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Costituzionalismo ecologico in America Latina di L.Boff

Leonardo Boff, Teologo/Filosofo
Ricevuto dall’autore e tradotto da Romano Baraglia

Le moderne costituzioni si fondano sul contratto sociale di stampo antropocentrico. Non includono il contratto naturale, cioè l’accordo e la reciprocità che devono esistere fra gli esseri umani e la Terra, che tutto ci dà: noi in cambio ne abbiamo cura e la preserviamo. Per questo sarebbe naturale riconoscere che essa e gli esseri che la compongono sono portatori di diritti. I classici contrattualisti come Kant e Hobbes limitavano, invece, l’etica e il diritto unicamente alle relazioni tra umani. Soltanto si ammettevano obblighi umani verso altri esseri, specialmente animali, nel senso di non distruggerli né sottometterli a sofferenze e crudeltà non necessarie.

Il non considerare che ogni essere possiede valore intrinseco indipendente dall’uso che ne fanno gli umani, uso razionale e che è portatore di diritti di esistere all’interno dello stesso habitat comune, il pianeta Terra, ha aperto il cammino alla mentalità che la natura poteva essere trattata come un puro oggetto de sfruttare, senza nessuna considerazione, in alcuni casi fino all’esaurimento.

È toccato, pertanto, all’America Latina come ha mostrato un noto criminalista e giudice della corte suprema Argentina, Eugenio Raul Zaffaroni (La Pachemama y el humano, Ediciones Colihue 2012) sviluppare un pensiero costituzionalista della natura ecologica in cui la Terra e tutti gli esseri della natura, particolarmente quelli vivi e gli animali sono titolari di diritti. Questi devono essere inclusi nelle costituzioni moderne che hanno lasciato da parte un radicato antropocentrismo e il paradigma del dominus, dell’essere umano come signore e dominatore della natura e della Terra.

I nuovi costituzionalisti latino americani uniscono due correnti: la più tradizionale, dei popoli originari per i quali la Terra (Pacha) è madre (Mama) – da questo il nome di Pachamama – essendo titolare di diritti perché è viva, ci dà tutto quello di cui abbiamo bisogno e finalmente, per la ragione che siamo parte di lei e ad essa apparteniamo. Come pure gli animali, le foreste, le acque, le montagne i paesaggi. Tutti meritano di esistere e di convivere con noi, costituendo la grande democrazia comunitaria e cosmica.

Alleano questa ancestrale tradizione, efficace, della cultura andina che va dalla Patagonia all’America centrale, alla nuova comprensione derivata dalla cosmologia contemporanea, dalla biologia genetica e molecolare, dalla teoria dei sistemi che intendono la Terra come un super organismo vivo che si auto regola (autopoiesis di Maturama-Varela e Capra) in modo tale da mantenere sempre la vita e la capacità di riprodurla e di farla coevolvere. Questa Terra, denominata Gaia, ingloba tutti gli esseri, genera e sostiene la tela della vita con la sua incommensurabile biodiversità. Essa, come Madre generosa, deve essere rispettata, riconosciuta nelle sue virtualità e nei suoi limiti e per questo accolta come soggetto di diritti – la dignitas Terrae – base per rendere possibili e sostenere tutti i rimanenti diritti personali e sociali.

Due paesi latinoamericani, l’Ecuador e la Bolivia hanno fondato un vero costituzionalismo ecologico; per questo sono più aggiornati di qualsiasi altro paese cosiddetto “sviluppato”.

La Costituzione di Montechristi della Repubblica dell’Ecuador del 2008, dice esplicitamente nel suo preambolo: «Celebriamo la natura, la Pacha Mama, della quale siamo parte e che è vitale per la nostra esistenza». In seguito enfatizza che la Repubblica si propone di costruire «una nuova forma di convivenza cittadina , nella diversità ma in armonia con la natura, per raggiungere il bien vivir, lo Sumac Kawsay (la pienezza della vita, il vivere pieno). Nell’articolo 71º del capitolo settimo dispone: «La natura o la Pachamama, da cui si riproduce e realizza la vita, ha diritto al completo rispetto della sua esistenza, al mantenimento e rigenerazione dei suoi cicli vitali, alla struttura, alle funzioni e processi evolutivi; tutte le persone, le comunità, popoli o nazionalità potranno esigere dall’autorità pubblica l’adempimento dei diritti della natura… Lo Stato incentiverà le persone naturali giuridiche, e raggruppamenti, perché proteggano la natura e promuoverà il rispetto di tutti gli elementi che formano un ecosistema”.

Commoventi sono le parole del preambolo della costituzione politica dello Stato boliviano, approvata nel 2009: «A compimento del mandato dei nostri popoli, con la fortezza della nostra Pachamama e grazie a Dio, noi rifondiamo la Bolivia”. L’articolo 33º dispone: «Le persone hanno diritto a un ambiente sano, protetto e equilibrato. L’esercizio di questo diritto deve permettere agli individui e alle collettività della presente e delle future generazioni, inclusi altri esseri vivi e a svilupparsi in maniera normale permanente». L’articolo 34º dispone: «Qualsiasi persona, a titolo individuale o in rappresentanza di una collettività, ha la facoltà di esigere azioni legali a difesa dell’ambiente».

Qui abbiamo un vero costituzionalismo ecologico che ha ottenuto corpo e lettera nelle rispettive costituzioni. Tali visioni sono anticipatorie di quello che dovrà essere per tutte le costituzioni future dell’umanità. Soltanto con questa mentalità e predisposizione garantiremo un destino felice in questo pianeta.

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