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La casa dei funerali

Beppe Manni
Cdb Villaggio Artigiano – Modena

Il funerale nella nostra tradizione, aveva una sua ritualità religiosa ben collaudata. La salma veniva visitata nella propria casa dagli amici, si consolavano i parenti, si offriva un bicchierino. Poi il corteo accompagnava il defunto alla chiesa, con recita di rosari, messa, candele, incenso aspersione dell’acqua santa e benedizioni. Infine accompagnati dal suono delle campane, si andava al cimitero.

La società è cambiata. Si muore all’ospedale, la veglia funebre si fa nello squallido obitorio della clinica. Le campane non si sentono più. Ancora: a Modena il 15% fa riferimento ad altre religioni e in molti non si riconoscono in alcuna fede. I funerali civili negli anni 50 erano una dichiarazione di guerra al parroco.

Partivano dalla Casa del Popolo e accompagnati dalla banda e dalle bandiere rosse sfilavano “ostentatamente” per le vie del paese. Quasi a dimostrare la propria libertà di coscienza. “Va al cimitero come un cane” dicevano i bigotti facendosi il segno della croce.

Oggi le diversità sono accettate, ma per chi non fa il funerale religioso, non c’è una “liturgia” e una ritualità civile sostitutiva. Si è cancellato il vecchio ma non è ancora nato il nuovo. Il comune giustamente, offre al cimitero la Sala del Commiato, dove i parenti e gli amici possono soffermarsi prima della tumulazione della salma per il saluto-commiato definitivo.La “Funeral Home” la Casa dei funerali, costruita a Fossalta, vuole colmare questo spazio vuoto.

Ma la soluzione adottata lascia qualche perplessità. La grandiosità tutta americana della struttura, sa molto di business intorno al morto. Sappiamo tutti quanto siano salati i costi che le imprese pompe funebri praticano alle famiglie già colpite dai lutti; e che proprio una agenzia di onoranze funebri allestisca un luogo del genere ci lascia perplessi. Noi non siamo a New York.

Altri momenti “laici” hanno acquisito ormai una loro tradizione rituale: la nascita del bambino con presentazione ai parenti e pranzo; il matrimonio civile con musica, discorso del sindaco, interventi dei presenti e rinfresco. Il funerale laico potrebbe essere così: ogni paese e ogni città dovrebbe avere una struttura, gestita dal comune, nella quale accogliere il corteo del funerale, possibilmente non al cimitero.

Con un arredamento sobrio e significativo accoglie; con musica e fiori. Davanti alla foto del defunto, una persona preparata fa una breve biografia del morto, lasciando la possibilità di esprimere ai presenti riflessioni e ricordi.

Poi si recita qualche poesia o brano significativo, si fa un canto. Oppure qualche preghiera perché in verità, un luogo così sarà usato anche da chi vuole autogestire un funerale religioso cristiano o di altre religioni.

Senza per questo contraddire alle norme che il vescovo di Modena che proprio in questi giorni ha pubblicato su Nostro tempo in cui si dettano le norme per i funerali religiosi da celebrare nelle “chiese parrocchiali”.

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