Home LGBTQ: fede, diritti, lotta all'omofobia La chiesa omosessuale omofoba di Ratzinger

La chiesa omosessuale omofoba di Ratzinger

Pierfranco Pellizzetti
http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it

Se la denuncia dei matrimoni omosessuali, presunti “contronatura” e come tali perseguitati, è l’apoteosi orripilante dell’inciviltà, il massimo dell’indecenza viene raggiunto dal fatto che a propugnare l’oscurantismo più bieco sia proprio Santa Romana Chiesa.

Come ieri – nel Messaggio indirizzato alla Giornata della pace – ha osato fare per l’ennesima volta; proprio attraverso il suo supremo rappresentante: il figurino biancovestito Joseph Ratzinger. Sì, quello del tormentone di Stefano Disegni “dove essere finite mie pulcre scarpette rosse di Prada”.

La sua dichiarazione testuale (e indiscutibilmente delirante, data l’insensatezza) sulle nozze gay è stata la seguente: «una grave ferita inflitta alla giustizia e alla pace».

Papa Benedetto XVI è personaggio a prima vista innocuo, che appena apre la bocca fa disastri. Soprattutto perché si rivela del tutto solidale con lo stuolo di personaggi che incarnano la più vergognosa delle contraddizioni vaticane: omofobi omosessuali.

Dunque, “uomini con le gonne” – come li chiamava Gaetano Salvemini – che condannano come peccaminose quelle preferenze sessuali manifestate alla luce (e per di più tra adulti consenzienti) che loro praticano abbondantemente nelle penombre, magari con l’aggravante di esercitarle nei confronti di minori indifesi.

Abbiamo dimenticato le lettere del buon (?) Ratzinger, quando ricopriva l’incarico di prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, con cui dava istruzioni sul come mettere a tacere i casi di pedofilia, svelati in un inarrestabile crescendo già a partire dagli anni Ottanta dalle vittime e dalla stampa libera?

Sicché l’indecenza appare flagrante. Semmai resta da capire questa “doppia verità”, queste clamorose acrobazie mentali, di siffatti personaggi in tonaca o avvolti nella porpora che sono – al tempo stesso – omosessuali e omofobi.

Una situazione apparentemente così contraddittoria da mandare in paranoia, da finire schizzati. Eppure tale situazione viene perfettamente metabolizzata e coperta da secolari attitudini all’ipocrisia. Perché? Ciò dipende, semplicemente, dal fatto che la persecuzione di quelli che il papa precedente definiva “comportamenti sessuali disordinati” rinsalda l’alleanza tra l’istituzione di potere bimillenario Santa Romana Chiesa con l’ordine che giustifica il fondamento del suo potere: il modello gerarchico-patriarcale.

Sicché la gerarchia con le gonne attua uno scambio con il machismo maschilista per garantirsi il mantenimento dell’ordine su cui basa i propri privilegi.

Anche perché il nemico è comune: la messa in discussione della coppia eterosessuale destinata alla riproduzione della specie. Infatti qui non c’è traccia d’altro che non sia calcolo; e molto materiale. Non c’è né amore e neppure carità. Nemmeno umana comprensione del dolore. Anzi, sembra proprio che più si accumula dolore tanto meglio vada (ovvio: per chi ci campa sopra. Vedi la proibizione del preservativo anche in funzione di profilassi contro l’AIDS).

Appunto, questa impostazione è perfettamente in linea con la difesa del monopolio nella consolazione del dolore, su cui l’istituzione ecclesiastica ha edificato il proprio interminabile (?) dominio sui corpi attraverso le menti.

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Comunicato stampa. Arcigay a Benedetto XVI, finite le argomentazioni sensate così armi gli omofobi

Quello che oggi papa Benedetto XVI ha anticipato quale messaggio per la Giornata Mondiale della Pace che si celebrerà l’1 gennaio 2013 è probabilmente il peggiore di sempre: arma infatti gli omofobi di tutti i paesi con un invito ad una crociata senza quartiere contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Leggere nelle altisonanti parole del pontefice che il matrimonio tra persone dello stesso sesso è una minaccia per la giustizia e per la pace, oltre a qualificare da sé il messaggio, testimonia l’assenza di argomentazioni realistiche e sensate da parte della Chiesa Cattolica sul tema.

Il matrimonio anche per gay e lesbiche ha vinto e si sta affermando in tutto il mondo, in paesi governati sia da conservatori che da progressisti, e arriverà anche in Italia, al di là di questo canto del cigno.

