Home Gruppi e Movimenti di Base Noi Siamo Chiesa: un’assemblea partecipata e consapevole del nuovo corso che si potrebbe aprire nella Chiesa

Noi Siamo Chiesa: un’assemblea partecipata e consapevole del nuovo corso che si potrebbe aprire nella Chiesa

www.noisimaochiesa.org

Domenica 16 giugno si è tenuta la quindicesima assemblea nazionale di “Noi Siamo Chiesa” alla cascina Contina (Milano)

Sessanta sono stati i partecipanti alla quindicesima assemblea nazionale di “Noi Siamo Chiesa” (NSC) alla cascina Contina (Rosate-Milano) provenienti da quattordici diverse situazioni locali. Durante la giornata è stata celebrata l’Eucaristia secondo un ritmo particolare. All’inizio dell’assemblea la prima parte con le letture, a metà giornata lo spezzare del pane e del vino nella chiesetta della cascina e infine il Padre nostro a conclusione della giornata. Si è pregato per chi è andato alla casa del Padre recentemente : Luisito Bianchi, Giulio Girardi, Luigi Negri, Andrea Gallo, Piero Barbaini. Quest’anno argomento principale di discussione sono stati i cambiamenti al vertice della Chiesa.

Luigi Sandri su Francesco e le prospettive

Luigi Sandri ha introdotto dicendo che le inedite dimissioni di Benedetto XVI sono la conseguenza del fallimento dell’interpretazione ratzingeriana del Concilio inteso come momento di sostanziale continuità con la storia della Chiesa, senza portare avanti l’iniziale autocritica di Giovanni Paolo II del marzo 2000. I Cardinali si sono trovati di fronte a una situazione pesantissima al vertice della cattolicità con la conseguente generale perdita di credibilità ovunque del mondo cattolico per le immagini e le notizie che venivano da Roma. Essi, di ogni orientamento, si sono trovati rapidamente d’accordo nel dire di no al candidato della continuità sponsorizzato da Ratzinger (Scola), di no alla curia e alle sue strutture e di si invece ad uscire dall’Europa.

Il nome di Francesco, che si è dato Bergoglio, è un programma di governo che non potrà essere smentito. Bergoglio da vescovo è sempre stato un moderato, paternalista verso i poveri anche se ad essi molto vicino. Potrà essere ora un nuovo Romero? Se lo diventasse dovrebbe rivoltare la curia romana. Ma, per fare ciò, l’unica ipotesi concreta è quella di un nuovo Concilio non composto solo dai vescovi ma anche da rappresentanze di tutto il popolo cattolico. Decisivo sarà il problema della nomina dei vescovi, se essa rimarrà integralmente a Roma o se invece sarà modificata nella direzione di quanto avveniva nel primo millennio. I messaggi delle omelie mattutine a S. Marta sono positivi, due passaggi negativi sono stati il silenzio su Romero il 24 marzo, anniversario dell’assassinio, e il discorso alle suore di tutto il mondo, paternalista e con invito all’obbedienza. “Per dodici ore sono ottimista-ha concluso Sandri- per le altre 12 sono pessimista. Se le cose non cambiassero e se il mandato ricevuto dai Cardinali non fosse adempiuto, il risveglio da questo nostro sogno, sarebbe amarissimo”.

Il dibattito

Nel dibattito si è detto :”comunque si respira un’altra aria, c’è chi ora si riaccosta a problematiche di fede”, “Bergoglio ha poco tempo, c’è l’urgenza teologico pastorale di cambiare”, “anche noi abbiamo delle responsabilità; stiamo attenti a giudizi troppo netti tipo : tutto è bene o tutto è male”, “è importante stare nel circuito internazionale di Noi Siamo Chiesa, le dimissioni di Ratzinger hanno avuto un valore profetico”, “pensiamo di più e sempre alla Parola di Dio piuttosto che al papa”, “le suore hanno reagito male all’incontro con Francesco”, “siamo in una situazione pasquale, tra la morte e la resurrezione; Francesco ha bisogno di aiuto”, “Dobbiamo vigilare, il compito di NSC è essenziale”, “è fondamentale che Francesco sia e faccia il vescovo di Roma, valorizziamo le chiese locali”, “è cambiato il quadro generale in cui ci muoviamo, nell’opinione generale la situazione è cambiata. Quale problema Francesco pone a noi?Quello di valorizzare gli aspetti propositivi delle nostre iniziative”. E altro ancora.

