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Vandana Shiva e la libertà dei semi di G.Romualdi

Giovanna Romualdi
www.womenews.oeg

Con alcune iniziative pubbliche a Roma alla Provincia, alla Città dell’altra economia e al Parco dell’Appio, Vandana Shiva ha presentato l’edizione italiana di “La libertà dei semi – rapporto globale dei cittadini”, coordinato da Navdanya.

Navdanya, l’associazione internazionale fondata in India da Vandana Shiva con sedi distaccate in varie parti del mondo, ha già coordinato nel 2011 il rapporto sullo stato degli Ogm. In quella occasione – come dicono Vandana Shiva, Ruchi Sharoff e Caroline Luckhart nella prefazione del rapporto di quest’anno – emerse l’esigenza di accompagnare una Campagna sulla libertà dei semi con il rapporto ora presentato nelle sue varie edizioni nazionali: “L’imperatore Ogm è senza vestiti. Per creare cibo e sistemi agricoli liberi da agenti chimici e da Ogm, dobbiamo partire dai semi”.

Vandana Shiva, nella introduzione al rapporto – e nei suoi interventi a Roma – dice: “Il seme non è solo la fonte della vita. E’ il fondamento stesso del nostro essere. Per milioni di anni, i semi si sono evoluti liberamente. per darci la diversità e la ricchezza della vita sul nostro pianeta. per migliaia di anni gli agricoltori, soprattutto donne, hanno fatto evolvere e riprodurre i semi liberamente in collaborazione tra loro e con la natura […] Oggi questa libertà della natura e della cultura di evolversi è sotto una diretta e violenta minaccia. La minaccia alla libertà dei semi incide il tessuto stesso della vita umana e della vita del pianeta. E’ per questo che ci siamo riuniti insieme come Alleanza globale per la libertà dei semi: per rispondere all’emergenza del seme e per rafforzareil movimento per la libertà dell’umanità”.

Il fine dell’Alleanza è quello di portare avanti una Campagna per la libertà dei semi con tre obiettivi:
“l’auto-rafforzamento nei cittadini della consapevolezza del fatto che essi hanno il potere di liberare i semi e loro stessi”
” spingere i cittadini per fare pressione sui governi e sulle istituzioni per convinerli a fare marcia indietro sui brevetti e sulle leggi che ci stanno sottraendo la libertà dei semi”
“rivendicare democrazia e attraverso le istituzioni democratiche attivare , attraverso processi che dal livello locale a quello globale consentono di approvare leggi per la Libertà dei semi”.

Nella introduzione al rapporto, Vandana Shiva spiega bene “la posta in gioco” quando si affronta il tema della libertà dei semi. “I semi bene comune sono diventati una merce delle multinazionali sementiere, scambiata sul mercato”. “Per le multinazionali il problema è rendere illegale la riproduzione dei semi da parte degli agricoltori tramite l’introduzione dei brevetti e dei diritti di proprietà intelletuale sui semi”.

Il Rapporto è una scrittura collettiva con contributi che non solo spiegano la motivazione originaria di “25 anni di alleanza per la libertà dei semi” ma esaminano aspetti e dati di problemi specifici, individuando azioni possibili attraverso sia contributi teorici sia esperienze. Nella edizione originale in inglese la mole dei contributi è enorme, non riproducibile nella sua interezza in italiano; si è dovuto quindi limitare il rapporto: oltre all’introduzione di Vandana Shiva e ad alcuni contributi sugli aspetti internazionali del problema (es. “brevetti sui semi all’Ufficio europeo per i brevetti), sono pubblicati alcuni contributi italiani e le esperienze nel nostro paese.

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Per scaricare il rapporto

in italiano (pdf) – http://www.navdanyainternational.it/images/doc/La%20Liberta%27%20dei%20Semi.pdf
in inglese(pdf) – http://www.navdanyainternational.it/images/doc/Seed%20Freedom.pdf

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