Certo, dopo il laico pronunciamento di ieri del Parlamento europeo a favore di unioni civili e matrimonio per persone dello stesso sesso votato democraticamente a maggioranza, non ci attendevamo di meglio da una teocrazia che rincorre su questi temi il peggior integralismo.

Il messaggio anticipato oggi è tristemente coerente con la benedizione data ieri in Vaticano alla delegazione parlamentare ugandese guidata dalla portavoce Rebecca Kadaga, una delle più forti promotrici della “Kill the Gay Bill”, la legge che il parlamento ugandese si appresta ad approvare e che prevede la pena di morte per “omosessualità aggravata”.

Con queste due azioni Benedetto XVI continua a rappresentarsi come un apostolo di ingiustizia, divisione e discriminazione ai danni delle persone omosessuali, lesbiche e transessuali.
E’ necessario che la società civile e i rappresentanti politici, a tutti i livelli, facciano sentire le loro parole di condanna di fronte ad atti e parole così gravi.

Flavio Romani
presidente nazionale Arcigay

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L’ENNESIMA INVETTIVA CONTRO LE FAMIGLIE LGBT E UNA BELLA STRETTA DI MANO CON CHI VUOLE LA PENA DI MORTE CONTRO GLI OMOSESSUALI IN UGANDA: COSA ALTRO CI RISERVA QUESTO PAPA? GLI CONSIGLIAMO DI PENSARCI DIECI VOLTE PRIMA DI DICHIARARE CHE LE NOSTRE FAMIGLIE FERISCONO QUALCUNO, LUI STA FERENDO MILIONI DI PERSONE INCOLPEVOLI, ED A RISCHIO DELLA VITA

Con un tempismo utile per migliori cause il papa in poche ore riesce, per l’ennesima volta (e questa non è una notizia) a dichiarare che il matrimonio gay è una ferita alla giustizia e alla pace, e subito dopo stringe la mano alla speaker del Parlamento ugandese. la stessa che dichiarò, di fronte all’opinione pubblca mondiale, che ai cittadini ugandesi il Parlamnto avrebbe fatto un bel regalo di Natale, una legge nuova di zecca che prevede lapena di morte per gli omosessuali.

Noi crediamo che questo papa, e sicuramen te il suo corpo diplomatico e i suoi portavoce, siano ormai senza vergogna e censura i peggiori sostenitori della repressione omosessuale nel mondo. A nulla valgono le tanto sperticate dichiarazioni sul vaticano che sarebbe contrario alla crim inalizzazione dell’omosessualità. Non solo il Vaticano si contraddice con le parole, ma anche coi fatti, accogliendo senza battere ciglio un tale campione del terrore e della repressione sessuale.

Eppure sarebbe bastato un gesto, un piccolo gesto, lo stesso che il cerimoniale fa tutte le volte che riceve capi di stato e di governo o accogliendo nuovi ambasciatori, fino all’ultimo cercando di evitare divorziati, concubini e omosessuali. Bastava non stringere la mano alla Speaker ugandese perchè in Uganda il segnale sarebbe arrivato forte e chiaro a sostegno dei tanti deputati che in quel paese cercano di resistere all’ondata fondamentalista e omofoba.

Si vergogni il Papa, si vergnogni il Vaticano!. Sono loro che feriscono la libertà e il diritto di tutti, non solo dei milioni di omosessuali e transessuali nel mondo. No di certo le nostre famiglie!

Enzo Cucco
presidente Associazione radicale Certi Diritti

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 Benedire l’amore che non separa. Storie e riflessioni sul nostro matrimonio omosessuale

www.gionata.org

Il matrimonio omosessuale può essere una grave “minaccia per la pace” e ai valori della vita e della famiglia? Benedire “l’amore che non separa ma unisce due persone omosessuali” è davvero così drammatico? Proviamo a rifletterci insieme attraverso la testimonianza di Andrea e Luca, due giovani gay cattolici di Palermo, che la scorsa estate si sono uniti in matrimonio religioso davanti ai loro familiari e amici dopo anni di convivenza per testimoniare il loro amore.

Ascoltiamo il grido lanciato, in una lettera aperta inviata al presidente Napolitano, dagli amici e dai parenti che hanno partecipando, in Spagna, al matrimonio civile di Alessandra e Natascia di Roma che si chiedono perché “siamo dovuti espatriare dal nostro amato Paese per vedere riconosciuto il legame di amore e di rispetto reciproco che unisce due persone dello stesso sesso. Eppure siamo cittadini come tutti gli altri, e meritiamo di essere rispettati e di poter godere degli stessi diritti, anche se qualcuno vuole etichettarci, giudicandoci indegni di amare”.

