Home Politica e Società Svolta in Italia: verso la chiusura gli ospedali psichiatrici giudiziari di A.Grandi

Svolta in Italia: verso la chiusura gli ospedali psichiatrici giudiziari di A.Grandi

Alessandro Grandi
www.peacereporter.net

Il 27 settembre 2011, il Senato della Repubblica italiana ha approvato all’unanimità il testo licenziato dalla Commissione d’inchiesta sul sistema sanitario, presieduto dal senatore Ignazio Marino del Partito Democratico. Un testo davvero storico.

La Commissione, infatti, ha chiesto e ottenuto l’impegno del Governo a realizzare una riforma profonda del sistema di detenzione psichiatrica negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Opg), arrivando a una loro definitiva chiusura.

”Con il voto del Senato si fa un passo storico verso la chiusura degli Opg”, ha dichiarato visibilmente soddisfatto Marino. ”Il testo dice un no netto ai manicomi criminali che vanno estirpati dal territorio in favore di un sistema di cure davvero degno di questo nome per i 1500 internati nei sei Opg italiani”. Si tratta delle strutture di Aversa (istituto Filippo Saporito), Barcellona Pozzo di Gotto, Castiglione dello Stiviere, Montelupo Fiorentino (Villa Ambrogiana), Napoli (Sant’Efremo) e Reggio Emilia.

Nati a metà degli anni Settanta, gli Opg hanno sostituito i vecchi manicomi criminali. Le strutture giudiziarie dipendono dall’Amministrazione Penitenziaria del ministero della Giustizia. Il ricovero in un Opg è stabilito da giudice ai sensi dell’articolo 222 del Codice Penale, che stabilisce un ricovero ”non inferiore ai due anni” per coloro che vengono prosciolti ”per infermità psichica, ovvero per intossicazione cronica da alcool o da sostanze stupefacenti, ovvero per sordomutismo”. Si, avete letto bene.

Sulla liceità dell’articolo 222 si è più volte espressa la Corte Costituzionale. Di particolare rilievo la sentenza 253/2003, con cui è stata sancita l’illegittimità costituzionale della parte dell’articolo che ”non consente al giudice […] di adottare, in luogo del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario, una diversa misura di sicurezza, prevista dalla legge, idonea ad assicurare adeguate cure dell’infermo di mente e a far fronte alla sua pericolosità sociale”. Discorso ribadito in un’analoga sentenza: la 367 del 29 novembre 2004.

”Questo voto riconosce ufficialmente il lavoro della Commissione d’inchiesta, dai sopralluoghi a sorpresa fino ai provvedimenti di sequestro delle strutture di Montelupo Fiorentino e Barcellona Pozzo di Gotto”, ha commentato Marino. ”La detenzione psichica si è rivelata un territorio senza certezze e dignità di cura per questi malati, spesso vittime di contenzione e di degrado indegno anche di un Paese appena civile, come ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”.

Prima di arrivare a iscrivere questo voto del Senato accanto a quello che chiuse i manicomi, con la Legge 180 del 13 maggio 1978, nota come Legge Basaglia, bisognerà aspettare il voto della Camera, ma l’unanimità del Senato fa ben sperare. Per la dignità dei 1500 reclusi e dell’Italia. Ha ragione Marino, infatti, a parlare di ”Paese appena civile”. Che non può accettare condizioni come quelle mostrate in un video che Marino e la Commissione hanno girato all’interno degli Opg. Un movimento dell’opinione pubblica ha sostenuto il lavoro della Commissione che ha, così, ottenuto un grande risultato.

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