Home Celebrazioni e Preghiere Liturgia eucaristica del 2 ottobre 2011 – Cdb di San Paolo (Roma)

Liturgia eucaristica del 2 ottobre 2011 – Cdb di San Paolo (Roma)

“Non c’è vita
che almeno per un attimo
non sia stata immortale.
La morte
È sempre in ritardo di quell’attimo”  (Wistawa Szymborska)

Ascoltiamo la canzone “Una storia sbagliata” di Fabrizio De Andrè

 Isaia 5, 1-7   Voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d’amore per la sua vigna. Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle. Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato viti pregiate; in mezzo vi aveva costruito una torre e scavato anche un tino. Egli aspettò che producesse uva; essa produsse, invece, acini acerbi. E ora, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, siate voi giudici fra me e la mia vigna. Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto? Perché, mentre attendevo che producesse uva, essa ha prodotto acini acerbi? Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna: toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo; demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata. La renderò un deserto, non sarà potata né vangata e vi cresceranno rovi e pruni: alle nubi comanderò di non mandare pioggia. Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa di Israele; gli abitanti di Giuda sono la sua piantagione preferita. Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi.

 Da “Corpo d’amore” di Alda Merini

“Per sentire l’abbraccio del dolore bisogna pregare affinché il dolore non distrugga le nostre povere forze, perché la carne terrena come la morte non diventi un cane randagio mangiato da mille lupi. Così si diventa eterni, vestendo la propria carne di miseria e tenendo per sé quella conoscenza dell’amore che è data solamente ai santi e ai profeti. Ogni cosa bella diventa peritura nelle mani degli uomini, ma ogni cosa bella baciata da Dio diventa una rosa rossa piena di sangue”. 

 Memoria

Molte donne e uomini sono stati per noi esempi di autorevolezza, di saggezza, di coerenza, di trascendenza. Le loro vite hanno costituito i fili del tessuto di relazioni che ci ha sostenuto ed incoraggiato a liberare il divino. Ma abbiamo imparato soprattutto da coloro che secondo la mentalità corrente non rientrano tra i “normali”, come i “ragazzi della Comunità”. Oggi vogliamo ricordarli, in modo particolare Faustoche è mancato il 21 agosto scorso

 P. Voglio cantare le lodi di Stefano, espansivo e affettuoso, Stefano innamorato delle donne.

T. Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, ma il Signore mi ha raccolto (Salmo 27, 10)

P. Sono riconoscente ad Antonio, così schivo e introverso, Antonio così sensibile.

T. Mio padre e mia madre ………..

P. Mando un saluto speciale a Tullio, sereno, chiuso nel suo mondo ma invincibile a dama, Tullio che ama il mare

T. Mio padre e mia madre ………..

 P. Oggi voglio ricordare in particolare Fausto, ironico, arguto, dissacratore, Fausto che Giovanni amava.

T. Mio padre e mia madre ………..

 P. Mando un biglietto di ricordo a Luigi, Claudio e a tutti coloro che la Comunità ha accolto e lasciato andare.

T. Mio padre e mia madre ………..

Matteo 21, 33-43   In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: “Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo per raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?. Gli risposero: “Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo”. E Gesù disse loro: “Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo: questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca frutti”.

Momento penitenziale

P. Per tutte le volte che non ci siamo lasciati coinvolgere nel disagio altrui, per timore di perdere le nostre fragili sicurezze, per incapacità di “sopportare” il dolore e la paura che incutono la sofferenza, specialmente quella psichica.

T. Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!” (Filippesi 4, 9)

Colletta – canto “Gloria” pag. 27

Canone n. 39 “La tua memoria”

Condivisione    Per questo momento di condivisione abbiamo scelto, oltre al pane e al vino,  di condividere anche l’uva, frutto della terra come il pane ed essenza da cui origina il vino; tanti chicchi – uno accanto all’altro – che insieme formano il grappolo e i grappoli. Nel fare questo ci sentiamo vicini a tutti coloro che creano, mantengono e incoraggiano le relazioni tra gli esseri umani. Attraverso questi simboli intendiamo condividere anche il cammino di liberazione e di speranza in un futuro in cui tutte e tutti abbiano un posto per vivere pienamente la vita.

Canto: “La strada” pag. 41

Benedizione    Dice Carter Heyward. “senza i nostri pianti, le nostre aspirazioni, la nostra collera, non c’è Dio. Perché al principio è la relazione e, nella relazione, si trova l’energia che crea il mondo, attraverso di noi, con noi e per mezzo di noi – tu e io, voi e noi, e nessuno/a di noi da solo/a… E infine, mano nella mano, siamo benedetti e benedette”.

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