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Lettera aperta al Presidente del Consiglio di Pax Christi

Pax Christi Molise, Comitato Voci Libere, La Fonte Molise
Termoli, 09/12/11

“Caro” Monti,

pane non armi!
Se nel PIL italiano rientrano anche le mine anti uomo, non più prodotte ma ancora operanti nel mondo con i loro devastanti effetti;
se nel debito pubblico consideriamo anche l’acquisto di armi, bombardieri e mine;
allora perché non consideriamo le vittime umane, le distruzioni, le indicibili sofferenze e ingiustizie prodotte da queste armi?

Apparteniamo per cultura a un popolo nobile, ma siamo costretti a subire ingiustizie profonde perché:
– paghiamo la benzina, che ci serve per lavorare, troppo e sempre di più;
– riscuotiamo stipendi e pensioni sempre meno adeguate al reale costo della vita;
– perdiamo il lavoro perché i poteri forti non si occupano più della persona e fanno pagare i loro errori ed eccessi sempre ai più deboli.
Crediamo che se le “lacrime e sangue” della manovra, appena varata, avessero considerato le dannose, improduttive, inutili, scandalose e assurde spese militari, pochi avrebbero sofferto e molti avrebbero gioito.

Le armi, che il suo governo può coraggiosamente ridimensionare, si tramuteranno in pane per molti di noi perché:
– le spese militari non ce le possiamo più permettere in uno scenario di profonda crisi economico-finanziaria;
– la corruzione ed il finanziamento illecito alla politica, che dietro le spese militari si nasconde, danneggiano l’intera collettività;
– tra un lavoratore che non può più andare in pensione e non può più lavorare e le spese militari, noi preferiamo il pensionato e il lavoratore;
– tra una famiglia che deve privarsi di risorse indispensabili per pagare le maggiori imposte sulla casa e le spese militari, noi preferiamo la famiglia.
– tra gli investimenti per la cooperazione internazionale e le “missioni di pace” fatte con le armi, noi preferiamo la cooperazione.
Le spese militari non hanno portato benessere né economico né civile, al popolo italiano e ai cittadini del mondo, sprecano risorse importanti che potrebbero servire per la crescita lavorativa, culturale, morale di questo paese e del mondo intero.

Come potremmo spiegare a un giovane o un bambino che siamo così scellerati da finanziare le spese militari e non il loro futuro e quello delle loro famiglie?
Come potremmo spiegare che queste spese sono fatte per la loro “sicurezza” ed hanno prodotto solo “insicurezza” sociale ed economica?
Meno spese militari significano più civiltà, più pane, più futuro per tutti!

“Caro” Monti, Pane non armi.

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