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Matrimonio gay e Costituzione. Era meglio tacere: Rosi Bindi

Stefano Bolognini
www.enciclopegaya.com

L’idea che la Costituzione proibirebbe i matrimoni gay è una favola, ma ai politici italiani piace vendere fiabe, tanto che continuano a ripeterla. Da questo punto di vista, avrebbe fatto meglio a tacere Rosi Bindi, del PD, che il 18 giugno 2012 ha detto ad “Avvenire” :

“Ci atterremo ai contenuti della Costituzione e a una consolidata giurisprudenza che non prevede il matrimonio per le coppie omosessuali. Sulla scia del lavoro fatto escludo che il programma del Pd conterrà questa proposta, come pure escludo che possa prevedere l’adozione per le coppie gay, alla quale sono personalmente contraria anche sotto un profilo scientifico”.

La Corte Costituzionale italiana ha affermato, al contrario, nella sua sentenza n. 138 del 2010, che la decisione relativa ai matrimoni fra persone dello stesso sesso non trova nessun limite od ostacolo o prescrizione nella nostra Costituzione e dipende interamente dalla volontà del Legislatore (e cioè anche di Rosi Bindi!). Quindi è Rosi Bindi che ostacola il matrimonio gay, non la Costituzione…

Purtroppo i politici italiani continuano a propinarci questa favola, manco fossimo creduloni, non tenendo in minima considerazione la smentita della Consulta e i pronunciamenti successivi dei tribunali italiani.

È peraltro curioso come questa classe politica, tanto attenta a non infrangere un’indicazione della Costituzione che nella Costituzione, semplicemente, non c’è, non mostri poi altrettanto zelo nel ricordarsi che la Costituzione proibisce espressamente il finanziamento della scuola privata, che è sì libera, ma “senza oneri per lo Stato”. Al solito, due pesi e due misure.

Abbiamo raccolto comunque, qui di seguito, una significativa antologia di favole nelle dichiarazioni sull’argomento di PD, PDL, UDC  e altri, giusto per la cronaca, e con l’augurio che altri esponenti politici tacciano prima di propinarci altre chiacchiere.

 

Estratto dalla voce “Costituzione italiana e matrimonio fra persone dello stesso sesso”, tratto da “Enciclopegaya”


2004 – Francesco Rutelli (La Margherita)

«Possiamo discutere di tutto, e comunque combattere ogni discriminazione verso le persone omosessuali, ma senza nemmeno pensare di poter uscire da alcune decine di migliaia di anni di storia dell’uomo. Anche perché su questo punto la Costituzione italiana dà una definizione rigorosa e limpida».

(Rutelli sulle coppie gay: no al matrimonio, sì alle unioni civili, “Il Foglio”, 11 novembre 2004.).

2007 – Massimo D’Alema (Partito Democratico)

«No, non sono favorevole al matrimonio tra omosessuali (…) perché il matrimonio tra un uomo e una donna è il fondamento della famiglia, per la Costituzione. E, per la maggioranza degli italiani, è pure un sacramento. Il matrimonio tra omosessuali, perciò, offenderebbe il sentimento religioso di tanta gente. Due persone dello stesso sesso possono vivere uniti senza bisogno di simulare un matrimonio”

(Fabrizio Caccia, No di D’Alema alle nozze gay: offesa a tanti italiani, “Corriere della Sera”, 4 dicembre 2007).

2010 – Pier Luigi Bersani (Partito Democratico)

«Uno Stato che non regola le convivenze stabili viene meno a un suo compito. Poi la Consulta ci chiarirà a proposito del fondamento Costituzionale della terminologia. Per noi il matrimonio è una cosa, e diciamo che altre forme di convivenza hanno regolazione diversa. Io sono per regolare altre convivenza con forme non sovrapponibili a quella del matrimonio.»

(Dichiarazione fatta a “Mentana Condicio”, 24 marzo 2010, citata in: Fabrizia Maggi, Matrimoni omosex, la Consulta rimanda la discussione e Bersani delude i gay, “L’Occidentale”, 24 marzo 2010).

2011 – Massimo D’Alema (Partito Democratico)

«Il matrimonio, come è previsto dalla Costituzione, è l’unione tra persone di sesso diverso, finalizzata alla procreazione. (…) Penso che il sentimento degli italiani che ritengono che il matrimonio sia un sacramento vada rispettato. È possibile rispettarlo senza comprimere i diritti delle persone omosessuali, diritti che devono esser riconosciuti.» (Dibattito alla festa de l’Unità di Ostia, 9 settembre 2011).

Dopo che la dichiarazione – trasmessa su Youtube – aveva suscitato la reazione di quanti avevano contestato la disinvolta distorsione del testo Costituzionale, D’Alema fu peraltro costretto a fare marcia indietro, parlando di un non meglio precisato “equivoco”:

«”Chiedo scusa per l’equivoco – ha detto stasera D’Alema a Bologna -. Può darsi che i miei riferimenti al testo costituzionale siano stati rozzi, che non mi sia espresso con chiarezza. Non ho mai detto che la Costituzione impedisce il matrimonio omosessuale. Ho detto che siamo in un Paese con una storia e una tradizione». Nel quale la lotta per i diritti deve fare i conti «con un ragionevole compromesso» tra «l’allargamento dei diritti per persone che convivono» e «la sensibilità di un mondo cattolico che si sente urtato». Sensibilità che – precisa – non è la sua: «Non ho la remora di definire il matrimonio un sacramento».

(Anonimo, Stretta di mano D’Alema-gay sui matrimoni: «Un equivoco»”, “L’Unità” 13 settembre 2011.)

