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Tsunami 2013 di B.Manni

Beppe Manni
Gazzetta di Modena, 3 marzo 2013

Nel 1914 un gruppo di monarchi europei ‘delinquenti’ decisero di scatenare la guerra per i loro interessi di potere. I morti tra militari e civili furono 16 milioni. Contadini e operai italiani, francesi, tedeschi, inglesi furono mandati a infilzarsi a colpi di baionette. Essi non capivano. Non volevano uccidersi.. I governanti inventarono un nemico crudele stupratore e delinquente. Ma erano solo poveri diavoli pieni di grappa e disperazione.

“Si parva licet componere magnis”, (Virgilio) se è lecito paragonare grandi tragedie alle nostre piccole cose, posiamo le bocce e ragioniamo di fronte allo sconcerto, alle esaltazioni e ai deliri che i risultati di queste elezioni hanno suscitato. Anche per i modenesi per lo più di ‘sinistra’ che speravano che i n Italia venisse cancellato l’odiato Berlusconi.

In questi anni è stato costruito un ‘odio di classe’ che ci ha divisi, spesso montato ad arte da televisioni e giornali, da politici e anche da uomini di chiesa. Urla, offese, sberleffi, oscenità, irrisione. Spesso in parlamento si è venuti alle mani: era gente che aveva il grosso sedere affogato nel burro. Stupidamente siamo stati trascinati nell’odio politico. Anche dopo le elezioni continuano le parole aggressive, offensive. La demonizzazione dell’avversario impedisce ancora una volta alla gente ‘semplice’ di comprendere la drammaticità dei problemi reali, di confrontarsi, ascoltare il vicino, dialogare, costruire qualcosa di nuovo. Senza pregiudiziali che possono fare comodo ad interessi di altri.

Ad esempio: stiamo vivendo una rivoluzione epocale. Il pianeta non sopporta più l’aggressione e la depredazione del suolo, dell’acqua, dell’aria. L’occidente foraggia le guerre d’Africa; il Nord Africa sta scoppiando. La sofferenza di miliardi di uomini e donne nel mondo. Queste cose non ci devono riguardare? Il lavoro non va cercato nella produzione e nel consumo all’infinito di oggetti spesso inutili. Ma nel recupero, nel restauro, nella cultura, nella ricerca. Nell’agricoltura. Ma nessuno osa parlarne. E’ politicamente perdente. E’ vincente parlare di scandali, di soldi rubati, di politici disonesti. Di riforma parlamentare e conflitto di interessi.

Ora dobbiamo rinsavire, non dobbiamo urlare o disperarci perchè abbiamo vinto o perso: “Cari deputati vi abbiamo eletto noi: oggi siamo in difficoltà, spesso disperati, vi abbiamo scelti perché troviate delle buone soluzioni alla grave crisi moderna, non per fare stupidi teatrini sul palcoscenico delle televisioni; non ci lasceremo trascinare più nei vostri litigi; siamo uomini e donne responsabili “non pecore matte”.

Lo tsunami di queste elezioni e i nuovi contesti che nasceranno dall’elezione del nuovo Papa, potranno portare gli uomini e le donne di buona volontà a rinsavire, a riconciliarsi, a cercare insieme nuove strade e nuovi obiettivi intorno a valori veramente non negoziabili. Liberare energie senza ideologismi o lotte astratte. Siamo in emergenza. La casa va a fuoco. Regaliamo un po’ di speranza a noi e al mondo.

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