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La svolta scomoda di Strauss-Kahn

Enrico Piovesana
www.peacereporter.net

Lo scandalo sessuale che ha travolto il direttore del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, fa tirare un gran sospiro di sollievo a molte persone potenti: non solo al presidente francese Nicolas Sarkozy, che si è liberato del suo più pericoloso sfidante alle prossime elezioni, ma anche al gran capitale occidentale, banche e multinazionali, che vedono tramontare la svolta ‘a sinistra’ dell’Fmi che Strauss-Kahn aveva appena annunciato.

Nelle ultime settimane, forse anche con un occhio al suo impegno elettorale in patria, l’economista parigino aveva più volte ribadito la necessità storica di trasformare il Fondo monetario internazionale da cinico strumento delle élite capitaliste occidentali a istituzione promotrice dell’uguaglianza e dell’occupazione.

Solo pochi giorni fa il famoso economista americano Joseph Stiglitz, noto critico degli eccessi del liberismo selvaggio, scriveva che ”un nuovo Fmi è pian piano emerso sotto la guida di Dominique Strauss-Kahn”, con un ”notevole sforzo di distanziarsi dalle vecchie idee sui mercati del capitale e del lavoro”. Stiglitz cita le parole con cui Strauss-Kahn ha concluso un suo recente intervento pubblico: ”Occupazione e uguaglianza sono i pilastri della prosperità economica e della stabilità politica, e devono costituire il cuore della nostra agenda politica”.

Quale fosse, nello specifico, la svolta auspicata da Strauss-Kahn lo spiegava il mese scorso il Washigton Post. In un articolo dal titolo inequivocabile, ‘Il capo dell’Fmi per un maggior ruolo dello Stato in economia’, si legge che ”per Strauss-Kahn deve essere estesa la regolamentazione statale dei mercati, le politiche globali devono promuovere una più equa distribuzione dei redditi e le banche centrali devono fare di più per contrastare l’eccessiva espansione dei prestiti e dei prezzi”.

”La scorsa settimana – continua il Post – Strauss-Kahn ha dichiarato: ‘Il pendolo oscilla dal mercato verso lo Stato; la globalizzazione ha portato molto, ma ha anche mostrato un lato oscuro, un crescente abisso tra ricchi e poveri: abbiamo bisogno di una nuova forma di globalizzazione se vogliamo evitare che la mano invisibile di mercati poco regolati diventi un pugno invisibile. Ci vorrà molto tempo per riparare i danni causati dalla mancanza di supervisione del mercato: l’intera sfera pubblica deve fare di più”.

”Possiamo solo sperare che governi e mercati tengano conto delle parole di Strauss-Kahn”, concludeva Stiglitz. La sua speranza è svanita in una camera d’albergo di New York.

Come futuro direttore dell’Fmi circola con insistenza il nome di un campione del liberismo: il britannico ‘principe delle tenebre’ Peter Mandelson, ex spin dottor di Tony Blair, commissario europeo al Commercio fino al 2008, ministro del Business di Gordon Brown fino allo scorso anno e, ovviamente, membro del Gruppo Bilderberg.

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Gentile Strauss-Kahn, dia retta a noi…

Marco Travaglio
www.ilfattoquotidiano.it

Gentile Strauss-Kahn, dia retta a noi: lasci perdere la Francia, che non La merita, e si trasferisca in Italia. Solo qui Lei ha ancora un grande futuro politico. Troverà diversi partiti disposti a candidarla nonostante l’arresto e il processo per stupro e sequestro di persona, anzi proprio per quelli. E troverà soprattutto i neologismi giusti per trasformarsi da sospettato di un delitto orrendo in perseguitato politico.

Il Corriere della Sera stigmatizzerà il riesplodere dello “scontro fra giustizia e politica”. Ostellino scriverà che la cameriera non s’è resa conto di essere seduta sulla propria fortuna e di poterla proficuamente utilizzare per diventare segretaria al Fondo monetario. Gigi Battista insisterà sull’esigenza di abbassare i toni e non demonizzare gli stupratori. Galli della Loggia e Panebianco denunceranno gli agenti rossi annidati nella Polizia di Manhattan.

L’ambasciatore Romano ammonirà contro la “gogna mediatica” dalle tv giustizialiste aizzate dal partito delle procure, con immonde riprese di un uomo in manette fra due nerboruti poliziotti. Cicchitto strillerà contro l’ennesimo caso di “uso politico della giustizia” contro un socialista. Quagliariello evidenzierà l’ulteriore scandalo della “giustizia a orologeria” contro il prossimo candidato all’Eliseo.

Stracquadanio tuonerà contro le “manette facili”, scattate addirittura sulla scaletta di un aereo, come se il destinatario avesse mai pensato di darsi alla fuga. La Santanchè porterà le foto di una bandiera di Hamas affissa nella cameretta della cameriera (si scoprirà poi che era un poster di George Clooney) e ricorderà che Stalin, Pol Pot, Mao Tse-tung e Fidel Castro han fatto ben di peggio.

Il Pd non dirà nulla, se non che occorre evitare facili strumentalizzazioni di una vicenda privata, non va mai dimenticata la presunzione di innocenza e dando dello stupratore a Strauss-Kahn si rischia di fare il suo gioco. Il Garante ammonirà la stampa a non violare la privacy con particolari anatomici sull’arma del delitto. L’Agcom raccomanderà ai talk-show di attenersi alla più scrupolosa par condicio fra avversari e sostenitori dello stupro.

Giuliano Ferrara chiederà l’arresto della cameriera per aver provocato il pover’uomo; poi inviterà Strauss-Kahn a candidarsi lo stesso all’Eliseo, cosicché anche la Francia riaffermi il “primato della politica” e sia governata da un vecchio porco; infine organizzerà un convegno in un teatro milanese su un palco ornato da falli di gomma appesi, sul tema: “Basta puritanesimo! Dai, su, chi non ha mai stuprato almeno una cameriera?”.

Il Tg1 e Porta a Porta organizzeranno una serie di speciali sulla misteriosa morte di una foca monaca alle isole Hawaii. Sallusti spiegherà che anche Kennedy era solito stuprare le cameriere e comunque il direttore del Fondo monetario ha avuto un bello stomaco a far sesso con una negra, che tra l’altro ha pure goduto. Feltri sosterrà che, da che mondo è mondo, l’uomo è cacciatore e, se gli piace una negra, mica può tagliarsi il pisello.

L’on. avv. Ghedini avvertirà: “Si fa presto a dire stupratore: ammesso e non concesso, Strauss-Kahn può essere definito al massimo un utilizzatore finale di cameriere”. Poi chiederà la rimessione del processo al tribunale di Malibu. Il ministro Alfano invierà gli ispettori nel posto di polizia di Harlem dove trattano gli stupratori come delinquenti, poi si farà promotore di un lodo per depenalizzare lo stupro e il sequestro di persona.

L’on. avv. Paniz presenterà un ddl sulla “prescrizione brevissima”, essendo scandaloso che i reati sessuali non si prescrivano nello stesso istante in cui vengono commessi; poi farà votare una mozione per sostenere che Strauss-Kahn ha stuprato nell’esercizio delle sue alte funzioni istituzionali, ergo ricade sotto il Tribunale dei ministri, previa autorizzazione del Parlamento che non la darà mai.

Belpietro domanderà corrucciato: “Che ci faceva la cameriera appoggiata al pisello di Strauss-Kahn? Chi l’ha mandata e perché?”. Alla fine dirà la sua anche B.: “Embè? Io lo faccio sempre, dov’è il problema?”.

Enrico Piovesan

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