Home LGBTQ: fede, diritti, lotta all'omofobia Maschile, femminile e la next culture

Maschile, femminile e la next culture

Carolyn Baker

Home

Traduzione a cura di GIADA GHIRINGHELLI per www.comedonchisciotte.org
Durante gli scorsi tre anni, da quando ho pubblicato i miei due libri incentrati sul crollo della civiltà industriale, “Sacred Demise: Walking The Spiritual Path Of Industrial Civilization’s Collapse and Navigating The Coming Chaos: A Handbook For Inner Transition.”, mi è stato chiesto non so quante volte come posso prevedere come verranno considerati la gente di colore, le donne, i bambini, gli anziani, e la comunità LGBT, i membri più vulnerabili in una società nel caos, quando la civiltà industriale si disgregherà. Molti indicano i romanzi futuristici di James Howard Kunstler come plausibile scenario.

Sostanzialmente, Kunstler crede che durante e dopo la disgregazione della civiltà, le minoranze verrano considerate il principale capro espiatorio della disgregazione e, mentre il sistema legale/penale si sbriciolerà, praticamente nulla eviterà che elementi folli e criminali impongano qualunque sorta di violenza a più indifesi. Infatti, Kunstler afferma che tutti i diritti ottenuti dalle minoranze etniche, dalle donne e dai gay negli ultimi quarant’anni saranno sostanzialmente eliminati nel momento in cui uomini forsennati e bellicosi avranno la meglio. In “Navigating The Coming Chaos” ho scritto molto onestamente come immagino verranno trattate le donne nel momento in cui le attuali strutture societarie si deterioreranno. Sinceramente, concordo con Kunstler sul fatto che le donne e le minoranze saranno prese di mira. Come lui, credo che chiunque faccia parte di questi gruppi e la pensi diversamente sia un ingenuo. Sebbene non abbia mai sostenuto una crociata per armare le donne, ogni qual volta mi si chieda come penso saranno trattate nel crollo, le imploro di imparare tecniche di autodifesa e, se sono favorevoli, a completare almeno un corso di uso di armi da fuoco, e di tenersi in allenamento con le armi che hanno imparato ad usare.

Comunque, sostenere che durante il crollo tutte le conquiste ottenute dai suddetti gruppi minoritari verranno eliminate permanentemente smentisce la storia. Possiamo andare indietro nel tempo fino alla penosa condizione degli antichi popoli ebraici, che non hanno mai dimenticato la schiavitù, e si sono portati dietro l’eredità della liberazione dall’antichità fino ai giorni nostri.

Allo stesso modo, gli americani portati nelle Americhe del XV secolo e successivamente hanno continuato ad accarezzare l’idea della libertà, che ha permeato profondamente i movimenti per i diritti civile degli anni Sessanta. Analogamente, i nativi americani, che hanno sopportato generazioni di genocidi e sfruttamento, hanno sempre reclamato e conservato la loro cultura e buona parte delle loro tradizioni anche nel XX e nel XXI secolo.  Anche il movimento femminista degli anni Settanta è scaturito da una serie di fattori, non ultimo la storia delle donne e la coscienza dell’oppressione femminile attraverso gran parte della storia registrata. Cosicché, si può osservate che, nonostante i potenti abbiano sfruttato gli indifesi per secoli e millenni, la memoria e l’eredità della libertà e della dignità non sono mai state cancellate irreversibilmente.

Quanto potrebbe essere grave l’oppressione?

Non saltate subito alla conclusione che io stia sottovalutando la proliferazione del male nel mondo in disgregazione. Sono impegnata, con il mio lavoro a livello mondiale, a preparare la gente dal punto di vista emotivo e spirituale per il crollo della civiltà industriale, ed in particolare perché in alcune parti del mondo il  processo sarà insidioso. Non credo che la disgregazione avverrà in modo uniforme e sistematico. Per definizione, il crollo di un impero o di una società prevede che esso si manifesti sotto varie sembianze. Userei il termine “grumoso” per descrivere questo fenomeno.  Le circostanze varieranno da una comunità all’altra, da una zona all’altra. La sostenibilità e l’autosufficienza potrebbero essere fattori cruciali per salvaguardare il benessere dell’individuo e delle comunità quando le cose peggioreranno, ma non si sa nulla di certo riguardo a quante persone o gruppi riusciranno a cavarsela con rifornimenti energetici e armamenti in calo, criticità dovute a cambiamento climatico e crisi economica mondiale.

