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Giovani e movida

Può costituire oggetto di riflessione questa notizia, lanciata dall’Agenzia Asca e rimbalzata sui quotidiani di Roma, sull’VIII edizione della missione dedicata all’evangelizzazione, alla preghiera, alla formazione e allo spettacolo se confrontata con quella pubblicata dalla cronaca torinese di la Repubblica.

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Chiesa: a Roma giovani ‘missionari’. Vicariato, no a movida senza regole
www.asca.it/regioni 4 ottobre 2011

Tornano a far sentire la loro voce i giovani di Roma in occasione del grande evento missionario dei giovani per i giovani organizzato dal Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile in stretta comunione con Parrocchie, Associazioni, Movimenti e Comunità appartenenti alla Consulta diocesana delle aggregazioni laicali. E’ in programma dal 1 all’8 ottobre l’VIII edizione della missione dedicata all’evangelizzazione, alla preghiera, alla formazione e allo spettacolo.

Come e’ stato per la capitale spagnola anche Roma si riveste dei colori di speranza e di fede con centinaia di giovani pronti a diffondere e a testimoniare con entusiasmo, per le strade e nelle piazze, messaggi di gioia. Un piccolo remake della GMG che avrà come ‘palcoscenico’ Ponte Milvio, una delle zone più ricercate della movida romana.

”Il divertimento per i giovani e’ anche questo – spiega Don Maurizio Mirilli, direttore del Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile del Vicariato di Roma – e questo non deve in nessun modo voler dire una città senza musica. I giovani vogliono dire sì al divertimento e no a una movida senza regole che si riduce a sballo o a comportamenti violenti e dannosi”.

Tra concerti, spettacoli e rappresentazioni teatrali non mancheranno storie di vita e testimonianze ‘vip’ come quella della conduttrice Lorella Cuccarini, della fondatrice della Comunità ‘Nuovi Orizzonti’ Chiara Amirante e di Gianluigi De Palo, Assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale.

”Un divertimento dinamico, comunicativo e creativo che non toglie nulla alla spontaneità e all’immediatezza dei linguaggi giovanili – spiega Mirilli – promuovendo la capacità di entrare in relazioni con gli altri in modi spontanei e non commerciabili. La nostra proposta risponde alle attese ma favorisce anche nuove esperienze. Vedremo che i giovani possono vivere la gioia dello stare insieme in modo alternativo a quello dello sballo. C’e’ una gioia giovanile che si esprime in modo costruttivo e sano”.

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Nosiglia: ragazzi, divertitevi quello che non va è lo sballo
Andrea Giambartolomei
http://torino.repubblica.it 3 ottobre 2011

L’arcivescovo va tra i giovani della movida ai Murazzi: “Non cercate soltanto il bene materiale”. Tanta curiosità per l’insolita iniziativa della curia con l’oratorio di San Luigi
Un arcivescovo nel “santuario” del divertimento torinese, per testimoniare che “qui la Chiesa è presente per raggiungere quei giovani che si sentono dimenticati, messi ai margini”. È sabato sera e i Murazzi si stanno riempiendo di giovani. Qui, alle 21.30, sulle note di “Hallelujah” di Leonard Cohen, arriva l’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia su invito dell’oratorio salesiano “San Luigi”. Da cinque anni il centro è impegnato con i suoi educatori nel recupero dei “giovani pericolanti”, come dice il direttore dell’oratorio, don Mauro Mergola, citando san Giovanni Bosco: “In un luogo come questo, i Murazzi, in cui i giovani mettono a repentaglio la loro vita, noi vogliamo dire che c’è la possibilità di cambiamento”.

Oltre alla “redenzione”, due sono i messaggi che Nosiglia e gli organizzatori trasmettono in questo incontro, uno sull’integrazione e l’altro sul divertimento “responsabile”. Rispondendo alle domande raccolte tra i giovani cristiani e musulmani che frequentano la zona l’arcivescovo afferma che c’è bisogno di “fare un “noi” non per azzerare le diversità, ma per valorizzarle”. Le differenze ci sono e non si possono annullare, sostiene. Come risulta dalla ricerca degli educatori dell’oratorio, i ragazzi italiani che si dicono cattolici provano vergogna nel dichiarare la loro religione e non seguono le regole per paura di sembrare bigotti, mentre i coetanei musulmani basano di più le loro scelte sul Corano. Eppure “ci sono dei punti che ci uniscono, su cui trovare una convergenza per lavorare per la pace e la solidarietà”. La mancanza di fede dei giovani è dovuta allo smarrimento della crescita, ma – ribadisce “la fede ti aiuta a vivere meglio e con serenità. Non è un peso, una serie di no, ma è un grande sì a ciò che c’è di bello. Certo, c’è una realtà che ti spinge ad accontentare te stesso, a cercare il bene materiale che ti lascia vuoto”. È lo sballo, “visione distorta del divertimento”, spesso ricercato dai giovani, soprattutto qui ai Murazzi.

Però Nosiglia non punta il dito contro il divertimento tout court, perché è un aspetto positivo della vita: “Gesù andava anche alle feste, alle cene, aveva una vita normale. Il primo miracolo di Gesù è stato trasformare l’acqua in vino a una festa di nozze”, afferma sorridendo. In sintesi: “L’importante è gestire il divertimento e fare in modo che non sia solo esteriore, per l’appagamento di un prurito fisico o uno stare insieme superficiale, ma risponda davvero a un’esigenza dell’anima”. Al termine della sessione di domande l’arcivescovo Nosiglia, insieme con don Mauro e gli educatori, percorre le banchine dei Murazzi incontrando i lavoratori e i frequentatori dei locali, ancora vuoti a quell’ora. Entra all’Alcatraz, dove gli viene offerto da bere e lui si concede un bicchiere d’acqua, e poi riprende la passeggiata. A vedere dei religiosi passare lì il sabato sera alcuni giovani restano stupiti, alcuni gli stringono la mano. Solo davanti al Csa Murazzi un uomo osa contestarlo, ma Nosiglia continua il percorso tornando verso il camper dell’oratorio San Luigi.

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