Home Comunità Cristiane di Base Lettera aperta al Presidente e Vicepresidente del Guatemala di Mojoca

Lettera aperta al Presidente e Vicepresidente del Guatemala di Mojoca

Movimiento de Jóvenes de la Calle – MOJOCA

Guatemala, 2 dicembre 2011

Signor Presidente eletto, General Otto Pérez Molina
Signora Vicepresidente eletta, Dott.sa Roxana Baldetti

Le ragazze e i ragazzi organizzati nell’associazione Movimento dei giovani della strada (MOJOCA) vi rivolgono un rispettoso saluto.

Il 14 gennaio prossimo assumerete le funzioni di Presidente e Vicepresidente della Repubblica del Guatemala, diventando i governanti anche di noi ragazze e ragazzi di strada. Auguriamo un buon esito al vostro governo affinchè possa vincere l’illegalità e la violenza, e che possa far rispettare i diritti di tutte le guatemalteche e di tutti i guatemaltechi.

Noi giovani della strada siamo vittime di tanta violenza, di tanta delinquenza. I nostri diritti non sono rispettati. Nemmeno il diritto alla vita. Molti di noi sono assassinati, torturati, violentati. Non abbiamo un tetto, né istruzione, non abbiamo diritto a cure sanitarie né a un lavoro dignitoso.

Alcuni di noi non sono nemmeno cittadini nel loro paese, perché non hanno documenti d’identità, a volte non sanno dove e quando sono nati, né chi sono i loro genitori. Per noi è molto difficile ottenere un riconoscimento giuridico. Per tanto, siamo guatemalteche e guatemaltechi, poveri ed esclusi, che desiderano un paese più giusto e fraterno, dove le persone vivano unite da legami di solidarietà ed amicizia.

E’ con lo scopo di difendere i nostri diritti e di migliorare la qualità della nostra vita, per inserirci nella società come cittadine e cittadini responsabili, per costruire una società più giusta che nel 1996, con l’Assemblea Generale dei giovani di strada della capitale, abbiamo deciso di costituirci in un movimento, diretto da noi ragazzi e ragazze con l’assistenza di accompagnatori adulti.

Fin dalla nostra fondazione ufficiale nel 1999, la nostra associazione civile, senza fini di lucro, ha permesso a centinaia di giovani della strada d’inserirsi in modo dignitoso nella società.
Offriamo programmi di alfabetizzazione nella strada, nel nostro centro educativo si donano corsi per la scuola elementare e dei laboratori di formazione professionale. Abbiamo borse di studio per le scuole esterne, dall’elementari fino all’università, e tante altre iniziative per permettere alle ragazze e ai ragazzi di uscire dalla strada.

Abbiamo potuto raggiungere tutti questi risultati grazie agli aiuti che per la gran parte provengono da paesi stranieri. Ad eccezione di alcune donazioni di amiche e amici in Guatemala e del primo premio di 500,000.00 quetzales della Fondazione Juan Bautista Gutiérrez (conferitoci nel 2008 per l’eccellenza del nostro lavoro sociale), abbiamo solo l’aiuto di istituzioni internazionali (Unione Europea, UNESCO, città, province e regioni di vari paesi europei, associazioni non governative in Olanda, Spagna, Belgio e Italia).

Abbiamo anche relazioni di amicizia e collaborazione con molte associazioni in numerosi Paesi dell’America Latina e in Europa, che seguono con molta attenzione l’evoluzione della
situazione del MOJOCA e delle persone nella strada, e che hanno a cuore il rispetto dei diritti delle bambine e bambini di strada.

Pensiamo che sarebbe più giusto ricevere un appoggio maggiore dal Guatemala, in primo luogo, visto che noi ragazze e ragazzi di strada siamo figlie e figli del nostro Paese.

Nel passato, abbiamo sollecitato invano l’appoggio dei governi precedenti per far rispettare i nostri diritti, in particolare il diritto alla casa e ad un lavoro dignitoso. Riteniamo che sia dovere dello Stato far rispettare i diritti di tutte le persone che vivono nel Paese.

Noi incontriamo molte difficoltà perché gli alloggi sono molto cari, ed è difficile per noi, che spesso abbiamo studiato poco e che a volte portiamo dei tatuaggi, trovare un lavoro dignitoso che ci permetta di vivere.

Per questo chiediamo al Vostro governo di offrire a tutte le ragazze e i ragazzi di strada l’aiuto necessario per poterci inserire nella società.

Chiediamo di riunirci con qualcuno dei Vostri collaboratori per poter esporre la nostra situazione, i nostri desideri e la nostra volontà di appoggiare quelle misure che saranno prese per risolvere i problemi di esclusione delle ragazze e ragazzi di strada, senza violenza e rispettando i loro diritti.

Allo stesso modo appoggeremo tutte le iniziative per costruire la pace e la riconciliazione fra guatemaltechi, nella giustizia e nell’ugualianza, una più giusta ripartizione delle ricchezze e nel rispetto di tutte e di tutti.

Signor Presidente, Signora Vicepresidente, vi porgiamo i nostri saluti con la speranza di una risposta positiva alla nostra richiesta.

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Lettera presentata dal Comitato di gestione, discussa e approvata all’unanimità dall’Assemblea Generale delle giovani e dei giovani del MOJOCA il 2 dicembre 2011. La lettera è stata firmata dai 180 partecipanti.