Mentre scrivo queste parole, sentiamo in tempo reale storie verificabili di cannibali e gente che strappa parti del proprio corpo e di altri. La scorsa settimana, un uomo si è aperto le  budella e ha lanciato parti del proprio intestino alla polizia. Si suppone che gesti del genere siano commessi da individui con problemi mentali e persone sotto l’influsso di narcotici. Tuttavia, si pensi che ci troviamo solo in un primo stadio del disgregamento della società. Se già a questo stadio del crollo vengono commessi strani atti di questo tipo, possiamo solo immaginare – o no? – a quali comportamenti potremmo assistere quando quella che noi chiamiamo civiltà si deteriorerà ulteriormente.

Quando i dipartimenti di polizia scompariranno così come l’intero sistema penale, suppongo si avrà un’escalation di violenza senza precedenti. E, aggiungerei, non solo contro le donne, le minoranze etniche, la comunità LGBT, ma anche contro i maschi bianchi eterosessuali. Sì, i maschi bianchi saranno i maggiori perpetratori della violenza nel crollo, ma ciò non li proteggerà dagli altri maschi bianchi in un mondo infido in cui ciascuno guarda al proprio.

Il titolo del mio ultimo libro contiene l’espressione “caos imminente”, tuttavia, siamo già permeati dal caos, ma ne prevedo molto di più e peggiore di quanto stiamo osservando. Quanto male? Potrebbe esserti utile noleggiare una copia di due DVD:  “The Road” oppure “The Book Of Eli”. Tanto per farsi un’idea, è solo un suggerimento…

Il significato profondo del genere

Per decenni sono stata profondamente influenzata dall’opera di Carl Jung, Joseph Campbell, Malidoma Somè, Michael Meade, Clarissa Pinkola Estes e Marion Woodman. Prima di etichettare questa gente come “new age” bisogna leggere quello che hanno scritto veramente. Se non capite, non recensiteli come “new age”. E sappiate che sono fermamente contraria alle idee “new age” perché non hanno nulla a che fare con la gente che ho appena menzionato e perchè la posizione dei “new age” è profondamente e consciamente ignara del crollo della civiltà industriale. Il “new age” non solo nega moltissime cose, ma viola anche l’interezza e l’integrità dell’animo umano insistendo sul fatto che gli uomini siano nientemeno che “perfetti, impeccabili e divini”. Nega e minimizza i lati oscuri dell’uomo che ci mettono regolarmente nei guai, ma che ci conferiscono anche la capacità di metterci nei guai giusti, quelli di cui abbiamo bisogno per destreggiarci nell’attuale e futuro caos.

Jung è stato un precursore della nuova idea di genere basata sull’analisi degli archetipi dell’inconscio umano. E fatemi aggiungere fin d’ora che, nel caso stiate pensando che il concetto di archetipi sia troppo esoterico, arcano o antiquato, è bene tener conto che il regista e produttore Ridley Scott parla proprio di questi tempi di archetipi a riguardo del suo nuovo film “Prometeus”. Gli artisti e le persone che lavorano in ambito artistico sono solitamente e classicamente a conoscenza degli archetipi e li usano liberamente nelle loro opere. Mentre i pensatori moderni spesso deridono l’idea degli archetipi, l’antica mitologia ne è permeata, e  gran parte di ciò che definiamo “civiltà moderna” è stata influenzata da essi, anche se ne minimizziamo l’importanza. Per esempio, basta osservare superficialmente le religioni istituzionalizzate per cogliere delle evidenti influenze degli archetipi tramandate dall’antichità. Lo stesso fenomeno può essere osservato in altre istituzioni come la finanza, l’istruzione, le comunicazioni e la sanità, giusto per fare qualche esempio.

