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Fare rete, rompere il silenzio. Superare il disagio

Centro “Viandanti”

La nostra iniziativa nasce da un ascolto attento e articolato di quanto sta accadendo nella Chiesa, tra il Popolo di Dio. Molti sono i motivi di crescente disagio: chi ritiene sia in atto un ridimensionamento del Vaticano II; chi vede la Chiesa ripiegarsi su se stessa e perdere un rapporto fecondo con la società; chi dice che gli spazi di libertà, di dibattito e di ricerca si stanno restringendo e ritiene stia tornando la paura a prendere posizione; chi sente che non sembrano più esservi testimoni, punti di riferimento significativi; chi vede l’abbandono della “medicina della misericordia” a favore della Legge; chi osserva che vi è un continuo sostituirsi della gerarchia ai laici nel compito precipuo di animare e governare la città e il bene comune; chi valuta persino che la crisi investa la fede e non sia più centrale l’annuncio del Vangelo e del Regno. Queste diverse analisi esprimono una percezione molto diffusa dell’attuale stagione ecclesiale, anche se non colgono tutta intera la realtà della Chiesa. Nella Chiesa vi sono, ai vari livelli, anche tante luci.

2. Fare rete per rompere il silenzio.

Tra il Popolo di Dio esistono molte iniziative, molti gruppi che svolgono con carattere di stabilità attività di animazione biblica e spirituale, di cultura teologica o di animazione ecclesiale e che sono sensibili ad una visione ecclesiologica partecipativa, potremmo dire sinodale. Si tratta di realtà – più o meno strutturate, più o meno grandi – che vivono e operano a livello di base, di popolo, che in molti casi intercettano quella porzione del Popolo di Dio che non partecipa per motivi diversi alla vita delle associazioni o dei movimenti riconosciuti, delle parrocchie. Una realtà frammentata, con tante presenze vive, vivaci e puntiformi. Molti fanno cose anche di valore, ma tutti sono isolati e il loro agire di solito non supera il livello territoriale, non fa opinione nella realtà più ampia della Chiesa italiana.
In particolare riteniamo che un collegamento in rete possa:
a) favorire l’incoraggiamento reciproco e creare le condizioni per un salto di qualità nell’impegno per il cambiamento;
b) dare visibilità al fatto che nella massa esiste un lievito che tiene viva la speranza per una Chiesa diversa;
c) essere uno dei mezzi per far crescere un laicato adulto che sa di poter essere Chiesa sulla base del battesimo.

3. Un metodo per fare rete.

Riteniamo necessario, essendoci assunti la responsabilità di fare la proposta, indicare in modo sintetico anche una modalità, un metodo da seguire per costruire la Rete.
a) Rispetto delle identità. L’irriducibile diversità delle varie realtà è un valore da conservare e valorizzare. Ogni gruppo ha una sua identità e specificità che trae linfa e creatività dal territorio nel quale opera, una sorta di genius loci che difficilmente può essere omologato in aggregazioni unitarie sovra ordinate.
b) Messa in comune delle proprie storie. I Gruppi ai quali ci si rivolge, a differenza delle articolazioni territoriali delle Associazioni o dei Movimenti, non hanno storie comuni cioè vissute insieme e costruite attraverso i vari incontri formativi e di democrazia interna che le realtà strutturate solitamente organizzano. Riteniamo perciò importante vi siano uno o più momenti iniziali che servano per riconoscere e condividere i propri percorsi, per trovare i punti di contatto e le possibilità di iniziative comuni.
c) Collegamento “leggero”. La Rete per sua natura è strumento di collegamento agile senza formalizzazioni. Volendo creare una realtà che possa essere opinione pubblica significativa nella Chiesa italiana, la modalità che più può rispondere al nostro scopo ci sembra sia lo strumento federativo.