Complessivamente nei confronti della situazione nuova che si è creata nella Chiesa, l’assemblea ha condiviso una posizione di attesa e di speranza intrecciata con molti dubbi e timori e con l’impegno all’attenzione critica nei confronti dell’evolversi della situazione.

Un anno di iniziative e di documenti di Noi Siamo Chiesa

Nel pomeriggio il coordinatore nazionale Vittorio Bellavite ha informato su tutte le iniziative dell’ultimo anno, a partire dagli interventi sulle dimissioni di Benedetto XVI e sull’elezione di Francesco, dalla partecipazione alle conferenze stampa internazionali di IMWAC (International Movement We Are Church) prima del Conclave. La linea scelta è quella che è stata confermata nel dibattito appena svolto in assemblea.

Inoltre NSC ha promosso e partecipato alle due assemblee di “Chiesadituttichiesadeipoveri” del 15 settembre e del 6 aprile che si inseriscono nel proposito di partecipare alla creazione di reti del cattolicesimo conciliare (collaborando, per esempio, con la rete dei Viandanti che ha diffuso una “Lettera alla Chiesa che è in Italia” i cui contenuti sono condivisi da NSC). Sulla situazione italiana NSC è intervenuta per constatare il fallimento della linea della CEI (incontri di Todi e sponsorizzazione del centro con l’appoggio abbastanza evidente al partito di Monti) e per indicare un possibile modo dei credenti di essere presenti in politica (a proposito delle elezioni di febbraio). Si sono ricordati gli incontri, organizzati con altri, su “Finanza e potere nella Chiesa” (Roma, 16 marzo) e sul card. Martini (Milano, 16 marzo) e infine la dura Lettera aperta ai vescovi italiani di maggio per denunciare la loro colpevole passività sulla questione della pedofilia di esponenti del clero.

I rapporti internazionali, i libri, la comunicazione, le adesioni, il coordinamento nazionale

L’assemblea ha poi esaminato i rapporti internazionali, sia mediante la presenza di NSC nel Council di IMWAC (incontro a Lisbona in ottobre) che dell’European Network Church on The Move (Madrid, maggio) e al Forum sociale mondiale di Tunisi. Queste presenze sono anche finalizzate alla realizzazione di un incontro mondiale a Roma nell’autunno del 2015 a 50 anni dalla conclusione del Concilio.

Poi si è discusso dei problemi della comunicazione e dell’editoria, oltre che delle iniziative dei gruppi locali. Nell’ultimo anno NSC ha pubblicato “Correggere la Chiesa” di dom Clemente Isnard e insieme ad Adista “Il dissenso soffocato: un’agenda per papa Francesco” (curato da Mauro Castagnaro e da Ludovica Eugenio), entrambi editi dalla Meridiana. Questo libro è stato inviato al vescovo di Roma con una lettera del coordinatore nazionale con l’auspicio che esso “possa aiutarla a conoscere e a capire meglio situazioni che attendono nella Chiesa soluzioni di riconciliazione e di amore”.

Oltre ai propri libri l’assemblea ha deciso di sponsorizzare ulteriormente Adista e di promuoverne la conoscenza in ogni modo.

Il sito di NSC (www.noisiamochiesa.org) è abbastanza frequentato così come Facebook è uscito dal rodaggio. Esiste poi uno Yahoogroup con molte presenze.

Le adesioni a NSC devono essere rinnovate ogni anno e si raccolgono da gennaio a dicembre; da settembre sarà rilanciato l’invito a formalizzare l’adesione per chi non l’ha ancora fatto, quest’anno c’è un certo ritardo. E’ stato presentato dal segretario organizzativo Giovanni Ambrosoni il bilancio di NSC. Esso è in pareggio e registra partite attive e passive modeste, essendo in NSC l’impegno solo volontario. L’assemblea, per quanto riguarda la composizione del coordinamento nazionale, ha deciso di tornare al sistema usato fino a due anni fa perché più funzionale e democratico: faranno parte di esso i rappresentanti designati dai gruppi locali e di quelle associazioni o movimenti con cui NSC ha consuetudine di collaborazione da lungo tempo.

