trasferiti nei Cie, i centri di identificazione ed espulsione già attivi. Ponte Galeria compreso. «Una questione talmente drammatica ed epocale che sarebbe bene discuterne in consiglio regionale», ha subito chiesto l´esponente dell´Idv Giulia Rodano.

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