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Papa mobile di B.Manni

Beppe Manni
Gazzetta di Modena, 23 giugno 2012

‘S’i fossi papa…” cantava Cecco Agiolieri nel 1300 in un sonetto.

Se io fossi il papa…ma sì nella Bassa ci andrei a fare una visita, non perché un bravo prete è morto ‘martire’ sotto le macerie della sua chiesa. Altri uomini donne e preti sono martiri. E mille altri volontari stanno lavorando giorno e notte gratuitamente per aiutare i terremotati. Ma ci andrei come senz’altro fa il papa, per essere vicino a uomini e donne che hanno la pelle bruciata da questi eventi terribili.

Un industriale di Corlo aveva costruito uno spandiletame per la tenuta papale di Castel Gandolfo Nell’estate del 1998 il buon Marino portò la macchina a Papa Wojtyla. Quando il pontefice seppe che l’artigiano veniva da Modena gli disse: “Purtroppo, mi dispiace per voi che avete un governo comunista in Emilia…”.

L’altro giorno sono andato con un abitante di Cortile benzinaio, a visitare la chiesa di Rovereto, il centro di Carpi e di Cavezzo. Mi raccontava che due signore tedesche si erano fermate al suo distributore e dopo aver fatto il pieno con aria severa e minacciosa, indicavano il cielo e poi avevano aperto un libro in italiano sul quale c’era scritto “Dio vi ha puniti per i vostri peccati…”

Allora se fossi papa martedì 26 giugno, andrei a Rovereto e a Capi, in punta di piedi senza essere accompagnato dal rombo di un elicottero e dallo schiaffo delle sue pale. Come fa il Dalai Lama con un sicuro trasporto aereo di una compagnia italiana. Vestito di nero in segno di lutto, senza il codazzo di colorati vescovi e monsignori.

Signor Papa, lì ci sono migliaia di persone che soffrono il caldo, la solitudine e la disperazione. Migliaia di operatori e dipendenti comunali che lavorano 12 ore al giorno per rispondere all’emergenza. Non affaticate troppo queste brave persone con un apparato pesante e invasivo. Abbiate la bontà di essere leggeri e misericordiosi.

E poi caro Papa noi siamo un po’ comunisti ma andiamo anche in chiesa, crediamo in Cristo che i nostri padri chiamavano il primo socialista. Proprio grazie al credo socialista la gente della bassa si è data da fare, lottando per migliorare la situazione dei braccianti e degli operai; hanno creato le cooperative e le leghe sociali.
Non siamo cattolici devotissimi o atei-devoti parlamentari, sempre così ossequienti con lei e i suoi cardinali, ma dalla condotta molto dubbia.

Non pensiamo che Dio ci abbia punito perché siamo comunisti o divorziati che fanno la comunione o omosessuali conviventi. Le disgrazie vengono per tutti e Lui fa piovere e splendere il sole ma anche cadere la tempesta sui buoni e sui cattivi. E il terremoto fa cadere i municipi, i castelli e le chiese.

Siamo un po’ anticlericali ma lei tedesco, ci può capire, avevamo troppo vicino proprio lo stato pontificio che ne ha fatte di cotte e di crude.

Ma ci vogliamo bene tra di noi, credenti e non credenti. ‘Comunisti’ e ‘democristiani’ si danno una mano per il bene della gente.

Siamo laici e cristiani adulti, non ci metteremo in ginocchio a baciarle l’anello ma le stringeremo la mano ringraziandola di averci fatta visita.

Il sonetto del buon Cecco Angiolieri continuava “S’i fossi papa, allor sarei giocondo – che tutti li cristiani imbrighrei…”. Signor Papa faccia il possibile affinché i suoi comportamenti non confondano ancora di più la nostra già confusa coscienza cristiana.

(Allegato)

S’i fosse fuoco, arderei ‘l mondo;
s’i fosse vento, lo tempestarei;
s’i fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i fosse Dio, manderei l’ en profondo;
s’i fosse papa, allor serei giocondo,
ché tutti li cristiani imbrigarei;
s’i fosse ‘mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.
S’i fosse morte, andarei a mi’ padre;
s’i fosse vita, non starei con lui;
similemente faria da mi’ madre.
Si fosse Cecco com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le zoppe e vecchie lasserei altrui.

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