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Che razza di grovigli

Giancarla Codrignani

Le elezioni sono pratiche di normale democrazia e di crescita del senso di cittadinanza negli elettorati. Purtroppo da trent’anni manca un collegamento con i partiti che dia ai cittadini la fiducia nei loro rappresentanti attraverso relazioni che, abbandonate le forme arcaiche del comizio, non possono essere lasciate ai media. Purtroppo la Sinistra (qualunque idea possa definirla) non ha “visione”. Il che è gravissimo, soprattutto davanti ad un futuro che impaurisce perché è destinato, almeno nelle acquisizioni scientifiche e nelle nuove tecnologie, a cambiare il mondo.

Purtroppo i cittadini – vecchi e giovani, in modo diverso – non hanno più il senso della rappresentanza, vale a dire dei primi principi costituzionali: non sanno che con il voto eleggono il Parlamento e che la persona a cui danno il voto rappresenta i loro interessi e per questo la debbono seguire, vedere a che leggi lavora, controllare se compra case al di sopra dei suoi mezzi. Non è mai stato così, anche se oggi si maledice, giustamente, ma per altre ragioni, il porcellum.

Smettiamo la sequenza dei “purtroppo” e vediamo che cosa sta davvero succedendo. Il fenomeno “grillini” dovrebbe essere affidato all’autocontrollo del PD (siamo ancora settari per carattere a sinistra): se avessimo tempo davanti a noi, trattati come colleghi giovani assolutamente alla pari, potrebbero votare con noi contro il falso in bilancio facendolo finalmente diventare legge dello Stato. Non sarà così. Non per mancanza di senso di opportunità (e opportunismo) del PD, ma per ben altre ragioni.

Per ora i 5Stelle sono sotto la tutela di Beppe Grillo e Casaleggio: non voteranno la fiducia al governo. Questo comporta che sarà determinante il voto di Monti e di Berlusconi, almeno per la fiducia e la nomina dei presidenti di Camera e Senato. Franerà tutto e si andrà a nuove elezioni? Non ora: Napolitano non può più sciogliere le Camere perché siamo in semestre bianco. Se si arrivasse alla fine del suo mandato (13 maggio) senza un successore, subentrerebbe pro tempore per le funzioni necessarie il presidente del Senato. Chi sarà? Berlusconi si è già candidato. Auguri. Espedienti giuridici se ne possono sempre inventare, ma un conto è sciogliere le Camere in difficoltà, come fece Ciampi, un altro ricorrere a innovazioni tirando con l’elastico l’art. 88 «il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse».

Un sacco di guai? Probabilmente sì. Ma il paese vedrà realisticamente i risultati delle proprie scelte: saprà se qualcuno si assumerà la responsabilità di vietare il voto di fiducia a qualsiasi governo in nome dello s-fascio, e se gli “eletti dal popolo – che rappresentano il paese intero e non un capotribù mediatico” – sono davvero “liberi da vincolo di mandato”, come recita la Costituzione.

In ogni caso restano le conseguenze europee. Quelle di diretto interesse (lo spread in risalita) e quelle più gravi: c’è da temere l’attacco all’Europa da parte dei poteri forti, ormai impenetrabili, che ricattano gli Usa (dollaro) attraverso l’Europa (euro): la Grecia era il primo assalto e la Merkel non ha capito che la difesa della frontiera era lì e costava relativamente poco. Adesso deve fronteggiare l’ipotesi della guerra a campi divisi.

Teniamoci forte: si apre, temo, un nuovo genere di “resistenza”…

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