Home LGBTQ: fede, diritti, lotta all'omofobia Quando l’omofobia ha un volto: nelle parole e nei gesti

Quando l’omofobia ha un volto: nelle parole e nei gesti

Simone Alliva
www.gaynet.it

La foto ritrae il volto di un cristo crocifisso dieci volte. Cerchi di riconoscere la fisionomia di un uomo ma quello che vedi è un cumulo disordinato di carne con due fessure al posto degli occhi, una bocca storta sanguinolenta e i lividi che si stendono lì dove una volta c’era un volto.

E’ la foto di quello che rimane del volto di Wilfred de Buijin, un ragazzo olandese che fa il bibliotecario a Parigi da 10 anni. “Mi dispiace dovervi mostrare tutto ciò. Ecco il volto dell’omofobia” con questa didascalia viene pubblicata su facebook.

Dopo aver  trascorso una serata piacevole a casa di amici, in compagnia del suo ragazzo, Wilfred si avvia in prossimità della stazione della metro di Ourcq quando all’improvviso qualcuno esclama ‘Ah, dei gay!’ e giù il primo pugno che arriva al suo ragazzo in un occhio. Viene colpito sei volte Olivier prima di perdere conoscenza.

L’ultima cosa che ricorda è di aver visto il compagno a terra: “La testa di Wilfred era diventata un pallone da calcio”. Il ragazzo olandese riprenderà conoscenza solo in ambulanza, ricoperto di sangue, senza un dente e con gli zigomi fratturati.  Pubblicare la foto del suo viso è “un gesto politico” dice. Wilfred infatti ha sporto denuncia per “aggressione di gruppo a carattere omofobo” e con la sua scelta – condivisa dal compagno – vuole accendere i riflettori sul problema dell’omofobia in Francia, dove dopo l’approvazione del progetto di legge per le nozze gay  gli scontri tra favorevoli e contrari al matrimonio egualitario, tra omofobi e comunità LGBT siano all’ordine del giorno e la Francia è una polveriera.

“C’è sicuramente un incremento dell’omofobia,”  ha detto De Bruijn  all’Associated Press. “Quello che dicono non è di per se omofobo: lesbiche e gay è gente simpatica, ma impedite loro di avvicinarsi ai bambini – ecco non è omofobo ma è pericoloso. Per loro va bene vivere insieme  ma non come le altre coppie perché non ci considerano veramente come le altre coppie.Questa gente è professionista della parola. Sanno benissimo cosa può succedere se ripeti e ripeti alla gente che le persone LGBT sono esseri umani inferiori. Certamente otterranno dei risultati”.

Ha ragione De Brujin, i risultati sono i dati le associazioni francesi LGBT hanno diffuso in questi giorni:  dopo l’annuncio della proposta di legge sul matrimonio egualitario gli attacchi omofobi- verbali e fisici- sono triplicati nei primi tre mesi de 2013 rispetto ai primi tre del 2012. E’ l’aria che si respira in questi ultimi tempi. Non che non sia mai successo prima: è che ora chi picchia si sente legittimato e non conta molto che Frigide Barjot, portavoce del movimento anti-legge La Manif pour Tous, all’origine dei grandi cortei parigini del 13 gennaio e del 24 marzo abbia commentato l’episodio dicendo ” Non vogliamo violenza. Denunciamo questa violenza questi che atti, non vogliamo avere niente a che vedere con i fondamentalismi e gli estremismi”.

Sono parole al vento per le persone LGBT, non contano nulla perché come dice De Bruijin: “Non è stata Frigide Barjot a colpirmi in testa ma persone come lei sono i responsabili”. Mandanti morali. Del resto è facile alimentare la violenza e il disprezzo omofobo e sessuofobo, le parole possono mistificare e riuscire a lobotomizzare i cittadini che diventano col tempo come dice Bujin, a furia di ripetere, schiavi di un pensiero marziale e si sentono leggittimati a massacrare con i gesti e con le parole. Non conoscono la realtà che li circonda perché la realtà viene mistificata.

In Italia si respira lo stesso clima: ridotti a stereotipi e minacce della società sono centinaia le persone LGBT che subiscono l’ignoranza omofoba, bisognerebbe insegnare la realtà delle cose. Qual è la vera normalità. Come si fa con i neonati: bisogna educarli, in fondo sono smarriti. Il mantra di chi governa contro “i froci” può sembrare ridicolo nel 2013 ma in realtà è pericolosissimo.

Perché immette nel linguaggio e nell’agire comune parole e gesti indecenti. Perchè consente ai violenti e agli idioti di non vergognarsi. Perchè dovrebbero, se è la posizione dei leader politici? Ecco, questo è il danno che tutti i cittadini di buon senso dovrebbero arginare e respingere al mittente. Poi ci sono vari modi per farlo e oltre al buon senso servono le leggi.

Una buona legge mette tutti su una strada che porta ordinati verso un orizzonte di convivenza. La civiltà di un popolo trova espressione nelle sue leggi, ce lo insegnano sin da piccoli. In Francia chi insulta gay e lesbiche rischia un anno di carcere e fino a 45.000 euro di multa, in Italia non esiste nessuna legge contro l’omofobia e c’è un problema di certezza della pena che dà da pensare: “forse addirittura un incoraggiamento, per coloro che di notte vanno a caccia dei “diversi” in un paese che si va facendo sempre più incattivito, volgare e feroce” come scriveva Miriam Mafai.

Questa settimana in Francia il senato francese ha approvato il matrimonio egualitario e l’adozione da parte di coppie omosessuali. A confronto l’Italia si trova su di una specie di primordiale nastro di partenza della civiltà. Forse ci si aspetta di stendere un lenzuolo bianco su qualche corpo senza vita prima di discutere seriamente e con la profondità che serve ad una legge che tuteli il cittadino. Intanto se la Francia è una polveriera, l’Italia è una trincea e non se ne vede l’uscita.

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