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Cile, l’onda lunga degli indignados

Luca Galassi
www.peacereporter.net, 12 agosto 2011

Le manifestazioni studentesche aprono la strada a una protesta più vasta, e in tutto il Paese la piazza è dei cacerolazos

Gli ‘indignados chilenos’ sono centinaia di migliaia. Sono scesi in piazza a Santiago del Cile nei giorni scorsi per protestare contro il governo del presidente Sebastian Pinera e chiedere una radicale riforma dell’istruzione. La nuova sfida degli studenti, dopo quella decisiva della scorsa settimana, è la nona mobilitazione in tre mesi. Le agitazioni di martedì hanno dato luogo a violenti scontri, con un totale di 273 detenuti, 16 arresti e 23 Carabineros feriti.

Ieri si sono registrati nuovi scontri tra le forze dell’ordine e gruppi di giovani, davanti alla sede dell’università tecnologica metropolitana (Utem), nella capitale. Sul posto sono intervenute le forze speciali, ed i manifestanti si sono rifugiati dentro l’università, da dove hanno gettato pietre ed altri oggetti contundenti, oltre a bombe molotov. Le forze dell’ordine hanno cercato di disperdere i giovani con getti d’acqua.

Il presidente Pinera sta attraversando una fase critica del suo mandato, già obbligato a un rimpasto di governo, alle dimissioni del ministro dell’Istruzione, Joaquín Lavín e oggi costretto a fronteggiare una protesta ‘preoccupante’, secondo le parole del direttore nazionale dell’Ordine e della sicurezza pubblica, generale Aquiles Blu. Preoccupato per l’evolversi dell’agitazione è anche il sottosegretario agli Interni, secondo il quale è arrivato il momento del dialogo: “Portiamo la strada a un tavolo negoziale”, ha detto Rodrigo Ubilla. Ma la segretaria del sindacato, Camila Vallejo, ha già annunciato l’intenzione di indire un referendum per la riforma. Un atto che il governo ha definito… ‘preoccupante’.

Durante i cortei di protesta, a Valparaiso un infiltrato è stato scoperto dai manifestanti. Era un sergente della direzione di intelligence, che doveva informare sullo sviluppo della marcia. E’ stato riconosciuto e si è rifugiato nella sede del Parlamento. Alcuni sostengono fosse un agitatore. Alla domanda dei giornalisti sul perché tenesse una sciarpa sul viso, il comandante Blu ha risposto che ‘doveva difendersi dai gas lacrimogeni’. E’ stato presentato un esposto da parte dell’Agrupación de Familiares de Detenidos Desaparecidos per i fatti dei giorni scorsi. La procura di Santiago è stata sollecitata per indagare sui presunti reati commessi dalle forze dell’ordine: tra le ipotesi di incriminazione detenzione illegale e violenza privata. A livello nazionale, sono più di 800 le persone arrestate.

Una quarantina di studenti hanno raggiunto la loro terza settimana di sciopero della fame, mentre manifestazioni di protesta si sono registrate anche in altre città cilene. Dal nord al sud del Paese, in migliaia hanno risposto all’appello del movimento studentesco, percuotendo le pentole in nome di una istruzione gratuita e di qualità. Chi scende in strada sostiene che le università private, che godono di particolari esenzioni fiscali, non reinvestono i profitti per migliorare l’istruzione, così come richiesto dalla legge.

Con l’attuale sistema, le municipalità hanno a disposizione fondi insufficienti per le scuole superiori. Ciò che ha lasciato all’asciutto parecchi istituti, mentre le scuole private non sembrano conoscere crisi. La upper class cilena predilige ovviamente il sistema privato, o addirittura l’estero, per i propri figli. La spaccatura già ampia tra lo strato meno abbiente della classe media e l’elite borghese cilena si è negli ultimi anni estesa, fino a portare alle proteste di piazza di questi giorni.

Gli studenti sono riusciti a stimolare una mobilitazione che in Cile non si vedeva da decenni. Giorni fa, gli autisti di autobus del trasporto pubblico hanno incrociato le braccia per un’ora e, spontaneamente, coloro che aspettavano alla stazione di partenza, hanno occupato la strada, provocando un ingorgo gigantesco. Un gruppo di tassisti, per protesta contro l’aumento del prezzo dei carburanti, ha bloccato varie strade in varie città cilene, in modo coordinato. I lavoratori delle due principali imprese minerarie del Paese si sono fermati senza autorizzazione per uno sciopero, chiedendo aumenti salariali, approfittando dell’aumento del prezzo del rame sui mercati mondiali. Gli studenti hanno indetto un grande sciopero generale per venerdì prossimo.

Si respira un clima nuovo in un Paese governato da una coalizione conservatrice. Intere famiglie stanno scendendo in piazza in appoggio al movimento, che si sta estendendo in dimensioni e natura delle richieste. Tra queste, sono entrate nell’agenda dei contestatori anche la ri-nazionalizzazione del rame e la riforma del trasporto pubblico nella capitale Santiago. Da Cuba, intanto, il cantautore Silvio Rodriguez ha salutato ieri gli studenti cileni dicendo loro che “il mondo è orgoglioso della loro indignazione”.

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