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ASOCIACIÓN MOVIMIENTO DE JÓVENES DE LA CALLE – MOJOCA
Email: mojocalle@gmail.com Sito web: www.amistrada.net

Guatemala 7 dicembre 2011

Care amiche e cari amici,

le giovani e i giovani del MOJOCA vi inviano un saluto fraterno, insieme ai cordiali auguri per un felice Natale, occasione per ricordare la buona novella della nascita di Gesù, speranza e liberazione dei poveri e degli oppressi. Ci auguriamo che il 2012 sia un anno di felicità e di grande esito per voi, per le votre famiglie e per l’organizzazione per la quale lavorate con tanta generosità.

Qui in Guatemala noi siamo preoccupati per quello che potrebbe succedere sotto la presidenza del generale Otto Perez Molina, che comincerà il 14 gennaio 2012. Non sappiamo cosa vuole fare, speriamo che non reprima con la violenza i gruppi della strada e i movimenti popolari e quelli di difesa dei diritti umani. Siamo preoccupati perché il programma elettorale con il quale si è presentato è basato sul problema grave della mancanza di sicurezza in Guatemala.

Il Generale ha promesso di attuare una politica della mano dura e di finirla con la delinquenza in sei mesi. Ha vinto le elezioni grazie al 72% degli elettori che hanno votato nella capitale al secondo turno. Il problema reale dell’insicurezza e della violenza preoccupa molto gli abitanti della capitale che non sanno, quando escono di casa la mattina, se ritorneranno vivi la sera.

Noi saremmo completamente d’accordo per una lotta dura contro le bande criminali, i sicari, i narcotrafficanti, e contro tutte le multinazionali e i latifondisti che sfruttano e violano i diritti del popolo del Guatemala, provocando cosí la miseria, fonte di insicurezza.

Tutto questo ci preoccupa perché, sebbene i gruppi di strada non siano violenti, vengono facilmente presi per delinquenti perché a volte commettono piccoli furti per sopravvivere.

Invece sono solo gruppi di giovani molto poveri ed esclusi che desiderano una vita dignitosa e onesta, e molti di loro riescono ad uscire dalla strada se incontrano amiche e amici che abbiano fiducia in loro.

La nostra preoccupazione ci spinge a prepararci al peggio anche se desideriamo il meglio; aspetteremo di vedere come si comporta il nuovo governo prima di giudicarlo. Nello stesso tempo, dobbiamo essere prudenti.

Per questa ragione vi scriviamo, per chiedere la vostra disponibilità, in caso di necessità, di mandare email di protesta agli indirizzi che invieremo al momento opportuno, se il Presidente Generale dovesse iniziare una dura repressione dei giovani di strada.

Noi abbiamo deciso di mandare una lettera aperta al Presidente e Vicepresidente, soprattutto perché sia chiaro che le bambine, i bambini e i giovani della strada non sono soli e che possono contare sulla protezione non solo del MOJOCA, ma anche di associazioni sorelle in Guatemala e in altri paesi del mondo. Pensiamo che i nuovi dirigenti saranno più prudenti di fronte alle possibili reazioni internazionali, che potrebbero mettere a rischio l’appoggio straniero al governo.

Inoltre, chiediamo alle associazioni sorelle dei paesi vicini come l’Honduras e il Salvador di aiutare i giovani che vivono nella strada in Guatemala ma che provengono da quei paesi. A quei giovani stiamo consigliando di far ritorno prima che Pérez Molina assumi il potere.

Se credete di poter fare qualcosa, vi preghiamo di farcelo sapere.

Vi domandiamo anche di inoltrare il nostro messaggio alle associazioni e istituzioni con le quali siete in contatto, a chi potrebbe partecipare a questa azione di solidarietà internazionale. Anche a quelle personalità della politica, della cultura, della scienza e del mondo religioso.

Alle organizzazioni internazionali come JOCI, JOCA, Solidarietà Mondiale e alle associazioni che hanno legami di amicizia con organizzazioni di altri paesi chiediamo di inviare questo messaggio insieme ad una presentazione da parte vostra al maggior numero possibile di associazioni di altri paesi.

Infine, se vi è possibile, sarebbe molto utile sensibilizzare i mezzi di comunicazione di massa del vostro paese su quello che succede in Guatemala.

In attesa di una vostra risposta, vi inviamo un amichevole abbraccio con la nostra totale disponiblità a solidarizzarci con la vostra associazione ogni volta che ne avrete bisogno.

Il Comitato di Gestione eletto dalle ragazze e i ragazzi del mojoca:
Diana Pernilla –Presidentessa;
Mario Tzun, Estefani Batén – Reppresentanti del collettivo sella strada;
Gustavo Poma – Representante della scuola dell’amicizia e dei laboratori di avviamento al lavoro;
Felisa Castro – Reppresentante della casa 8 di marzo per le ragazze che escono dalla strada ed i loro bambini;
Manuel Nájera – Reppresentante della Casa degli Amici che ospita ragazzi che escono dalla strada;
Laura Lemus – Representante delle Quetzalitas, gruppo di auto aiuto delle ragazze uscite dalla stradae;
Sergio Pineda – Reppresentante di Nuova Generazione, gruppo di ragazzi usciti dalla;
Claudia Carrera – Reppresentante delle “Mariposas” (farfalle), collettivo delle bambine e bambini delle ragazze uscite dalla strada;
Glenda López – Presidentessa dell’ associazione giuridica e direttrice amministrativa;
Gérad Lutte – Consiguiere pedagogico e fondatore del Mojoca assieme a un gruppo di ragazze e ragazzi di strada.

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