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Tanto tuonò che piovve…

La Redazione
14 novembre 2011

Tanto tuonò che piovve… Ed anche l’immarcescibile Silvio Berlusconi è stato costretto a dimettersi!

Non intendiamo inserirci nel coro che oppone favorevoli e contrari alla scelta del Presidente della Repubblica di affidare l’incarico a prof. Mario Monti di sostituirlo. Non spetta a noi.

Ci sembra, invece, doveroso denunciare l’assenza di reazioni con cui è stata accolta la candidatura, apparsa su molti giornali, di due “cattolici doc” al Ministero della Pubblica Istruzione: Andrea Riccardi e Lorenzo Ornaghi.

Il silenzio rivela una grave insensibilità che le sorti della Scuola italiana sia affidata ai “cattolici” ignorando che il processo di riforma è stato ostacolato proprio dalla loro pretesa di equiparare ad essa le scuole confessionali in aperto contrasto con la Costituzione.

Nel riconoscere il loro diritto ad esistere dichiara solo che i trattamento dei loro alunni deve essere “equipollente”a quello degli alunni delle Scuole statali.

Per di più uno di essi, il prof Ornaghi, Rettore di un’università privata, quale resta nonostante tutto quella cattolica del Sacro Cuore, è in evidente conflitto d’interesse con le Università statali.

La preoccupazione aumenta se si legge nell’editoriale di Mario Monti, pubblicato dal Corriere della Sera in data 2 gennaio 2011 l’elogio della riforma Gelmini:

“In Italia, data la maggiore influenza avuta dalla cultura marxista e la quasi assenza di una cultura liberale, si è protratta piu’ a lungo, in una parte dell’ opinione pubblica e della classe dirigente, la priorità data alla rivendicazione ideale, su basi di istanze etiche, rispetto alla rivendicazione pragmatica, fondata su cio’ che puo’ essere ottenuto, anche con durezza ma in modo sostenibile, cioè nel vincolo della competitività. Questo arcaico stile di rivendicazione, che finisce spesso per fare il danno degli interessi tutelati, è un grosso ostacolo alle riforme. Ma puo’ venire superato. L’abbiamo visto di recente con le due importanti riforme dovute a Mariastella Gelmini e a Sergio Marchionne. Grazie alla loro determinazione, verrà un po’ ridotto l’handicap dell’Italia nel formare studenti, nel fare ricerca, nel fabbricare automobili”.

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