Documenti e iniziative di Noi Siamo Chiesa dal giugno 2012 al giugno 2013. Report per la quindicesima assemblea nazionale, 16 giugno 2013 (a cura del coordinatore nazionale Vittorio Bellavite)

L’hanno scorso ci avevano lasciati Enzo Mazzi, Luisito Bianchi e Giulio Girardi. Nell’ultimo anno sono andati alla casa del Padre Luigi Negri, Carlo M. Martini, Andrea Gallo e Piero Barbaini.

Li ricordiamo nell’Eucaristia che celebriamo nel corso della giornata.

Questo report elenca in modo sintetico come Noi Siamo Chiesa si è mossa in questo ultimo anno, così denso di novità, lasciando alla discussione eventuali osservazioni critiche, riflessioni più approfondite e proposte.

Vescovo di Roma e Vaticano

La crisi di gestione e di credibilità, che durava da troppo tempo, è stata interrotta dalle dimissioni di papa Ratzinger l’11 febbraio. Abbiamo subito applaudito ad una decisione imprevista che ha ridimensionato il ruolo del papato e ha creato le condizioni per una svolta. Il 28 febbraio, giorno della conclusione del pontificato, abbiamo elencato le continue posizioni critiche a cui siamo sempre stati costretti nei confronti di Benedetto XVI. L’iniziativa successiva è stata quella di delineare i problemi che il Conclave si sarebbe trovato di fronte (testo del 5 marzo, fatto proprio da IMWAC) e di partecipare attivamente, anche nell’organizzazione, alle due conferenze stampa internazionali di IMWAC organizzate, con buon esito, a Roma il 6 e il 12 marzo.

Il 13 marzo abbiamo salutato con parole sincere Francesco e abbiamo constatato che non era passata la linea di grave continuità costituita dalla candidatura Scola. Il 13 aprile abbiamo fatto alcune considerazioni sul primo mese del nuovo pontificato. Deve essere ripresa la proposta che vi facevamo di un vero e proprio “anno sabbatico” come evento di liberazione e di profonda riconciliazione intraecclesiale in cui si riapra il dialogo con tanta teologia contemporanea, cancellando interdizioni, proibizioni ed esclusioni di ogni tipo.

Oggi discutiamo a fondo sulle possibilità di una svolta e sulla nostra linea in relazione a queste grandi novità.

CEI e politica italiana

Quello che si intuisce è che il vescovo di Roma lascerà più libertà ai vescovi e alla CEI nel rapporto con la politica italiana. Ciò è stata detto esplicitamente da Francesco ed è nella natura delle cose dopo il soffocante interventismo di Bertone, il cui partito dovrebbe smobilitare. Meno si capisce del ruolo di Ruini. La politica della CEI è stata fallimentare. I due incontri di Todi (ottobre 2011 e 2012) sono finiti in risse interne , un po’ personali e un po’ politiche. L’appoggio esplicito a Monti e all’ipotesi di un nuovo centro vincente, clericale e arbitro degli equilibri politici è caduto del tutto con l’esito delle elezioni del 22 febbraio.

Noi Siamo Chiesa il 18 febbraio ha diffuso un testo sulle elezioni rendendo esplicite le proprie riflessioni sulla politica in questa congiuntura e sul ruolo di credenti sulle questioni della giustizia e della pace, ma anche chiedendo alla CEI una riflessione radicalmente autocritica sul lungo appoggio al centrodestra . Ora il ddl Bagnasco-Calabrò sul testamento biologico non ha alcuna possibilità nel nuovo Parlamento mentre ne ha la proposta sulle unioni civili.

Il 20 maggio abbiamo scritto una dura Lettera all’assemblea dei vescovi sulla questione della pedofilia dei preti, confermando i precedenti interventi e caratterizzandoci come gli unici che, in Italia, continuano a sollevare il problema, senza avere peraltro alcuna risposta.

