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Ricordiamo con affetto Carlo Ottino

Cesare Pianciola
Laicità News (www.arpnet.it/laisc), giugno 2011

CARLO OTTINO
(Torino, 25/8/1929 – 25/4/2011)

L’abbiamo salutato per l’ultima volta al Tempio crematorio, accompagnati dal canto “Addio Lugano bella”, come lui aveva voluto.

Con Carlo Ottino scompare una importante figura della cultura laica della sinistra torinese. È stato innanzitutto uomo di scuola, docente di lettere nelle medie inferiori e poi di storia e filosofia nella secondaria superiore, intensamente impegnato nella FNISM-Federazione Nazionale Insegnanti (nella quale ha avuto anche incarichi direttivi). È stato un attivista per i diritti umani in Amnesty International e nell’Opera Nomadi. Ha svolto attività politica successivamente nel Partito Comunista Italiano, nel Partito Socialista Italiano e nel Partito della Rifondazione Comunista; ultimamente aveva aderito a Sinistra Critica.

Il 15 febbraio 1983 fu tra i fondatori del Comitato Torinese per la Laicità della Scuola, del quale è stato presidente dal 1985 al 1996 (con l’intervallo nel 1992 della presidenza di Pier Valdo Comba); dal 1988 è stato ininterrottamente direttore del trimestrale del Comitato «Laicità», su cui ha scritto numerosi editoriali, articoli, recensioni. La scommessa di Carlo Ottino e del Comitato è stata di tenere insieme istanze e motivazioni diverse (religiose e irreligiose) sul comune terreno della laicità dello Stato e della scuola. La laicità era per lui soprattutto un metodo e una condotta di vita.

Nella introduzione al volume Nuove interviste sulla laicità (2003-2008) ha scritto che la laicità è «in definitiva, per chi tende a praticarla, un modo di vivere, una regola di atteggiamento e di comportamento, attenta all’individuo senza individualismi, propensa alla relatività senza relativismi, fautrice di moralità senza moralismi. Una regola tesa a conoscere il passato, a vivere il presente, a comprendere nella storicità anche l’utopia: a guardare dunque, senza dirottamenti metafisici o confessionali, pure nelle piccole e grandi cose della quotidianità problematica, verso il futuro».

In linea con le sue posizioni fermamente laiche, è stato tra i promotori nel 2005 della Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni e poi del Centro di Documentazione, Ricerca e Studi sulla Cultura Laica “Piero Calamandrei” – Onlus, organizzazioni alle quali ha dato un apporto prezioso.

I valori di eguaglianza e libertà dell’antifascismo, della Resistenza e della Costituzione repubblicana, l’opposizione intransigente ad ogni forma di discriminazione, sono stati i principi cui si è richiamato in ogni occasione. La sua scomparsa lascia in chi l’ha conosciuto un grande rimpianto ma anche l’eredità di semi fecondi di laicità, di democrazia e di giustizia sociale.