Home Comunità Cristiane di Base La scomparsa di Enzo Mazzi è una grande perdita per tutti i credenti e per la Chiesa di V.Bellavite

La scomparsa di Enzo Mazzi è una grande perdita per tutti i credenti e per la Chiesa di V.Bellavite

Il coordinatore di “Noi Siamo Chiesa” Vittorio Bellavite ha così scritto in ricordo di Enzo Mazzi :

“Di Enzo Mazzi l’informazione ha ricordato la clamorosa rottura nel ’68 di tutta la comunità dell’Isolotto di Firenze, di cui era parroco, con la Chiesa istituzionale. Essa avvenne nell’ambito di quel periodo di grandi fermenti sociali, culturali ed ecclesiali e fu seguita da tante altre nella Chiesa del postconcilio. A mio giudizio, la storia confermerà che le responsabilità furono dell’autorità ecclesiastica di allora, cioè del Card. Florit. Da allora l’Isolotto divenne un punto di riferimento in Italia e fuori per chi era alla ricerca di una fede adulta e chiedeva coerenza con lo spirito del Concilio.

Della personalità umana ed ecclesiale di Enzo Mazzi voglio ricordare soprattutto che quell’episodio clamoroso non restò una protesta isolata e rapidamente conclusa ma diede vita a una storia ormai più che quarantennale, di cui egli fu il principale protagonista. La ricerca sulla necessità di desacralizzare la propria vita di fede, l’elaborazione di una nuova spiegazione del Vangelo (il Catechismo dell’Isolotto), l’animazione di innumerevoli attività sociali e culturali, la dimensione “mondiale “ ed ecumenica dell’Eucaristia domenicale, la collocazione senza “se” e senza “ma” nell’area della sinistra e la conseguente continua riflessione sul problema della laicità nella società e nelle istituzioni : questo è stato Enzo. In questo modo egli fu uno dei principali – o il principale- tra gli animatori del movimento delle Comunità cristiane di Base, che negli ultimi anni seguiva ancora da vicino, nonostante la malattia.

Il suo itinerario lo si capisce meglio considerandolo all’interno della sua vita “laicizzata” (fu maestro elementare dopo aver lasciato la struttura clericale) e fortemente legata alla sua comunità dell’Isolotto, a cui cercava di stare stabilità e continuità. L’ultima volta che lo incontrai, l’anno scorso all’assemblea delle cdb a Borgaro torinese, mi disse: “Sai, cerco di tirarmi indietro, la comunità deve poter fare a meno di ruoli troppo forti, come quelli che ho avuto io”.Tutti in “Noi Siamo Chiesa” con un ricordo sereno partecipiamo vivamente, nella preghiera, alla sua scomparsa.”

Roma, 25 ottobre 2011

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Un “operaio per il Regno” ci ha lasciato

(il ricordo della Segreteria, la cdb del Cassano, gli articoli dei giornali, i commenti e i saluti delle cdb, amici e compagni di strada…)

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