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Chiesa e politica in Italia

Marcello Vigli
www.italialaica.it, 12 agosto

Quando è il cardinale Segretario di stato Tarcisio Bertone, pur se attraverso un suo delegato, a chiamare a raccolta i cattolici “organizzati” perché riflettano sul loro ruolo nella vita politica italiana nelle attuali circostanze, il problema della presenza dei cattolici in politica si arricchisce di un nuovo elemento.

All’ormai abituale interventismo delle gerarchie, vaticana e italiana, e ai ripetuti appelli ai cattolici, perché nelle formazioni in cui operano difendano i valori irrinunciabili, nel luglio scorso è stata avanzata una nuova forma della loro presenza con quello, che è stato chiamato su la Repubblica del 10 luglio, il vertice segreto per la “Cosa bianca”.

Segreto forse no, ma certo finalizzato a dar corpo ad una nuova formazione partitica di cattolici, è stato l’incontro tenuto a Roma, presso la parrocchia salesiana del Sacro Cuore di Gesù, su iniziativa di mons. Mario Toso su ispirazione del cardinale Bertone, entrambi salesiani.

Insieme a rappresentanti di associazioni del laicato cattolico, anche di quello critico sul governo Berlusconi, c’erano in prima fila Pisanu del Pdl, Cesa, Buttiglione e Binetti dell’Udc, Bonanni e Pezzotta della Cisl, Fioroni del Pd.

All’ordine del giorno, la formazione di un nuovo partito cattolico, un Ppe nazionale, o l’organizzazione di un fronte politico trasversale a sostegno dei valori cattolici, ma non solo. Una Cosa bianca, cioè, per affrontare in modo unitario, dopo l’uscita di scena di Berlusconi, l’avvento del neo segretario del Pdl, Alfano. I presenti in quella anomala sede, pur uniti nel chiedere subito una legge elettorale che torni a dare voce alla società italiana, si sono divisi sulla possibilità di associarsi al suo lavoro per un rinnovato e nuovo centro destra.

È pur vero che dalla Cei è subito dopo venuto l’invito alle organizzazioni a non partecipare più alle riunioni successive, ma l’esigenza di trovare forme nuove e più incisive della presenza cattolica emerge anche dall’omelia del suo Presidente, il cardinal Bagnasco, alla messa solenne nella cattedrale di Genova in occasione della solennità del suo titolare San Lorenzo.

In essa, in appendice ai soliti appelli alla difesa dei valori cattolici o ai generici riferimenti ai temi cari alla Dottrina sociale della Chiesa, il cardinale afferma con forza che i cattolici hanno un apporto originale necessario da portare alla vita sociale e politica aggiungendo, però, Le molteplici aggregazioni laicali cattoliche o ispirate cristianamente, le Parrocchie e molte altre realtà, sono un popolo sempre più attento alla vita sociale e politica, anche se nell’agone pubblico vengono a volte liquidate come minoranze sparute e smarrite. Ma così non è e non sarà. … La Chiesa non pretende privilegi per i suoi particolari interessi, vuole riconosciuta la sua storia e poterla continuare in pace.

La Chiesa, gerarchia e popolo delle parrocchie, pretenderebbe di parlare con una voce sola, ma ciò è possibile se ha successo l’iniziativa del cardinale Bertone. Forse la differenza fra il Presidente della Cei e il Segretario di Stato sta solo nella individuazione di chi dovrà “guidare” la nuova formazione o esserne il portavoce.

Nessuno dei due auspica infatti il ritorno all’esperienza della Democrazia cristiana che si era conquistata sul campo una sua autonomia grazie alla sua sinistra e non aveva esitato a collaborare con i comunisti nel redigere la Carta costituzionale. Entrambi temono, infatti, le conseguenze dell’aumento del distacco, nella base della Comunità ecclesiale, da una concezione della Chiesa a gestione esclusivamente gerarchica evidenziato dall’esperienza delle battaglie referendarie. In esse molti cattolici, organizzati e non, con la benedizione anche di alcuni vescovi hanno assunto in piena autonomia la responsabilità d’imporre una svolta nell’acquiescenza della Chiesa alla politica berlusconiana

Temono soprattutto che appaia sempre più evidente che l’apporto originale necessario portato dai cattolici alla vita sociale e politica in questo mezzo secolo, in cui sono stati in prima linea nella gestione del potere politico in Italia, è stato, a dir poco, disastroso. Quando con la Dc erano maggioranza in Parlamento hanno consentito a Craxi, in cambio del nuovo Concordato, un aumento vertiginoso del debito pubblico e, poi, inglobati nel clan di Berlusconi, in cambio di “valori irrinunciabili” e soldi per le scuole cattoliche, hanno favorito la sua politica che ha precipitato il Paese nella peggiore delle crisi economiche ma, ancor peggio, nella più profonda crisi morale.