Due degli archetipi che dominano la mitologia sono il maschile e il femminile. Ricordiamoci che gli archetipi sono temi universali nella psiche e nell’arte, nella musica, nella letteratura, nella poesia e nel teatro. Dato che sono temi, sono diversi da quello che sono oggi uomini e donne, ma entrambi i generi ne sono influenzati costantemente.
Il seguente grafico può essere utile:
GENERE:         DALL’ARCHETIPO ALL’INDIVIDUO

ARCHETIPO MASCHILE ARCHETIPO FEMMINILE         
Qualità del maschile Qualità del femminile
* Perspicace * Intuitivo
*Protettivo * Aperto
* Razionale * Sensibile
* Analitico * Unificante
* Tendente a fare distinzioni * Tendente a individuare relazioni
* Confine * Interezza
* Struttura * Bellezza
* Prodotto * Processo
Funzione inferiore Anima Funzione inferiore Animo
Lato Oscuro  Lato Oscuro 
Singolo Uomo Singola Donna

 

In questo schema si possono vedere le classiche caratteristiche del maschile e del femminile. Le frecce fra gli schemi indicano l’interazione occasionale fra gli archetipi, in cui il maschile apprezza la qualità cosiddetta femminile quale la bellezza, oppure il femminile utilizza la qualità cosiddetta maschile quale la razionalità.

E’ parte della teoria degli archetipi maschile e femminile di Jung anche l’importantissima “funzione inferiore” di ciascuno. La funzione inferiore del maschile è l’anima, o il principio femminile, e la funzione inferiore del femminile è l’animo, o principio maschile. Perciò la psiche maschile contiene l’anima, in altre parole, molte caratteristiche femminili, e la psiche femminile contiene l’animo, le qualità maschili.  Nella tradizione Orientale, i termini “femminile” e “maschile” sono chiamati yin e yang, e la tradizione spirituale orientale cerca il loro equilibrio all’interno dell’individuo.

Inoltre, è importante capire che entrambi gli archetipi, maschile e femminile, hanno un lato oscuro. Ovvero che entrambi gli archetipi sono essenzialmente neutri, né benevoli né malevoli, ma nel lato oscuro possono risiedere qualità che possono essere caratteristiche dell’uno o dell’altro. Per esempio, il maschile ha la capacità di essere perspicace, esigente e di fare distinzioni, ma il lato oscuro femminile può esprimere queste caratteristiche in modo ostile oppure rigettarle, renderle marginali, escluderle, perseguitarle o persino annientarle. Similmente, il femminile è un’energia unificante, accondiscendente, relazionale, ma senza la caratteristica maschile della perspicacia, il femminile rischia di accettare anche ciò che gli è dannoso e perciò può mettere in pericolo se stesso e ciò che ama.

Infine, nella parte bassa del grafico soprastante, vediamo l’individuo, uomo e donna, la cui complessa psiche comprende archetipi, anima, animo e lato oscuro, e nei cui corpi scorrono fluidi ormonali comuni a entrambi i generi.

Perciò,  francamente, credo si possa solo esplorare e cercare di scoprire cosa è nascosto. Scoprire il maschile o lato oscuro femminile in se stessi è cruciale, non solo per scoprire la propria interezza, ma per raggiungere la giustizia fra i sessi e tutti i vari gruppi di cui è composta la comunità. Se non si accetta l’esistenza del lato oscuro e non si riesce a relazionarsi con essa, essa dominerà un individuo o una comunità, e ne risulterà indicibile sofferenza. E’ tragico, ma un lato oscuro di una società può passare irriconosciuto per secoli o più prima che venga individuato.

Negli anni Sessanta le donne iniziarono a confrontare il lato oscuro maschile degli uomini e del mondo che aveva dominato la maggior parte delle società per millenni. Ciò portò alla creazione di un vero e proprio movimento femminista che ha migliorato le condizioni della donna nel mondo moderno a livelli impensabili. Come è tipico del movimenti sociali, i partecipanti si sono occupati del lato oscuro degli altri ma hanno avuto molta più difficoltà ad individuare il proprio.  Proprio il mio primo libro, pubblicato nel 1996, “Reclaiming The Dark Feminine: The Price Of Desire”, tratta del fallimento del femminismo in generale e delle donne in particolare nell’affrontare sia il lato oscuro del femminile sia il lato oscuro maschile in sè e delle conseguenze di questa mancanza.

Nella prima metà degli anni Novanta, un notevole numero di uomini nel mondo iniziò ad esplorare l’anima organizzando gruppi di uomini, il che portò alla creazione di un breve ma efficace movimento maschilista. Alcuni di questi gruppi sono ancora attivi e si incontrano regolarmente, così come fanno i gruppi di donne, che sono andate ben oltre oppure hanno allargato i temi sui quali discutevano le donne agli albori del femminismo.

