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Gli esseri fatti d’acqua e i circensi senza pane

Associazione “Respirare”
www.coipiediperterra.org

Gli esseri fatti d’acqua sono gli esseri umani. E l’acqua che costituisce gran parte del loro corporeo consistere devono assumerla frequentemente: privati dell’acqua muoiono. L’accesso all’acqua potabile e’ quindi un bisogno primario; senza acqua potabile viene meno il primo diritto umano: il diritto a vivere.

A Viterbo l’acqua e’ avvelenata da una esorbitate presenza di arsenico, ben oltre il limite massimo tollerabile stabilito dall’Unione Europea (10 microgrammi per litro), limite massimo che peraltro e’ il doppio del limite massimo tollerabile indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (5 microgrammi per litro).

Primo dovere delle istituzioni locali sarebbe quello di adoperarsi per garantire acqua potabile alla popolazione. Cosa agevolmente realizzabile installando adeguati dearsenificatori nei punti di captazione delle acque poi immesse nei pubblici acquedotti.

Ma, con pochissime eccezioni, la gran parte delle istituzioni locali e del ceto politico sembra essere in tutt’altre faccende affaccendata.

Vediamo: l’ente gestore dei servizi idrici in molti Comuni del viterbese, la Talete spa, e’ – per dirla in lingua corrente -un carrozzone mangiasoldi, una fabbrica di debiti, un erogatore di veleno, oltre che un rapinatore di pesanti bollette per la presunta fornitura ai cittadini di acqua potabile quando invece – per sua stessa esplicita ammissione – fornisce veleno.

La gran parte dei pubblici amministratori dei Comuni in cui l’arsenico viene diffuso nelle case al posto dell’acqua potabile dapprima si e’ distinta nell’ignobile operazione di negare che vi fosse un problema, poi ha usato ogni sorta di squallidi mezzucci pur di non affrontare il problema, infine e attualmente si dedica al gioco dello scaricabarile, dichiarando la propria incapacita’ e irresponsabilita’ (ma se sono incapaci ed irresponsabili perche’ pretendono di continuare a governare gli enti locali?), mentre la popolazione continua ad essere avvelenata.

La Regione Lazio sperpera ingenti risorse a destra e a manca, ma per contribuire a garantire acqua potabile ha fatto cosi’ poco che il nulla e’ poco meno.

Nel frattempo viene l’estate e le amministrazioni locali ed il ceto politico sono impegnati a promuovere le sagre paesane, a finanziare spettacolini d’ogni sorta, a rigiocare il gioco del clientelismo, mentre la popolazione continua ad essere avvelenata.

“Panem et circenses” e’ lo storico motto di tutti i regimi oppressivi intenti alla costruzione del consenso con provvedimenti demagogici e narcotici per mantenere la schiavitu’; qui si fa di piu’: circenses sine pane; circenses sine aqua.

E poiche’ si avvicinano le elezioni amministrative e quelle politiche del 2013, e poiche’ alla fine del 2012 scade l’ennesima sciagurata deroga da parte dell’Unione Europea (deroga che fu stoltamente, scelleratamente concessa sulla base dell’impegno delle istituzioni italiane a realizzare i dearsenificatori entro il 2012), il teatrino dei politicanti della societa’ dello spettacolo ha gia’ cominciato ad esibirsi nel solito repertorio di laide menzogne, di criminali pagliacciate, di infami mistificazioni. Evitando di fare le uniche cose che veramente occorrono: dire la verita’, cessare di avvelenare le persone, realizzare i dearsenificatori subito.

Che fare? E’ semplice, e lo ripetiamo per l’ennesima volta.

a) le istituzioni locali devono prendere atto della drammatica realta’ e dire finalmente la triste verita’ ai cittadini: ovvero che da anni vengono avvelenati, che l’acqua che ricevono nelle case e per la quale pagano salate bollette e’ semplicemente avvelenata;

b) le istituzioni locali devono realizzare subito dearsenificatori alla fonte impegnando per questo fondi del proprio bilancio, salvo successivamente rivalersi sulla Regione Lazio e su altri eventuali soggetti gestionali ed istituzionali inadempienti;

c) e qualora fosse necessario, stante l’urgenza a provvedere ed il palese primario pubblico interesse, e sulla base dei presupposti teste’ enunciati, le istituzioni locali devono promuovere anche ad integrazione (ripetiamo: ove necessario) dei costi da sostenere per l’immediata realizzazione dei dearsenificatori una sottoscrizione pubblica coinvolgendo la popolazione (e gli operatori economici e finanziari del territorio, e le altre varie istituzioni, associazioni e fondazioni nel territorio presenti) su base volontaria e con garanzia di adeguati controlli democratici sia sull’uso (e sull’eventuale restituzione qualora se ne dessero le condizioni) degli importi, sia sulla realizzazione delle opere (per evitare sperperi, clientelismo, ruberie, carrozzoni).

Viterbo, 13 giugno 2012

L’associazione “Respirare” e’ stata promossa a Viterbo da associazioni e movimenti ecopacifisti e nonviolenti, per il diritto alla salute e la difesa dell’ambiente. Per informazioni e contatti: c/o Centro di ricerca per la pace e i diritti umani, e-mail: info@coipiediperterra.org e nbawac@tin.it, siti: www.coipiediperterra.org e http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

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