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Lettera aperta al Popolo Viola di un ergastolano ostativo

Carmelo Musumeci

Occhi per occhio rende il mondo cieco (Ghandi)

A seguito della mia “Lettera di un ergastolano al Presidente della Repubblica Napolitano”, in cui si chiedeva di tramutare l’ergastolo senza benefici e senza possibilità di uscire in pena di morte, pubblicata su letteraviola.it un amico mi ha scaricato dalla rete alcuni commenti e me li ha mandati per posta, ne riporto alcuni:

-Questa lettera è la dimostrazione che la pena dell’ergastolo è migliore della pena di morte.
–L’ergastolo è un ottimo deterrente, migliore della pena di morte.
– Se sei all’ergastolo e non sei morto ritieniti fortunato a essere nato nel paese giusto.
– E’ giusto che l’ergastolano rimanga in cella senza se e senza ma.
– Niente pena di morte, troppo semplice la morte se si vogliono uccidere che lo facciano per i cazzi loro, tanto non è che gli manchi lo scrupolo.
– Potevi pensarci prima di fare qualsiasi cosa hai fatto.
– Fine pena mai, proprio come i genitori o la moglie o i mariti o i figli o sorella e fratello di qualche morto perché la loro pena non finisce mai.
– Se vogliamo risolvere i problemi della giustizia basta introdurre la pena di morte per pedofili, mafiosi, stupratori, e assassini.
– Devono scontare la loro pena, stop. Pochi piagnistei potevano pensarci prima.
– Che li mandassero a Guantanamo e poi vediamo se hanno ancora il coraggio di lamentarsi visto che agli onesti cittadini costano 250 euro al giorno.
– Devi morire in silenzio. Se hai avuto l’ergastolo è perché hai ucciso. E a tutti voi che avete pietà, se dovessero uccidere un vostro familiare, avreste pietà lo stesso?

Diritto di replica

Ricordo ai “buoni” che in Norvegia non esiste l’ergastolo e nei loro carceri, a misura d’uomo, la recidiva è al 20% mentre da noi è al 70% e penso che qualsiasi società ha i criminali che si merita.

Credo che nessun uomo o animale sia irrecuperabile e colpevole per sempre e che un popolo e dei giudici liberi e democratici non toglierebbe mai la libertà per sempre a nessuno. Penso che molti ergastolani ostativi siano vivi perché non si sono fatti ammazzare dai morti ammazzati, perché molti di loro hanno ammazzato per evitare di essere uccisi.

Credo che dietro i fatti ci sia sempre una verità nascosta e che non interessa a nessuno, perché molti ergastolani ostativi non sono altro che quello che la società ha voluto che fossero e i finti buoni continuano a scaricare le loro colpe sui cattivi.Ricordo ai “buoni” che nella malavita spesso i morti non sono vittime, per questo i vivi non meriterebbero l’ergastolo ostativo.

Piuttosto lo meriterebbero (ma non sono d’accordo perché non sono ancora diventato un criminale come sanno esserlo solo i “buoni”) i politici corrotti, i corruttori, i pedofili, gli stupratori, gli assassini di donne e bambini, i venditori di armi e dei cibi avariati ecc.

Penso che molti non sanno, o fanno finta di non sapere, che nella grande maggioranza dei casi questi criminali, ricchi, cristiani, incensurati, mafiosi e potenti, non vanno in carcere e se ci vanno vengono condannati con pene lievi, ma mai con l’ergastolo. E in tutti i casi quelle poche persone che vengono condannate all’ergastolo non è mai quello ostativo ai benefici penitenziari.

Molti di questi commenti parlano della morte di Falcone e Borsellino, ma veramente pensate che li hanno uccisi la mafia? Ma quale tipo di mafia? E in tutti i casi non lo sapete che moltissimi degli autori della strage sono diventati collaboratori della giustizia e sono liberi?

Vi chiamano, o vi fate chiamare, il “Popolo Viola”, ma io vi chiamerei il “Popolo dell’ignoranza” e non perché siete ignoranti, ma perché ignorate che i mass media, i politici vi prendono per il culo.
Vi confido che i buoni come voi mi hanno sempre fatto paura e se molti italiani la pensano come voi, preferisco stare dove sono.

Però ci tengo a dirvi un’ultima cosa: l’idea che l’uomo “buono” si senta moralmente superiore a quello cattivo e per questo lo può murare vivo in una cella senza la compassione di ucciderlo è aberrante.

Buona vendetta.

(Carcere di Spoleto, Agosto 2011)

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