Temo che, alle prese con il caos delle società, si metteranno da parte sia il femminismo sia il maschilismo, che saranno drasticamente surclassati dalle preoccupazioni per la sopravvivenza, ma indipendentemente da quanto sarà agitato il sollevamento popolare, il lavoro sull’anima fatto da questi gruppi non potrà estinguersi. Infatti, uomini e donne potrebbero scoprire che i gruppi che si concentrano sui temi riguardanti il proprio genere sono importanti più che mai perché il tema dei generi sarà all’ordine del giorno, quando si diffonderanno  panico, rabbia e persecuzioni. Si può presumere che molti esponenti di entrambi i generi saranno barbari nei loro comportamenti, e chi può prevedere fino a cosa si spingeranno.

Ad un certo punto, comunque, chi vorrà plasmare la “Next Culture” – una in cui prevalgano la giustizia, la dignità umana e la compassione – una che non sia solo un’altra versione del paradigma della civiltà industriale, quegli individui, al fine di creare una società del genere, dovranno avere memoria delle lotte fra i sessi avvenute nel ventesimo secolo e ridare vita alla coscienza degli archetipi maschile e femminile. Dovranno guardare secoli e secoli indietro in un passato di atroci crudeltà umane e quello che è stato sicuramente un orrendo sfruttamento delle donne, al fine di strutturare una nuova cultura in cui gli archetipi, i lati oscuri e i sessi possano essere riconosciuti e riconciliati.

Il patriarcato istituzionalizzato

In origine, patriarcato significava solo “governo dei padri”, ma al giorno d’oggi è diventato sinonimo di un sistema di potere imposto da uomini adulti. Negli antichi Africa,  Egitto e Mesopotamia il sistema religioso ruotava intorno a una miriade di divinità femminili e molte di quelle società erano matriarcali, in cui le donne detenevano il potere ed avevano adeguati diritti.

Le cosiddette religioni “pagane” dell’era pre-cristiana si basavano sul culto della terra e del rispetto delle sette femminili in cui o governava una donna, oppure il potere era equamente diviso fra donne e uomini. Lo Gnosticismo, una delle prime sette cristiane, affondava le radici nei misteri dell’Antico Egitto e dell’Antica Grecia, e gradualmente iniziò ad far proprio il mito di Gesù presente nella regione Mediterranea di cui faceva parte. Una brillante trilogia dei ricercatori Timothy Freke e Peter Gandy, “The Jesus Mysteries; Jesus And The Lost Goddess, e The Laughing Jesus”, analizza la storia dello Gnosticismo e del suo ruolo nella prima chiesa cristiana e il successivo rifiuto della setta da parte dei padri della chiesa. Elaine Pagels, nel suo libro, “The Gnostic Gospels”, chiarifica ulteriormente la controversia fra lo Gnosticismo e la gerarchia ecclesiastica. Tra le tantissime critiche allo Gnosticismo mosse dai primi teologi della chiesa, fu significativa quella alla fermezza nella convinzione dell’eguaglianza fra uomini e donne.

Ecclesiastici quali Ireneo, Eusebio e soprattutto Agostino si opposero duramente allo Gnosticismo. Nello specifico, alcune delle loro critiche: Le radici politeistiche dello Gnosticismo; il suo orientamento al culto della terra e dei miti; la dedizione all’eguaglianza delle donne; l’opposizione al peccato originale; la riluttanza a lodare Gesù come Dio in forma umana. Le lotte tra la gerarchia ecclesiastica e una serie di sette cristiane continuarono per tutta l’antichità, ma, sostanzialmente, l’ortodossia trionfò con il Concilio di Nicea del 787 e le sette cristiane marginali si estinsero.

Alle opere dei padri della chiesa sopra menzionati soggiace una irrazionale paura dell’archetipo femminile in generale e delle donne nel particolare. Agostino scrisse: “Non c’é differenza se sia moglie o  madre, è Eva la tentatrice che dobbiamo vedere in ogni donna…  non riesco a vedere cosa possa fare la donna per l’uomo, se si esclude la sua funzione di genitrice.” E in un’affermazione ancor più scioccante: “Le donne non dovrebbero essere illuminate o educate in nessun modo.  Dovrebbero, in realtà, essere segregate poiché sono loro la causa di orrende ed involontarie erezioni di uomini santi.”