4. All’interno di un processo più ampio

A. L’iniziativa della Rete si colloca all’interno di un progetto per un Centro di iniziativa laicale che si chiama “Viandanti”.
L’impegno di futuro di cui vorremmo farci carico è:
• di creare uno spazio d’incontro, di dialogo e di elaborazione, nel quale vi si possano incontrare – senza censure preventive, nella libertà e nell’autonomia -, credenti di vari orientamenti, credenti e non credenti, esponenti di vari orientamenti culturali e politici;
• di mantenere viva una visione plurale, nell’oggi come nella prospettiva storica, della realtà e della vita della Chiesa nei vari ambiti (liturgico, teologico, esegetico, ecclesiologico, del diritto, della tradizione e del magistero ordinario);
• di affrontare a tutto campo, con un lavoro costante nel tempo aperto alla più ampia possibilità di collaborazione con altre realtà, le questioni nodali nella vita della Chiesa e nel rapporto Chiesa-Mondo.
Gli strumenti ai quali pensiamo e che stiamo progettando per dare concretezza agli obiettivi sono:
1) la Rete, che è oggetto di questa proposta;
2) la realizzazione di un sito web che pensiamo come: (a) portale per la Rete che si vuole costruire; (b) strumento di espressione dell’opinione pubblica nella Chiesa; (c) filtro e rilancio di quanto di significativo c’è in rete su laicato/laicità, vita/riforma della Chiesa, impegno per trasformare e “animare le realtà che costituiscono l’ordine temporale”;
3) la realizzazione di una scuola di formazione. La dizione “scuola di formazione” è un po’ impropria in quanto le iniziative non avrebbero la struttura ad ordinamento proprio di una scuola. Con “scuola di formazione” si deve intendere che le iniziative (seminari/convegni/corsi): (a) avranno un carattere di organicità (b) non saranno sporadiche, ma si svilupperanno nel tempo; (c) prevederanno momenti di scambio e di incontro che favoriscano la circolarità delle idee e il crearsi una “comunità di idee” in senso lato. In tutti i casi possibili le iniziative si programmeranno, a geometria variabile, in parternship con i soggetti della Rete;
4) un’attività editoriale che si porrà come scopo: supportare la formazione, l’impegno e la cultura di un laico adulto; creare un’opinione pubblica nella Chiesa; creare una visione plurale della realtà e della vita della Chiesa; di dare dignità pubblicistica e diffusione nazionale ai materiali significativi prodotti dai gruppi della Rete e dalle diverse realtà locali vivaci e profetiche.

B. Diverse sono le considerazioni che ci hanno spinto a dare vita ad un Centro espressione di (e per) un laicato cristiano adulto che sappia operare in modo responsabile ed autonomo sui temi ecclesiali e sociali.
Innanzi tutto l’esigenza di dare piena realizzazione a quanto il Concilio ecumenico Vaticano II dice dei laici nella Costituzione dogmatica sulla Chiesa “Lumen Gentium” (capitolo IV), nel Decreto “Apostolicam Actuositatem” e nella Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo “Gaudium et Spes”.
In secondo luogo, ci sollecitano alcune constatazioni:
a) Il laicato nella Chiesa continua a rimanere un soggetto debole sia nella capacità di proposta sia nello svolgimento dei vari ruoli che potrebbe/dovrebbe avere nella vita della Chiesa.
b) I laici, pur essendo la grande porzione del Popolo di Dio e nonostante dal Vaticano II ad oggi si sia riproposta periodicamente l’importanza del loro ruolo, restano in una situazione di sostanziale marginalità.
c) La necessità che emergano adeguate forme di spiritualità evangelica da vivere nella quotidianità. Dall’inizio del ‘900 al Concilio Vaticano II si è pensato ad una spiritualità del laicato sostanzialmente ricalcata su quella dei religiosi. Oggi si avverte sempre più l’esigenza di una chiara e forte spiritualità da proporre al cristiano medio che vive nella ferialità.
d) L’attività pastorale (metodi e contenuti) richiede sempre più di affrontare le questioni legate ai temi degli ambienti che si collocano al margine della vita ecclesiale (donne, divorziati, presbiteri sposati, non credenti, agnostici, gay, emarginati in genere). In questi ambiti, come in quelli ordinari, il laicato può svolgere un ruolo peculiare significativo.
e) La necessità di un laicato che sia capace di contributi qualificati e di libertà di parola (l’evangelica parresia) nelle comunità ecclesiali e nel rapporto con la gerarchia, per superare una situazione di “afonia” che priva la Chiesa della ricchezza del contributo di una sua importante componente.

Franco Ferrari (direttore di Missione Oggi – saveriani), don Silvio Turazzi, Beati i costruttori di Pace

Viandanti
Via Giuditta Sidoli, 94 – 43123 Parma
Cell. 340.0828488 – E-mail: viandanti.prs@gmail.com