Home Politica e Società La strada per la felicità. La risposta alle ingiustizie sociali e alla violenza della società patriarcale starebbe in farmacia

La strada per la felicità. La risposta alle ingiustizie sociali e alla violenza della società patriarcale starebbe in farmacia

Elisabetta Teghil, mailinglist [Sommosse]
www.womenews.net

Qual è la strada per la nostra felicità? Ce l’hanno indicata i ricercatori americani. Chi altro poteva essere?

Sulla rivista “Progress in Neuro-psychopharmacology and biological psychiatry” è stata pubblicata una ricerca che ci dice che la felicità è scritta nel DNA ed è “femmina”. I ricercatori avrebbero identificato il legame tra il gene MaoA e la capacità del cervello di reagire a dopamina e serotonina che inducono stati di benessere. Questo nelle sole donne.

Altri ricercatori della “State University” di New York , ci dicono che il sesso orale aiuta le donne a combattere la depressione e l’insonnia. Lo sperma maschile rappresenta, secondo loro, il più naturale degli antidepressivi e, per goderne i benefici, basterebbe praticare un po’ di sesso orale. Il liquido seminale maschile conterrebbe sostanze in grado di modificare positivamente l’umore femminile e, al contempo, combattere attivamente l’insonnia. Contenitore di serotonina, melatonina, cortisolo e ossitocina, lo sperma sembrerebbe costituire un impareggiabile toccasana per la salute psicologica delle donne. La ricerca ha stabilito anche che le donne che riescono a mantenere una certa stabilità sentimentale e che non usano alcun contraccettivo, godono di una maggior rilassatezza interiore. Ciò avverrebbe in quanto la donna preferisce rapporti che garantiscano un alto grado di fiducia e affidabilità nel partner, legato al ruolo fondamentale di quest’ultimo nella riproduzione e nell’allevare la prole. Inoltre, le donne abituate ad usare precauzioni durante il sesso soffrirebbero di disturbi depressivi più o meno nella misura di quelle che si astengono da qualsiasi attività sessuale.

Perciò, i gay si rassegnino, perchè non hanno il MaoA ,mentre le lesbiche possono trovare la serenità se assumono, possibilmente alla sera, prima di andare a dormire, sperma maschile, come del resto si fa con una medicina che non piace. E, tutte quante, di giorno, invece di scendere in piazza a fare stressanti manifestazioni, prendiamo la nostra dose di farmaci a base di dopamina e serotonina e, di sera, invece di fare inutili riunioni, magari separatiste, tutte a fare sesso orale , con relativa “bevuta”, con il proprio partner! A proposito, la ricerca non ci dice qual è la quantità giusta. Siamo costrette a fare a occhio e qualcuna sarà più fortunata e qualcuna meno. E quelle che , finora ,si sono astenute dal farlo perchè non lo gradivano, si mettano con impegno in pari. Ne va della loro felicità!

Naturalmente quelle che ne hanno più bisogno sono quelle maltrattate, mortificate, povere e oppresse.

Poi, mi raccomando, se volete “equilibrio” e “stare bene con voi stesse” non date assolutamente retta alle femministe che predicano la gestione del proprio corpo, l’uso delle precauzioni e degli anticoncezionali. E, soprattutto, non vi date tante arie, è il maschio che dà la vita e educa la prole come ci dice la ricerca americana!

E come la mettiamo con quelle che fanno poco sesso o non lo fanno per niente? Che facciamo? le portiamo dallo psicologo , come si fa in Svezia? perchè secondo questo modello di “normalità” ( e ci risiamo con la “normalità!) a diciotto anni devi aver avuto la tua prima esperienza altrimenti rientri nel campo del patologico. E, invece, una volta “non lo facevo per piacer mio, ma per dare un figlio a dio”! e ,oggi, si deve fare tre volte alla settimana per rendere meglio sul lavoro!

Però, le ricerche di cui abbiamo parlato all’inizio, si inseriscono e supportano la nuova vulgata che ora vogliono instillarci e che prevede la ridefinizione dei ruoli e del ruolo della donna in particolare, la sua “complementarietà” con il maschio, la sua dipendenza adorante perchè di lui non può fare a meno, il ripristino di valori che sembravano appartenere, ormai, ad un passato lontano e non più proponibili come la verginità, la maternità, la dolcezza, la disponibilità…..La donna è, di nuovo, isterica ed insonne, come nella società vittoriana, ed è necessaria la calma e la sicurezza del maschio, oltre al suo sperma naturalmente, a rassicurarla. Le gravidanze delle giovanissime non sono più un problema (certo nell’ambito di una “sana storia d’amore”…!?!) e, anzi, i bambini si fanno più facilmente da giovani! E’ tutto un inneggiare a fanciulle che si tengono il figlio sui banchi della scuola!

Siamo in un momento di transizione in cui sopravvivono valori socialdemocratici modello svedese, mentre comincia ad imporsi la lettura neoliberista, di cui ora la socialdemocrazia “moderna” si fa paladina, e la tendenza è quella di far rientrare tutte nei ranghi, in una visione moralistica della vita portata avanti da uno Stato che, ogni giorno di più, si configura come Stato etico al servizio di un controllo sociale sempre più serrato che passa, anche, attraverso l’”autocontrollo” della sessualità e della vita privata. E la trasgressione sessuale viene fatta sempre più percepire come “rivoluzionaria” ottenendo così due risultati: una “normalità” vittoriana e una trasgressione sessuale come soluzione ai desideri di liberazione e all’insofferenza per la vita che viviamo.

Le regole sociali dipendono da categorie socio-culturali e dal modello economico e le idee dominanti sono quelle della classe dominante. Per battere le costruzioni teorico pratiche che ci vorrebbero imporre, non bisogna farsi irretire nei dibattiti degli esperti, anche quando sono ammantati da presunta scientificità, perchè il loro ruolo è di costruire categorie che permettano di etichettare ogni comportamento degli individui.Quelle/i che non rientrano in una presunta”normalità”, funzionale in quel momento al dominio, devono essere recuperate/i e, nel caso questo non riesca, viene sancita la loro esclusione. La tendenza è quella di ridurre tutto ad un problema psichico, ormonale e di ambiti del cervello. Sei femminista? leggi questa società come ingiusta? ti ribelli? le motivazioni sociali non c’entrano niente, basta assumere la medicina adatta e andare dagli esperti!

La risposta alle ingiustizie sociali e alla violenza della società patriarcale starebbe in farmacia. La nostra risposta è, invece, autonomia, autodeterminazione, autorganizzazione e autodifesa.

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