E’ stato scritto molto sulla spiritualità patristica o patriarcale delle Chiesa Romano-Cattolica dalla teologa femminista cattolica Rosemary Radford Ruether.

Autodefinendosi un’eco-femminista, Ruether ha scritto il suo libro “Gaia And God” (1994) in cui “propone una onnicomprensiva teologia eco-femminista che mostra una via verso la “cura della terra” – un’interazione totale tra uomo e donna, comunità e nazioni.” Ruether e altri studiosi, analizzando l’avversione dei padri della chiesa verso l’archetipo femminile e la spiritualità e al culto della terra fanno notare un’associazione inconscia o forse semi-conscia fra natura e femminile nel pensiero di molti uomini ecclesiastici dell’antichità. Il concetto di Madre Terra è profondamente radicato nella psiche umana, e pare che gli antichi teologi non siano stati un’eccezione.

Nel rivoluzionario articolo del 1993 intitolato “The Split Between Spirit And Nature In European Consciousness “, Ralph Metzner traccia il percorso nei secoli del passaggio della Chiesa da una posizione di tutela nei confronti  della natura ad una di controllo totale, creando una crepa nella psiche occidentale tra natura e spiritualità nella quale, “sentiamo di aver sopraffatto il “bruto” animale in noi, gli istinti e le passioni, per conquistare il controllo del corpo, per essere spirituale e poter accedere al ‘paradiso’ o alla ‘illuminazione’.  Nella psicologia moderna, nella versione Freudiana, il conflitto è fra l’ego umano cosciente, il quale deve lottare contro l’inconscio fisico, l’identità animale, al fine di ottenere la consapevolezza totale e la vera cultura umana.

Le suore incorreggibili non diminuiscono

Profondamente influenzate dal paradigma di giustizia sociale dell’attivista cattolica Dorothy Day, negli anni Trenta, e dai preti attivisti degli anni Sessanta Daniel e Phillip Berrigan, così come dalle opere di Rosemary Ruether, molte suore cattoliche degli Stati Uniti, negli ultimi cinquant’anni, sono diventate sempre più liberali, sia dal punto di vista teologico che da quello politico. Sebbene non abbiano mai sostenuto apertamente l’aborto o la contraccezione, hanno lottato senza tregua per promuovere l’educazione femminile e l’eguaglianza, lavorando attivamente per i diritti umani, i diritti civili, la diminuzione della povertà, giusto per nominare alcune delle cause sociali che hanno sostenuto.

Nell’aprile di quest’anno, il Vaticano ha lanciato una campagna per rimettere in riga le suore “ribelli” negli Stati Uniti. Un articolo del Reuters/Huffington Post riporta che secondo il Vaticano “…le suore promuovono opinioni politiche contrarie a quelle espresse dai vescovi della Chiesa Romano Cattolica degli Stati Uniti, i quali sono gli autentici maestri di morale e fede della Chiesa.” Il Vaticano ha rimproverato le suore per aver diffuso discussioni riguardo all’ordinamento delle donne, del patriarcato ecclesiastico e il sacerdozio di persone omosessuali.” Non è una coincidenza che queste misure restrittive vadano in parallelo con una crescente “guerra alle donne” da parte del Partito Repubblicano USA, a causa dei quali i fondi per la contraccezione e per l’aborto sono stati drasticamente tagliati, così come il programma teso a diminuire la povertà e la fame.

Alcuni osservatori hanno ipotizzato che il Vaticano si sia sentito particolarmente provocato dal recente libro di Sorella Margaret Farley “Just Love: A Framework For Christian Ethics.” Il Vaticano ha dichiarato che il libro “contraddice gli insegnamenti della Chiesa su temi quali la masturbazione, l’omosessualità e il matrimonio, e che l’autore ha capito male la teologia cattolica.”

In un’intervista di Paul Raushenbush, Sorella Joan Chittister, Ph.D., ha descritto la recente campagna del Vaticano tesa a richiamare le suore: “E’ una presa di posizione ostile, non c’è dubbio a proposito. Stanno “facendo pulizia nella chiesa” – tutto tranne loro.”

