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Attualità del diritto canonico di M.Vigli

Marcello Vigli

Il recente libro di Luciano Zannotti La Chiesa e il principio di autorità, (*) è un testo di rigorosa divulgazione accademica sugli elementi essenziali del diritto canonico. Fa il punto sullo stato attuale del diritto canonico – disciplina di cui l’autore è docente all’università di Firenze – scritto con l’intento di ricondurre al principio di autorità i nuclei essenziali della dottrina della struttura della Chiesa, i suoi fondamenti teorici e istituzionali, senza mai trascurare il loro rapporto speculare con i principi che si sono via via consolidati in funzione del modello democratico degli ordinamenti moderni.
Di qui la curiosità e l’interesse per i non addetti ai lavori, perché seguendo il percorso proposto dal libro si giunge ad affrontare il tema, molto attuale, svolto nell’ultimo dei sei capitoli che lo compongono: La Chiesa non è una democrazia. Sono in molti infatti ad interrogarsi sulla impossibilità per la Chiesa, che pure nei secoli ha adeguato le sue strutture al progressivo trasformarsi delle istituzioni statali, a darsi un assetto democratico, soprattutto dopo che l’ostracismo nei suoi confronti è ormai definitivamente caduto se riguarda il sistema politico.

In verità l’autore ricorda citando parole di Giovanni Paolo II che la Chiesa apprezza la democrazia ma un’autentica democrazia è possibile solo sulla base di una retta concezione della persona umana. Più volte papa Woytjla si è espresso in tal senso specie nelle encicliche Centesimus annus ed Evangelium vitae. Perentorio è, invece, sulla possibilità che i fedeli intervengano nel governo della Chiesa: sulla verità rivelata nessuna base può decidere …. la verità non è il prodotto di una Chiesa dal basso, ma un dono che viene dall’alto. Parla ai vescovi austriaci venuti a Roma in visita ad limina apostolorum chiamati a far fronte all’avanzata del movimento Noi Siamo chiesa che, anche in altri paesi europei alla fine del secolo scorso rivendicava il diritto dovere di partecipare responsabilmente alla vita della Chiesa. La stessa linea segue Benedetto XVI ancorandola alla sua lotta contro il relativismo che, a suo avviso, appare come il fondamento della democrazia, la quale, secondo esso, poggia sul fatto che nessuno possa pretendere di conoscere la strada giusta. Questa concezione nell’ambito politico può avere ampiamente ragione. Non esiste un’opzione politica che sia l’unica giusta. Non può valere per la Chiesa chiamata non ad amministrare propri bene i valori, ma a garantire l’autenticità dell’annuncio della verità del Vangelo di Gesù Cristo quale entità provenente dall’esterno e espropriante gli uomini a favore di se stessi …. E di mantenere la non riducibile parola di Dio quale interpellanza rivolta all’uomo e quale speranza per lui.

Proprio sulla missione di garantire l’autenticità del messaggio si fonda l’autorità della Chiesa le cui parole, quelle del suo magistero, acquistano valore pari a quello delle Scritture.
C’è un principio di autoreferenzialità alla base dell’ordinamento canonico e i passaggi per conseguire questo risultato sono evidenti se si legge il Catechismo cattolico che dapprima mette in stretta relazione e sullo stesso piano Sacre Scritture, Tradizione, e Magistero …. Poi, man mano che si procede nel ragionamento, tradizione e magistero prendono il sopravvento.

Così scrive l’autore suffragando la sua affermazione con opportune citazioni dal Catechismo, per offrire la giustificazione dell’esistenza stessa del Diritto canonico e la chiave interpretativa della sua specificità. In quest’ultimo capitolo sembra quindi esserci il bandolo del filo rosso che attraversa i precedenti dedicati, come di è detto, ad una riflessione sugli elementi essenziali del diritto canonico, per evidenziarne l’evoluzione che ha consentito l’aggiornamento del Codice in funzione del modello democratico degli ordinamenti moderni pur non essendo e non potendo essere la Chiesa una democrazia.
Di questa evoluzione l’autore ripercorre le tappe, a partire dal Decalogo, e analizza la specificità in rapporto al diritto divino naturale e al concetto di natura a cui la Chiesa fa riferimento e su cui fonda la produzione delle sue leggi ecclesiastiche.

In questa prospettiva il libro offre gli strumenti per comprendere la rigidità della struttura istituzionale della Chiesa e al tempo stesso la sua capacità di aggiornarla per adeguarsi all’evolversi delle forme che assumono le società nel divenire dei tempi.

(*) Luciano Zannotti, La Chiesa e il principio di autorità. Una riflessione sugli elementi essenziali del diritto canonico, G. Giappichelli editore, Torino, 2012

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