Leggiamo le pagine commoventi e fortemente-autobiografiche del libro Marito & Marito‘ di Gianluca Tornese (editrice Claudiana, 2012, 210 pagine) in cui si racconta, con ironia e semplicità, di come il matrimonio in Spagna di un figlio gay, all’interno di una famiglia cattolica del nostro sud, sia l’occasione capace di scuotere perbenismi e parole non dette, ma sia anche il mezzo per la famiglia del protagonista per scoprire davvero cosa vuol dire che “la verità rende liberi” (Gv 8:31,32)

Benjamín Forcano, teologo cattolico moralista e sacerdote spagnolo, riflettendo sui matrimoni omosessuali afferma che sono sicuramente “un tema che ci spaventa” ma oggi “la realtà dei soggetti sofferenti si è fatta parola, è stata ascoltata, ha dato origine a dibattiti, discussioni e ha costretto a ripensare al mondo ereditato”.

Ascoltiamo perciò le storie di queste coppie, perché è tempo d’interrogarsi “sull’amore che non separa” vite e cammini di uomini e donne, lesbiche e gay.

Benedire l’amore che non separa. Il nostro matrimonio gay. Una chiacchierata di Lidia Borghi con Andrea e Luca di Palermo, neo sposi gay
http://www.gionata.org/index.php?option=com_content&view=article&id=4050:l-amore-che-non-separa&catid=112:gay-cristiani&Itemid=100460

Presidente Napolitano siamo esuli in Spagna per celebrare il Matrimonio di Alessandra e Natascia. Lettera aperta inviata al Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, da tutti i parenti e amici presenti a Barcellona al Matrimonio civile di Natascia e Alessandra di Roma, 23 novembre 2012
http://www.gionata.org/index.php?option=com_content&view=article&id=3974:presidente-napolitano-siamo-cittadini-italiani-esuli-in-spagna-per-celebrare-il-matrimonio-di-alessandra-e-natascia&catid=136:dall-italia&Itemid=100513


Marito & Marito: un coming out molto particolare.
 Recensione di Matteo del gruppo Kairos di Firenze
http://www.gionata.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1947:marito-a-marito-un-coming-out-familiare-un-po-particolare&catid=28:rassegne-bibliografiche&Itemid=100517


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PER APPROFONDIRE IL TEMA…

Cosa afferma chi si oppone all’inclusione delle persone GLBT nelle Chiese. Riflessioni della pastora Janet Edwards* tratte da The Huffington Post (Stati Uniti), 24 settembre 2011, liberamente tradotte da Dino
http://www.gionata.org/index.php?option=com_content&view=article&id=3929:le-domande-di-chi-si-oppone-all-inclusione-delle-persone-glbt-nelle-chiese&catid=19:esperienze-pastorali&Itemid=100457

Le unioni omosessuali nell’Europa premoderna. Riflessioni del teologo moralista e sacerdote spagnolo Benjamín Forcano tratte da “la realidad toma la palabra” pubblicato su Exodo, n. 85 del 5 dicembre 2006, liberamente tradotte da Pina
http://www.gionata.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1122:le-unioni-omosessuali-nelleuropa-premoderna&catid=21:approfondimenti-chiese

Essere testimoni dell’amore omosessuale. 
Omelia pronunciata a Washington (USA) all’inizio degli anni Novanta da un prete cattolico americano durante una cerimonia di unione religiosa di una coppia gay.
http://www.gionata.org/index.php?option=com_content&view=article&id=333:essere-testimoni-dellamore-omosessuale&catid=19:esperienze-pastorali&Itemid=100457

Lo studio di Boswell sui riti medievali per l’unione di persone dello stesso sesso pone una domanda: ‘cosa solennizzavano’. Articolo di Peter Steinfels tratto dal The New York Times dell’11 giugno 1994, liberamente tradotto da Gianluca Ottavi
ihttp://www.gionata.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2233:lo-studio-di-boswell-sui-riti-medievali-per-lunione-di-persone-dello-stesso-sesso-pongono-una-domanda-cosa-solennizzavano&catid=28:rassegne-bibliografiche&Itemid=100517

Il cristianesimo. Il maggior argomento a favore del matrimonio gay
. Articolo di Louisa Bartolo tratto dal Sunday Circle.com (Malta), 2 dicembre 2011, liberamente tradotto da Giacomo Tessaro
http://www.gionata.org/index.php?option=com_content&view=article&id=3252:il-cristianesimo-il-maggior-argomento-a-favore-del-matrimonio-gay&catid=116:il-dibattito-nelle-chiese&Itemid=100456

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