“Tutto tranne loro”, certo, si riferisce all’epidemia di abusi sessuali fra ecclesiastici maschi nel mondo.

Chiunque abbia familiarità con al cultura di queste religiose radicali sa bene che sono totalmente al corrente della difficile situazione del nostro pianeta, e molte sanno che si parla anche di crollo della civiltà industriale. Ancor più importante, loro si impegnano a vivere in modo sostenibile e autosufficiente in comunità. Infatti, è mio onore e privilegio indirizzarvi a una conferenza delle Sisters Of The Earth al St. Mary Of The Woods (Indiana) in luglio, in cui discuteremo seriamente delle condizioni del pianeta e delle nostre reazioni ad esse.

Come notato da Dmitry Orlov alla recente Conferenza “Age of Limits”, nel corso della storia, le comunità religiose e monastiche hanno spesso sviluppato caratteristiche interpersonali e logistiche che le preparano eccelsamente a superare il crollo di una società intorno a loro, e credo che il fatto che ci siano suore consce del crollo e attiviste nel mondo non sia una situazione eccezionale.

Crollo, Genere, Archetipi: Il nuovo paradigma.

Solitamente, le società al tracollo diventano reazionarie, rigide e ideologiche nel tentativo di evitare lo sfaldamento.

Negli Stati Uniti, dove gli ingranaggi rallentano ogni giorno che passa,  non sorprende che la politica sia ad un punto morto, nè che l’elite governate al congresso sia sempre più orientata a destra. Al contempo, l’amministrazione attuale si sta dirigendo verso la creazione di uno stato di sorveglianza totale, andando oltre ciò che fece la passata amministrazione analizzando la cittadinanza.

Mentre l’amministrazione Obama è favorevole al matrimonio omosessuale, continua la guerra alle donne e peggiorerà certamente negli anni a venire, indipendentemente da quale partito prenderà il potere. Dovremo aspettarci che gli immigrati, i musulmani e le donne saranno sempre più presi come capri espiatori con l’esacerbarsi del crollo. Con l’implosione delle città, la polizia, i vigili del fuoco, e i tribunali scompariranno. Così come avvenne con il crollo dell’Unione Sovietica, la gente si unirà per proteggersi altrimenti non sopravviverà. Quanto può scendere in basso nelle barbarie l’uomo?

Ma non c’è niente di nuovo. Quel che mi affascina non è quanta umanità scenderà nelle tenebre, ma quale cultura costruiremo sulle macerie. Per me una cosa è certa: Se i tradizionali principi degli archetipi del femminile e del maschile non riescono a permeare le relazioni fra le persone e fra i popoli nello sviluppare una nuova cultura, creeremo solo una civiltà 2.0. Non riesco e non voglio predire  cosa avverrà quando l’umanità reclamerà la sua interezza, confronterà appieno il suo lato oscuro femminile e maschile, e vivrà consciamente le più nobili caratteristiche di entrambi gli archetipi, né posso parlare di quanta sofferenza potrebbe essere necessaria per far avvenire tutto ciò. Sono sicura, comunque, che non potrà mai essere cancellata la memoria della parità dei sessi del ventesimo e ventunesimo secolo né quella precedente nel tempo. Forse si ignoreranno gli archetipi, ma sono innati e istintivi e perciò non possono essere estirpati.

Il momento giusto per concentrarci sulla rinascita della lotta di genere e l’interezza non è dopo secoli di ciò che si può definire dominazione dell’oscurità; dobbiamo agire proprio ora ed esaminare e lavorare per sanare il lato oscuro maschile e quello femminile in noi e nella nostra cultura. Come le suore incorreggibili e sempre in aumento, dobbiamo iniziare da dove ci troviamo, ovunque sia, e affrontare il patriarcato ogni volta che cerca di metterci in riga e soggiogarci. Nel far ciò, tramandiamo la memoria, tenendo in considerazione i progressi dei gruppi oppressi nella nostra vita, anche qualora il crollo della civiltà industriale dovesse prendere la sua strada.

Questo articolo è un estratto dal prossimo libro di Carolyn “Collapsing Consciously: Transformative Truths For Turbulent Times”. Visitate il sito di Carolyn www.carolynbaker.net e seguite la sua rubrica quindicinale su www.collapsenet.com. 

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.