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Venti di guerra in Corno d’Africa

Enzo Nucci
www.articolo21.org

Venti di guerra in Corno d’Africa Brutte, bruttissime folate di venti di guerra nel Corno d’Africa. La crisi somala rischia infatti di travolgere anche il confinante Kenya che nel 2012 tornerà alle urne per eleggere il nuovo presidente della repubblica e rinnovare il parlamento. Il governo di Nairobi (con l’appoggio di francesi e statunitensi) dal 16 ottobre scorso è impegnato con 2 mila soldati in una delicata operazione militare nella Somalia meridionale per contenere le incursioni nel proprio territorio degli shabaab, gli integralisti islamici che controllano l’80 per cento della ex colonia italiana. La rappresaglia è arrivata puntuale il 27 ottobre quando a Garissa (nel nord est del Kenya) gli shabaab hanno ucciso 8 impiegati del ministero dell’educazione che viaggiavano su un bus mentre il giorno successivo sono stati feriti tre poliziotti in un altro agguato sempre nel nordest.

La decisione è scaturita dopo una escalation di sequestri (compiuti dalla criminalità somala che spesso condivide con i radicali musulmani le vie di approvvigionamento di armi, covi e controllo del territorio) di una turista britannica (a cui i banditi hanno ucciso il marito) e di una francese, ammalata di cancro e morta per mancanza di cure. Rapimenti avvenuti nell’esclusivo arcipelago di Lamu, dove sono state cancellate tutte le prenotazioni turistiche. Viaggi annullati anche per tutti i cittadini statunitensi, un colpo durissimo all’ economia kenyana che dal turismo trae la maggioranza delle risorse. Mentre nel campo profughi di Dadaab (che sorge in Kenya ad 88 chilometri dal confine con la Somalia) sono state rapite due donne spagnole (un medico ed una logista) di Medici Senza Frontiere. Tutti gli ostaggi sono detenuti in Somalia.

Ad accrescere la paura lunedì 24 ottobre ci sono stati due attentati nel centro di Nairobi. Una bomba a mano lanciata in un bar ha provocato 14 feriti e poche ore dopo un altro ordigno ha ucciso tre persone e ferito 18 passanti al capolinea dei minibus durante l’ora di punta del rientro a casa. Questi attentati non rivendicati e diretti vigliaccamente contro inermi cittadini fanno ipotizzare che si stia innescando una strategia della tensione nell’imminenza delle elezioni. Nel mirino ci sarebbero alcuni politici in crescita nei consensi popolari. Mentre è incerto il futuro di importanti leaders, accusati dal Tribunale Penale Internazionale dell’Aja di essere gli ispiratori delle violenze post elettorali del 2008. In caso di condanna di questi personaggi, andrebbe riscritta in pochi mesi tutta la complessa geografia di alleanze e leadership pronte a scendere in campo nelle elezioni del prossimo anno. E le sorprese non sarebbero poche.

Un quadro estremamente preoccupante per il futuro del Kenya dove gli investimenti somali di dubbia origine (provenienti dal riciclaggio dei riscatti incassati dai pirati o dai traffici di armi degli shabaab) sono gli unici a movimentare (specialmente nel settore dell’edilizia privata, come costruzioni di giganteschi palazzi per uffici ed enormi centri commerciali) una economia in affanno che ufficialmente segna una inflazione al 16% ma più verosimilmente è vicina al 30% .

L’incursione militare del Kenya in Somalia gode dell’appoggio di Francia e Stati Uniti che però negano ogni coinvolgimento. Gli Stati Uniti – secondo il quotidiano “Washington Post”- dispongono di un campo di aviazione segreto ad Arba Minch, nel sud dell’ Etiopia, da cui il 27 ottobre sarebbero partiti i droni (aerei senza piloti) che nel sud della Somalia hanno causato in un bombardamento la morte di 25 civili ed il ferimento di decine di persone.
Più attivo invece il ruolo svolto dalla Francia in un crescendo militare che l’ha già vista indiscussa protagonista nei mesi scorsi in Libia e Costa d’Avorio.

Le ragioni non mancano: tagliare le unghie a banditi e shabaab per la morte di Marie Dedieu, la donna paraplegica rapita a Lamu e defunta per mancanza di cure, e la ricerca di Denis Allex, l’agente segreto del DGSE, il servizio informazioni francese all’estero, rapito il 14 luglio 2009. I commandos di Parigi hanno operato sul territorio somalo senza successo per il recupero della salma della donna (per la quale i criminali chiedono il pagamento di un riscatto) e per individuare lo 007 detenuto da più di 2 anni. Ma a svolgere un ruolo fondamentale è la marina di Sarkozy che sta bombardando la costa, soprattutto la città di Chisimaio, roccaforte degli integralisti.

Puntuale arrivano le smentite ma il portavoce dell’esercito del Governo Federale di Transizione conferma, mentre le autorità di Parigi si dicono solo impegnate a trasportare imateriali necessari all’avanzata delle truppe kenyane.
Insomma questo rinato interesse squisitamente militare che coinvolge il Corno d’Africa non lascia presagire nulla di buono per il futuro di quest’area sempre al centro degli interessi occidentali.

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