C’è da aggiungere, però, che a dar forza alle pretese delle gerarchie di essere interlocutrici uniche del mondo politico contribuisce proprio la disponibilità, anzi, l’intraprendenza di molti suoi esponenti di diverso orientamento.

A Firenze Per la prima volta, in oltre 60 anni, sarà un uomo di chiesa a fare l’orazione il prossimo 11 agosto, per sottolineare anche il ruolo dei cattolici nella Resistenza ha detto il sindaco Matteo Renzi annunciando che il discorso celebrativo del giorno della “liberazione” di Firenze ad opera dei partigiani era stato affidato all’ex arcivescovo, cardinale Piovanelli suscitando le proteste dell’Anpi per la sua totale esclusione di Enzo Mazzi della Comunità cristiana di base dell’Isolotto.

A Vercelli Mario Mantovani, sottosegretario alle Infrastrutture, dichiarandosi orgoglioso di partecipare alle celebrazioni per il ventesimo anniversario di episcopato del cardinale Bertone ha avallato la sua funzione politica: Per l’occasione ho espresso al Cardinal Bertone il mio incoraggiamento a proseguire il cammino a fianco di Sua Santità Benedetto XVI per la crescita di una società civile sempre più umana ed accogliente.

Il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, che in passato è stato anche segretario regionale dei Democratici di sinistra, dopo la denuncia della Curia ha aggiunto la sua voce per stigmatizzare che la Torre di Pisa, riprodotta come simbolo fallico sulle mutande in vendita sulla piazza dei Miracoli, è una sconcezza che deve finire.

Ben più impegnativa la disponibilità del sindaco di Caserta a concedere un apposito spazio nel cimitero cittadino per consentire l’attuazione dell’intesa, approvata con delibera del 22 luglio 2011, tra l’Azienda ospedaliera ‘Sant’Anna e San Sebastiano’ e l’associazione ‘Difendere la vita con Maria’ che intende promuovere il seppellimento dei bambini non nati. La Curia sostiene tale iniziativa, contrastata invece dai medici della Cgil, che la denunciano come violenza psicologica sulle donne da fermare.

Un tocco finale al quadro dell’intreccio istituzionale fra Chiesa e Stato oggi in Italia è offerto dal pellegrinaggio in Terra Santa, di parlamentari di destra e di sinistra, considerato motivo sufficiente per il rinvio di una settimana della riapertura della Camera nonostante la gravità della situazione.

C’è da sperare che fra i politici italiani emergano emuli di Enda Kenny, premier irlandese che con un suo discorso in Parlamento ha sferrato un vero e proprio attacco contro il Vaticano accusandolo del tentativo di insabbiare, nascondere e non prendere le giuste misure contro gli abusi sessuali commessi dai sacerdoti, pur essendone a conoscenza. L’accusa è stata così dura – non ha risparmiato neppure il papa – che la Santa Sede ha dovuto reagire richiamando a Roma il nunzio apostolico

Sarebbe anche meglio se in Italia si trovassero emuli di quei preti che in Austria, costituiti nel movimento “Pfarrer-Initiative”, hanno lanciato il 19 giugno scorso un Appello alla disobbedienza, firmato già da 300 loro confratelli, per mettere in discussione i cardini della dottrina cattolica e proporre una chiesa nuova, svecchiata e capace di stare al passo con la modernità, a cominciare da un rinnovamento nelle sue strutture gerarchiche.

Forse c’è anche da auspicare che cessi il vezzo di assumere autorevoli esponenti della gerarchia ecclesiastica come interlocutori credibili nel dibattito culturale condividendo la critica implicita di Piergiorgio Odifreddi alla disponibilità a dibattere con gli uomini di chiesa di Paolo Flores D’Arcais, in occasione dell’uscita del suo libro Gesù. L’invenzione del Dio cristiano.

1 comment

giuseppe coscione lunedì, 15 Agosto 2011 at 09:28

La cosa più urgente: chiamare alla disobbedienza civile ed ecclesiale e costruire pratiche alternative.

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