Presenze e interventi nell’area conciliare

Esse sono state particolarmente numerose e dall’esito più che soddisfacente durante l’ultimo anno. L’incontro di “Chiesadituttichiesadeipoveri” del 15 settembre, a 50 anni dall’inizio del Concilio, è stato promosso con un impegno significativo di NSC. Il suo svolgimento, più che positivo per partecipazione e qualità degli interventi, è a tutti noto. Esso è stato seguito da quello del 6 aprile a 50 anni dalla firma della Pacem in terris di papa Giovanni. Siamo ora interni a un ristretto gruppo internazionale, costituitosi un mese fa, che dovrà organizzare l’incontro mondiale nell’autunno del 2015 a 50 anni dalla conclusione del Concilio. L’iniziativa “Chiesadeituttichiesadeipoveri” ha un proprio sito e un autorevole Comitato promotore.

A Roma si è tenuto il 16 febbraio l’incontro “Finanza e potere nella Chiesa” e a Milano il 16 marzo l’incontro su “Martini uomo tra gli uomini, uomo di Dio”. Entrambi sono stati promossi all’interno dei due locali network. Non abbiamo notizie del circuito “Il Vangelo che abbiamo ricevuto” mentre la “Rete dei viandanti” ha scritto una “Lettera alla Chiesa che è in Italia” , i cui contenuti ci sono comuni.

Iniziative e documenti di Noi Siamo Chiesa

In settembre abbiamo constatato che il Consiglio della CEI rilanciava tutta la questione dei principi non negoziabili come momento di identità “cattolica”. Il Sinodo sulla nuova evangelizzazione dell’ottobre non ha portato-ci sembra- ad alcun contributo significativo; abbiamo scritto un testo il 9 novembre. Il 6 dicembre NSC dell’EmiliaRomagna ha vivacemente contestato la nomina di ben due vescovi di C.L. a Ferrara e a Reggio Emilia; l’8 dicembre abbiamo criticato le riflessioni del Card. Scola sulla laicità nel discorso di S. Ambrogio; a fine dicembre abbiamo criticato la sponsorizzazione esplicita delle scelte di Monti da parte del Vaticano; in maggio abbiamo riproposto il problema dell’ottopermille in relazione ai nuovi discorsi sulla Chiesa povera.

Abbiamo promosso due libri, il primo “Correggere la Chiesa-confessioni di un vescovo” di Mons. Clemente Isnard, il secondo (insieme ad Adista) : “Il dissenso soffocato:un’agenda per Papa Francesco”, entrambi, con la Meridiana di Molfetta, nella linea di fare conoscere quanto di interessante e di alternativo succede nell’universo cattolico. Poi Giovanni Panettiere ha scritto “Non solo vescovi” per l’editore Gabrielli di Verona.

Non abbiamo ancora realizzato niente sui 1700 anni dall’editto di Milano; abbiamo in cantiere qualcosa per l’autunno. Tante sono le possibili questioni di cui occuparci, ne discutiamo oggi. Ne elenco alcune: legge sulla libertà religiosa, unità pastorali, condizione della donna nella Chiesa, applicazione della 194, prossima santificazione di Giovanni Paolo II alla quale siamo stati contrari dall’inizio

Rapporti internazionali

Intenso è stato il nostro impegno in questa direzione. In novembre si è tenuto a Lisbona l’annuale incontro del Council dell’International Movement We Are Church (IMWAC), in marzo abbiamo co-organizzato le conferenze stampa di IMWAC sul Conclave (vedi sopra) , a fine marzo abbiamo rappresentato IMWAC al Forum sociale mondiale di Tunisi, anche organizzandovi un seminario, e infine, a metà maggio, siamo stati a Madrid all’incontro dell’European Network Church on The Move, dove abbiamo proposto un testo sulla situazione generale in Europa nella crisi. I rapporti internazionali sono anche costituiti da una fitta rete di comunicazioni online , scambio di testi, redazione di posizioni comuni, siti Internet ecc….IMWAC sta estendendo la sua presenza, ora al Brasile , forse alla Corea.

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