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Don Pino De Masi di B.Manni

Cari amici
Domenica 18 marzo alle ore 18,15
presso la sala degli Orti in via Leonardo Da Vinci di Modena.
La comunità del Villaggio organizza un incontro con don Pino De Masi parroco di Polistena (Gioia Tauro)
Don Pino fa parte dell’Associazione Libera e sta portando avanti interessanti progetti antimafia.
Allego l’articolo su don Pino che ho pubblicato sulla Gazzetta sabato 10 marzo.
Arrivederci

Beppe Manni

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Don Pino De Masi

Beppe Manni
Gazzetta di Modena sabato 10 marzo 2012

Don Pino De Masi parroco di Polistena (Gioa Tauro), è un ‘prete antimafia’; era presente il 6 marzo sera nella chiesa di Santa Teresa di Modena, all’incontro del secondo martedì di quaresima organizzato dalla diocesi dedicato ormai da un decennio all’incontro tra i giovani e il vescovo. Assieme a mons Antonio Lanfranchi, al parroco don Dorval Mescoli e a don Federico Pigoni delegato alla pastorale giovanile, c’erano cinquecento giovani che sono venuti da ogni parte della provincia per ascoltare l’esperienza della parrocchia di Polistena. Don Pino che è che vicario generale della sua diocesi, da alcuni anni sta conducendo una sua lotta alla ’Ndrangheta e alla mafia all’interno dell’organizzazione Libera fondata da Don Ciotti.

C’era una volta… ha esordito don Pino dal pulpito della chiesa strapiena…C’era una volta una terra bellissima baciata dal sole e dal mare, florida e piena di vita con gente semplice accogliente e solidale. Ma un giorno un drago feroce ha bruciato i sogni delle persone e ha seminato rassegnazione, disperazione e immoralità. Molti si sono adattati nel silenzio, altri sono stati ammazzati, molti son fuggiti in altre terre, al nord. Ma da un po’ di tempo qualcosa è cambiato un drappello di uomini coraggiosi è rimasto per creare una Terra Libera. La terra bellissima è la Calabria, il drago omicida è la ‘Ndrangheta, i cavalieri sono giovani che non si sono rassegnati a tanta devastazione e da alcuni anni hanno cominciato a costruire una società diversa.

Alcuni slogan del prete di Polistena.
“Cambiare per restare, restare per cambiare”. La cosa più importante è stata la creazione di una cooperativa agricola sui terreni sequestrati. I prodotti vengono esportati in tutta Italia e anche all’estero. Sono stati creati 15 posti di lavoro. Da una situazione di povertà che arricchiva solo alcuni, si sta producendo una ricchezza che viene ridistribuita ai più poveri ed emarginati. Ogni anni nei mesi estivi vengono organizzati campi di lavoro: l’anno scorso più di seicento giovani sono passati qui: il mattino lavoravano nei campi e il pomeriggio venivano organizzati incontri discussioni, riflessioni con ‘personalità’. Gli abitanti di Polistena si sono sentiti appoggiati. Non si sentono più soli.

“Qualcosa sta cambiando”: i cittadini vogliono ridare dignità e speranza alla Calabria.
Ma il “Drago” non è stato fermo: infatti ci sono stati azioni di sabotaggio, aggressioni…
Il coraggio, ha ridato forza e dignità a questi giovani che hanno assaporato la gioia di sentirsi uomini liberi.

E’ una nuova “Resistenza” per vincere la passività e la cultura mafiosa.

L’azione di don Pino e del suo gruppo trae radici anche dalla parola del vangelo: “nella consapevolezza che Dio vuole la libertà dei suoi figli e non la schiavitù, è un Dio che cammina con noi. L’esempio lo ha dato Gesù quando ha incontrato Zaccheo che per riparare al male fatto, risarcisce coloro che erano stati defraudati e dà metà delle sue ricchezze ai poveri…Perché dice ancora Gesù: “Se non cambierete il vostro modo di vivere perite tutti allo stesso modo”.

Un aspetto originale della lotta antimafia consiste nell’appoggio della diocesi. In un palazzo sequestrato sono stati accolti uffici diocesani e locali di una parrocchia su un altro terreno si sta allestendo un ostello per giovani…
Il suo è stato un messaggio “finalmente” positivo e di speranza: qualcosa sta cambiando. Don Pino è grande amico del Giornalista calabrese della Gazzetta di Modena Giovanni Tizian minacciato dalla Mafia e ora sotto scorta. Il prete ha ricordato agli attentissimi giovani modenesi: “Anche voi siete giovani cavalieri non rassegnatevi alla precarietà vi abbiamo promesso tanto senza mantenerlo. Combattete contro la disonesta, l’indifferenza e alla rassegnazione. Imparate la moralità e la legalità a fare scelte scomode per non diventare una massa facilmente manovrabile…”La ‘Ndrangeheta è a casa vostra” perché chi detiene il potere economico e politico ha fatto finta di non capire: faceva patti con la gente che veniva dal mio paese: “non c’è più tempo per perdere tempo. Voi giovani non siete il futuro ma il presente” ha concluso.

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