2011 – Franco Frattini (Pdl)

«”Ho una convinzione profonda, che il matrimonio sia quello stabilito dalla nostra Costituzione e di questo ovviamente sono convinti in molti”, ha aggiunto. “Non parlerei di un’idea di cambiamento del matrimonio”, ha affermato, “questo credo che la nostra storia e la nostra Costituzione non lo permetterebbe”.»

(Valentino Salvatore, Frattini: “Costituzione dice no ai matrimoni gay”, “Uaar ultimissime”, 25 giugno 2011.)

2011 – Carlo Giovanardi (Pdl)

«Lo spot Ikea “contrasta con la Costituzione, è offensivo, di cattivo gusto”. Il sottosegretario Giovanardi critica il messaggio promozionale del colosso svedese in cui due uomini di spalle si tengono per mano sopra lo slogan: “Siamo aperti a tutte le famiglie. La famiglia è la casa più importante, cerchiamo di rendere più comoda la vita di ogni famiglia”. Per Giovanardi Ikea “è libera di rivolgersi a chi vuole, ma il termine famiglie è in contrasto con la nostra legge fondamentale”. (…)

Giovanardi ha poi giudicato “grave che una multinazionale a cui il nostro Paese sta dando tanto in termini di disponibilità, venga e dica agli italiani cosa devono pensare polemizzando contro la loro Costituzione”.»

(Ansa, Gay: Giovanardi, spot Ikea offende la Costituzione, 23 aprile 2011.)

2011 – Carlo Giovanardi (Pdl)

«”Sono male informati”: Carlo Giovanardi ribatte al responsabile relazioni esterne di Ikea, affermando che “la Corte costituzionale proprio pochi mesi fa ha stabilito che la famiglia, come società naturale fondata sul matrimonio, è formata da un uomo e una donna”…»

(Ansa, Gay: Giovanardi, a Ikea sono male informati su Costituzione, 23 aprile 2011.)

2011 – Carlo Giovanardi (Pdl)

«<La battaglia> sull’accesso al matrimonio diventa una battaglia ideologica, perché bisognerebbe cambiare la Costituzione. »

Anonimo, Giovanardi: “Gay nella commissione famiglia? Fanno solo una battaglia ideologica”, “Il fatto quotidiano”, 23 aprile 2011.

2012 – Rosy Bindi (Partito Democratico)

«Non userei mai la parola matrimonio perché credo che quella sia un istituto previsto dalla nostra Costituzione, prevista dalla nostra tradizione giuridica del nostro Paese, che lega quella parola al fondamento di una famiglia e all’unione eterosessuale.»

(Matrimoni gay, a Sky TG24 Rosy Bindi, 11 marzo 2012.)

2012 – Rocco Buttiglione (UDC)

«Siamo d’accordo con il presidente del Pd Rosi Bindi: no ai matrimoni gay, sì ai diritti individuali. Il matrimonio tra un uomo e una donna ha una funzione sociale costituzionalmente garantita, crea la famiglia che genera figli e costruisce solidarietà fra le generazioni, e per questo la famiglia va tutelata come modello unico. Altra cosa sono i diritti individuali. Sarebbe utile capire se questo è il pensiero di tutto il Pd.»

(AGENPARL – Famiglia: Buttiglione (UDC), in linea con Rosi Bindi sul no ai matrimoni gay, 12 marzo 2012.)

2012 – Silvia Costa e Patrizia Toia (Partito Democratico)

«In Italia, com’è noto, la nostra Costituzione (che su questo tema si è espressa anche con la sentenza n° 4184 del 2010) definisce la famiglia come «società naturale fondata sul matrimonio», pur equiparando giustamente i diritti dei figli nati fuori o dentro una famiglia e i diritti/doveri dei genitori. E in quella parola «naturale» c’è il riconoscimento (non l’imposizione) del sodalizio primigenio e fondamentale tra uomo e donna, come cellula fondativa della società e del’umanità, preesistente allo stato, che ha attraversato millenni della storia umana e che lo stato riconosce e tutela con particolare favore. »

(Il nostro no alle nozze gay, ” Europa”, 17 marzo 2012.)

2012 – Angelo Scola (cardinale)

«Mi pare che operazioni di questo tipo possiedano una preoccupante connotazione ideologica che, nel caso in questione, contraddice la stessa Costituzione italiana, che all’articolo 29 afferma: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. (…)

Anche tra i cristiani, in nome di un frainteso concetto di libertà, si accetta una posizione neutrale. Si dice: io tengo alla famiglia, ma lascio liberi gli altri di agire come meglio credono.»

(A.St., Scola: l’Italia ha voglia di famiglia, “Famiglia Cristiana”, 27 marzo 2012).

In alcuni casi si arriva al falso vero e proprio, inventando aspetti che nella Costituzione non esistono affatto, come nel caso di Dario Franceschini (Partito Democratico) che ha dichiarato:

«La Costituzione parla di uomo e donna.»

(Silvia Cerami, Nozze gay, il Pd non ce la fa, “L’Espresso online”, 14 maggio 2012).

In questo panorama spicca isolata la dichiarazione di Michele Emiliano (Partito Democratico) in quanto egli è l’unico che cita la Costituzione nel senso indicato nella pronuncia della Consulta:

«[Condivido] la posizione espressa dal presidente Obama che rende effettiva l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. È la stessa Costituzione italiana che obbliga a prendere questa direzione, perché l’articolo 3 prevede che la Repubblica debba rimuovere ogni ostacolo che non consente l’effettiva parità di doveri e diritti fra tutti i cittadini.»

(Silvia Cerami, Nozze gay, il Pd non ce la fa, “L’Espresso online”, 14 maggio 2012).

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